"Tutti parlano di loro" di Tiffany Crum racconta del confine tra raccontarsi agli altri e conoscersi davvero


Tutti parlano di loro

di Tiffany Crum

Piemme, marzo 2026


Traduzione di Annalisa Carena


pp. 400

€ 21 (cartaceo)

€ 14,99 (ebook)


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Un’amicizia che supera ogni ostacolo e diventa rapporto stabile nel tempo, due protagonisti che la alimentano, Joy e Benny, un podcast di successo e l’improvvisa sparizione di uno dei due. Queste sono le premesse che rendono questo esordio di Tiffany Crum degno di nota.


Ma il libro di Crum fa molto di più: viviseziona i rapporti umani, ispeziona le dinamiche relazionali, ci porta dietro le quinte della fama, nelle fragilità dei personaggi e affronta anche il tema della narcolessia. Perché proprio Joy deve fare i conti con questa patologia, che le rende la vita abbastanza complicata.


Andiamo per ordine; dopo anni di collaborazione e un successo inaspettato, Joy sparisce. Tutto crolla. Il successo del loro podcast, dovuto al fatto che nel loro podcast Joy e Benny raccontano tutto delle loro vite e soprattutto affrontano con ironia i mille modi in cui, anche in situazioni paradossali si sopravvive "oltre ogni previsione", è ai massimi storici; eppure succede l'imprevedibile. Si sono sempre salvati a vicenda ma non stavolta. Joy, il cane e il marito Xander sembrano essersi volatilizzati.


Benny arriva a casa loro per registrare, ma trova solo silenzio e vetri infranti.  L'unico indizio è una bozza incompleta che nessuno ha mai letto prima: il memoir di Joy. Mentre la polizia concentra i sospetti su Benny, le ore passano e le speranze di ritrovare la coppia si assottigliano.


Quello che era il motto del loro programma e quasi un mantra diventa adesso un'ironica frase priva di significato, perché non si sa davvero come sopravvivere a qualcosa che non lascia speranze. Alla dimensione pubblica del racconto ecco che si sostituisce quella privata, quella fatta di segreti inconfessabili che Joy non è mai riuscita a dire, di un vissuto quotidiano fatto di controllo, di un rapporto che non è quello che sembra. Benny vuole scoprire la verità e non consegna subito queste memorie, quindi diventa un colpevole perfetto per l'opinione pubblica e per gli inquirenti.


Il punto focale del romanzo è proprio questo: siamo sicuri che chi pensa di conoscerci sappia davvero tutti di noi? Quanto c'è nel racconto che consegniamo agli altri, anche pubblicamente, di vero e quanto è talmente inconfessabile da far crollare anche la nostra reputazione?


A questo si aggiunge la differenza tra legame e possesso, visto da diversi punti di vista, soprattutto quello amoroso e amicale. Amare qualcuno e volerlo difendere dagli altri spesso diventa mania di controllo. Nello stesso modo conoscere così bene qualcuno da darlo per scontato può non farci vedere in chi quella persona si è trasformata col tempo.


C'è poi una critica molto ben strutturata ad uno dei mali del nostro tempo. La fama può diventare un amplificatore della tragedia. Joy non è solo una persona scomparsa: è qualcuno di cui il pubblico pensa di sapere tutto. La sua sparizione diventa quindi inevitabilmente racconto e probabilmente spettacolo. È un ottimo punto per riflettere sulla nostra fascinazione contemporanea per il true crime: persone abituate a trasformare la propria vita in contenuto finiscono improvvisamente dentro una storia criminale che altri raccontano al posto loro.


La narcolessia di Joy, inoltre, ci porta anche a pensare che lei possa essere un personaggio non affidabile. La malattia infatti rende le percezioni molto sfocate, la porta ad essere debole e dipendente da qualcun altro e diventa un ulteriore pregiudizio da parte di chi pensa di sapere tutto. 


È inoltre interessante che per capire a fondo la sua amica, nonostante anni in cui si raccontano tutto e lo raccontano ad altri, Benny debba recuperare la dimensione della scrittura. Quasi un invito ad andare indietro e a scavare più a fondo, dentro parole che non sono nate per intrattenere ma proprio per confidarsi. Un libro che ha uno stile travolgente e molto veloce, ma che poi, per arrivare al cuore della vicenda ci fa vedere quello che possiamo metabolizzare solo con calma, senza giudizi affrettati ma con l'ascolto più vero che esista, quello dettato dal cuore.


Samantha Viva