sabato 14 maggio 2005

Il tempo dell'amore



Undici Minuti
di Paolo Coelho
Milano, Bompiani, 2003

Una storia di vita e una favola, questo romanzo di Coelho. Se dal titolo non si comprende l’argomento, già dalle prime pagine l’autore toglie ogni dubbio: desidera raccontare in terza persona la storia di Maria, che trova nella sua iniziazione alla prostituzione un nuovo modo per conoscere se stessa e anche, perché no?, l’amore. Non è una tematica facile quella che Coelho si prefigge, soprattutto vista l’enorme quantità di libri-immondizia che si sono accatastati negli ultimi anni. Così, senza condanna, senza giudicare ma con un po’ di partecipazione, lo scrittore porta il suo lettore nel mondo corrotto dal sesso: Maria sperimenta casi estremi, descritti con dovizia di particolari, funzionali al coinvolgimento del lettore all’interno di questo tunnel. 
In alcune pagine, la narrazione, che non si smentisce quanto a velocità d’azione e scorrevolezza, diventa cruda, aspra quanto l’argomento trattato. In altre, con scelte da vero scrittore, Coelho addolcisce il clima con pagine tratte dal diario di Maria, un diario pieno di comunissime paure, dove i dubbi sono i dubbi legittimi di una giovane donna, dove le indecisioni sono le indecisioni dettate dalla situazione precaria da cui è partita, famiglia compresa.
Qua e là, tra le pagine del diario di Maria, è possibile rintracciare una certa ingenuità di base che va, via via, perdendosi con il procedere dell’azione e la serie di incontri che la ragazza accumula: sarà infatti l’incontro con un pittore, dallo spirito umano, ad accelerare la sua maturazione.
Bella la doppia valenza di vita che troviamo in Maria, sempre molto umana:
"Io sono due donne: una desidera sperimentare tutte le gioie, tutte le passioni, tutte le avventura che la vita può dare; l’altra vuole essere schiava della routine, della vita familiare, delle cose che si possono pianificare e raggiungere. Io sono la prostituta e la casalinga, che vivono nello stesso corpo, e lottano l’una verso l’altra.L’incontro di una donna con se stessa è un gioco che comporta seri rischi. È una danza divina. Quando ci incontriamo, siamo due energie sovrannaturali, due universi che si scontrano. Se nell’incontro non c’è il rispetto dovuto, allora un universo distrugge l’altro"
Così, la narrazione di Maria e le sue continue scelte riflettono un cammino esistenziale che, per quanto non giustificabile, appare comprensibile. Il lettore, affascinato dalla sua vitalità quasi inesauribile, nonostante la perdita di dignità personale, si affeziona a questa protagonista, così genuina nella sua limitatezza.
Altra caratteristica fondamentale da rimarcare, la capacità dello scrittore di mantenere costante il buongusto, per quanto molto difficile, visto l’argomento scottante. Il racconto di Maria, la sua remissività davanti alle scelte che subisce, l’accanimento masochistico contro la propria dignità sono tutti finemente ritratti, senza volgarità gratuita. Tutto funzionale a tutto.
Se da un lato Coelho non dà dimostrazioni di un particolare stile che, personalmente, non ho trovato degno di nota, la narrazione è perfettamente incastonata nella cornice delle parole. Come un piccolo spaccato di vita che è stato regalato, assieme ad un finale scontato che addolcisce e ripaga il lettore di tutte le asprezze passate.

Gloria M. Ghioni