Un'antologia nata da una provocazione letteraria di Roberto Bolaño: "Fantastike. Racconti di scrittrici del fantastico che vi porteranno in un altro mondo"



Fantastike. Racconti di scrittrici del fantastico che vi porteranno in un altro mondo
A cura di Michela Dentamaro
Blackie Edizioni, settembre 2026

James Tiptree Jr.,"L’angelo della condivisione del tempo", tradotto da Michela Dentamaro
Suzy Mackee Charnas, "Tette", tradotto da Giuseppe Lippi
Elena Aldunate, "Juana e la cibernetica", tradotto da Clara Serretta
Joanna Russ, "Una ragazza all’antica", tradotto da Hilia Brinis e Claudio Lo Monaco
Zhang Jing, "Amore Nüwa", tradotto da Giulia Carbone
Josephine Saxton, "In memoriam, Jeannie", tradotto da Abramo Luraschi
Andre Norton, "La cruna dell’ago", tradotto da Roberta Rambelli
Angélica Gorodischer, "Una donna eccezionale", tradotto da Clara Serretta
Vonda N. McIntyre, "Thanatos", tradotto da Michela Dentamaro
Mariko Ōhara, "Mentalmente femmina", tradotto da Michela Dentamaro
Svava Jakobsóttir, "Novella per i figli", tradotto da Silvia Cosimini
Christine Renard, "Side effects", tradotto da Roldano Romanelli
Kit Reed, "Essere portata in un paese straniero", tradotto da Bianca Russo

pp. 304

€ 22 (cartaceo)
€ 11,99 (ebook)

Sono le donne le più interessate a sovvertire l'ordine politico e sociale imposto e quindi a ritrovare nel genere [fantascientifico] una corrispondenza per esprimersi liberamente e destrutturare stereotipi e pregiudizi, giocare di ambiguità con i generi sessuali, sperimentare linguaggi e scenari [...]. (p. 9)

Pensare al modo in cui vengono selezionati i racconti che danno forma a un'antologia è un esercizio affascinante. L'introduzione di Michela Dentamaro al volume Fantastike. Racconti di scrittrici del fantastico che vi porteranno in un altro mondo svela in modo molto trasparente i parametri che sono stati utilizzati per scegliere i racconti. Veniamo a sapere che è una scelta borgeana, o, in questo caso, bolañana: ne Lo spirito della fantascienza un personaggio propone di creare un'antologia di «almeno venti autori a tema sesso come strumento per combattere la guerra» (pp. 7-8). La provocazione viene accolta da Dentamaro, ma va oltre la richiesta del personaggio di Bolaño: la lettura di Fantastike apre la porta a scrittrici della speculazione fantastica e fantascientifica ancora inedite in Italia.

Se ci si può aspettare la presenza di rinomate autrici statunitensi – dopotutto, la fantascienza è un genere fondamentale nella storia letteraria degli Stati Uniti – come James Tiptree Jr. (pseudonimo di Alice Bradley Sheldon), Suzy McKee Charnas e Joanna Russ, la presenza latino-americana (la cilena Elena Aldunate e l'argentina Angélica Gorodischer) e asiatica (Cina e Giappone vengono rappresentate da Zhang Jing e da Mariko Ōhara) è una ventata di aria fresca, soprattutto per quanto riguarda i procedimenti letterari. Anche l'Italia ha le sue rappresentanti: sono state selezionate Anna Rinonapoli, Luce d'Eramo e Gilda Musa, meno conosciute rispetto a Roberta Rambelli, figura fondamentale della fantascienza italiana.

La varietà di temi proposti dai racconti è difficile da riassumere in poche righe. L'attenzione verso l'ecologia non è nuova nel genere fantascientifico: attraverso la scoperta di mondi extraterrestri, questo tipo di narrativa riflette su come trattiamo il nostro pianeta. Il racconto della citata Gilda Musa, "Gli ex bambini", pubblicato nel 1978, tratta l'arrivo di alcuni astronauti terresti su Urano. Accolti dagli uraniani, i viaggiatori di scoprono molto diversi da come li può immaginare un lettore: si da per scontato che riflettano l'aspetto attuale dell'essere umano, anche se sono in realtà il risultato di un futuro che sfigura la fisionomia dei terrestri. L'elenco del narratore, che spiega come si sia arrivati alla deformazione del corpo, è il racconto soffocante dell'aggravarsi dell'abuso di composti chimici: 
Tanti e tanti anni prima, sul pianeta Terra. Additivi, conservanti, coloranti, antibiotici, smog, vernici sintetiche, fertilizzanti, contraccettivi, erbicidi, defolianti, gas propellenti, lubrificanti, tinture, bioproteine, scarichi tossici, tranquillanti, eccitanti, ipnotici, schiume, collanti, anticrittogamici, petrolio diffuso nei mari, fughe di energia, bombe biologiche, armi batteriologiche, scorie atomiche defluite dalle incrinature dei cassoni seppelliti nelle fosse oceaniche, bombe all'idrogeno, mangimi artificiali, inquinamento d'aria d'acqua di terreno, indumenti sintetici, elementi alogeni, iatrogeni, gas nervini, scarichi da auto, da aerei, da jet, da missili, da fabbriche, da case, materiali plastici, tetraetile di piombo, cloruro di vinile, fluorocarburi, idrocarburi aromatici, vini al fenolo, conigli al piombo, pesce al mercurio, polli agli ormoni, vitelli al petrolio, acqua al cloro, aperitivi a base chimica, tetraclorodibenzodiossina, uova cromatizzate, ingegneria genetica, raggi X, irradiazioni... venèfici, cancerògeni, tetratògeni, mutàgeni... (p. 246).

È inevitabile che la speculazione fantastica e fantascientifica sulla condizione futura del mondo tocchi la maternità e la natalità. Nel racconto "L'angelo della condivisione del tempo" della citata Alice Bradley Sheldon (aka James Tiptree Jr.), la sovrappopolazione è senza controllo, come anche la crisi ecologica. La protagonista, di fronte alla distruzione della natura, invoca disperatamente la fine di questo scempio: «"Fateci smettere" Jolyone disse disperatamente, ignara che il suo pianto stava diventando più forte su sconosciute frequenze, ignara di tutto tranne del suo dolore. "Fateci smettere di procreare prima che distruggiamo tutto! Oh, per favore non permettete che accada, non permettete che la bellezza venga distrutta!"» (p. 22). Un "angelo" venuto dallo spazio sembra ascoltare la sua richiesta e impone una soluzione gelida e matematica al problema demografico. 

Sui figli si incentra anche "Novella per i figli" della scrittrice islandese Svava Jakobsóttir; un racconto in cui si sente l'atmosfera di una fiaba nordica, in cui i lieto fine non è quasi mai a portata di mano dei personaggi. È la storia di una madre totalmente abnegata: il suo spirito sacrificale viene portato all'estremo quando i figli iniziano a ferire il suo corpo: «Mamma!, esclamò [il bambino] infilandole uno spillo nel braccio. Lei trasalì e per poco non si tagliò col coltello. Sì, tesoro, disse lei porgendo l'altro braccio, in modo che il piccino potesse infilzarle anche quello» (p. 260). La grottesca reazione della madre, che è ormai priva di volontà per permettere qualsiasi cosa ai figli, serve come una provocazione per pensare a come affrontare la maternità senza che le donne si perdano la loro identità in un solo ruolo.  

Sarebbe difficile trovare un'antologia di racconti fantastici e fantascientifici in cui non compaia il tema della relazione tra l'uomo e la tecnologia. In "Juana e la cibernetica", Elena Aldunate sceglie di trattare la questione in una fabbrica, dove rimane rinchiusa per sbaglio un'operaia. Con il passare dei giorni, Juana, pudica e nubile, inizierà a guardare con occhi diversi i macchinari che l'accompagnano nella solitudine della sua prigionia: «Una desiderio titanico si impossessa di lei. Vuole sentire; non importa cosa, basta che sia con violenza... con violenza. Un misto di dolore e piacere, paura e fiducia» (p. 94).

Senza dubbio, questa raccolta raggiunge il suo obiettivo implicito: in Fantastike, come in tutte le antologie che si rispettano, troviamo racconti forti e indimenticabili, esempi che servono per far venire voglia di leggere altro di un autore o un'autrice, di scoprire di più della loro opera. 

Claudia Fogliani