Un folk horror confortante e un po' piccante: "Solstizio", l'esordio di Nadia Attia tra maledizioni e presagi

 

Solstizio
di Nadia Attia
Mercurio Books, settembre 2026

Traduzione di Noemi Ronci

pp. 400
€ 18 (cartaceo)
€ 10,99 (ebook)

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«È per il tuo bene: tua nonna è la migliore guaritrice del Nord e potrebbe riuscire a risolvere questa cosa prima che tu compia diciott'anni, il mese prossimo».

«Perché? Cosa succederà allora?»

Tessa fissa la figlia - gli occhi tondi e spalancati, come quelli di un coniglio. «Quando sarai una donna adulta, è probabile che la maledizione si stabilizzi e diventi permanente. E se non l'avremo eliminata prima che arrivi il solstizio, sarà radicata troppo in profondità per essere rimossa. Avrai superato il limite». Comincia a camminare di nuovo su e giù, le finestre sembrano sbattere le palpebre ogni volta che il suo corpo ci passa davanti. «Hai il marchio della morte, Rowena, chiaro come la luce del sole: sta diventando sempre più audace, sta preparando qualcosa. Sai che ho ragione. Se non mettiamo subito fine a questa cosa, tutti coloro che hai amato moriranno».

«Non mi è rimasto nessuno da amare», mormora Rowena con un brivido. (p. 12)

Ormai i libri di Mercurio Books sono diventati parte della mia routine, della mia comfort zone, e aspetto ogni nuova uscita con curiosità: non fa eccezione questo romanzo di Nadia Attia, scrittrice e giornalista focalizzata su narrazioni di genere weird, folk, soft horror. Vincitrice del FAB Prize per la narrativa, esordisce in Italia col suo Solstizio.

Ci troviamo in un Regno immaginario, localizzato più o meno al Nord dell'Inghilterra, un Paese che sta vivendo una specie di apocalisse politica e ambientale: alluvioni, divisioni, confini, contee in cui esiste ancora la pena di morte. Rowena, la nostra protagonista, si sta dirigendo proprio in una di queste Contee di Ferro, precisamente a Culcrith, dove vive sua nonna, una guaritrice eccezionale che ha il compito di annullare la sua maledizione.
Rowena, come afferma sua madre Tessa da quando è bambina, è stata maledetta, è toccata dalla Morte che la segue ovunque, si manifesta sotto forma di visioni, allucinazioni, fantasmi spaventosi, spiriti inquietanti e, come se tutto ciò non bastasse, pare uccidere tutte le persone che ama. Prima l'ex fidanzato, poi l'amatissimo padre e ora, durante la narrazione, minaccia anche Halim, un giovane bracciante incaricato di portare Rowena a Culcrith sana e salva.

Il compito non è semplice: devono arrivare prima che Rowena compia diciotto anni, e hanno poco tempo. A complicare le cose già difficili - confini da superare, lavori da onorare, mazzette da pagare, aggressione da sventare - ci si mette proprio lei: una ragazza adolescente ribelle, scontrosa, contraddittoria, con il talento di mettersi nei guai. Dunque Halim, che pure nasconde i suoi dolori e i suoi problemi con la propria famiglia, dovrà sia stare attento a ciò che fa Rowena, sia controllare i suoi desideri, perché due ragazzi giovanissimi che viaggiano insieme hanno scritto in faccia un finale prevedibile.

[...] Giuramelo sull'anima di tuo padre».

Colta alla sprovvista, Rowena si schiarisce la gola. «Ti giuro che starò attenta».

«Dovresti anche tenere ben presente che Culcrith è nel Laithness, e che quella è una Contea di Ferro, per cui non puoi fare nemmeno un passo falso. Ciò include anche il bracconaggio».

«Una Contea di Ferro? Dici sul serio? Fra tutte le contee del Regno, mi stai mandando in una delle poche che applica la pena di morte?» Rowena reprime a malapena una risata.

«Be', suppongo che, se non mi ucciderà questa maledizione, lo farà la gente limitata che vive li».

«Non se stai attenta e fai tutto ciò che ti dice tua nonna.

È una donna dura, ma vuole il tuo bene». Tessa si addolcisce. «Non la vedo da molti anni, quindi quando la conoscerai dovrai farle buona impressione per entrambe, d'accordo?

Rendi fieri me e tuo padre: almeno questo glielo devi».

E un colpo basso e Rowena sussulta. (p. 189)

Trattandosi di una road novel, di un romanzo che si dipana in viaggio, il rapporto tra Halim e Rowena, dapprima duro, spigoloso, fatto di rispostacce e incomprensioni, man mano che la meta si avvicina diventerà più dolce, e anche più complicato: Rowena teme per lui perché la Morte, che le appare in forme diverse e sempre più spaventose, potrebbe colpirlo. 

Durante il loro viaggio incontreranno un sacco di impedimenti: feste, amici bizzarri, ceffi malintenzionati, allagamenti, deviazioni, ma anche tenerezza, e paura, moltissima paura. Nonostante questo, i due proseguono, con il vago sogno di riuscire a superare il momento: se la nonna di Rowena riuscisse a guarirla ci sono le Terre Selvagge ad attenderli, un luogo oscuro, mai esplorato, dove si dice che vivano cose e persone poco raccomandabili.

Ma riusciranno ad arrivare a Culcrith? E se ci arrivano, sua nonna sarà in grado di guarire Rowena?
Si tratta di uno di quei romanzi confortevoli e mi si lasci passare il termine: non nel senso di noioso, ma di quel prevedibile che accoglie, nonostante il genere tocchi leggermente l'horror. Lo definirei più un folk horror, se esiste la categoria, un po' Midsommar, un po' Fallen, unisce il classico topos della ragazza ribelle maledetta in fasce con il romanticismo un po' pepato di una relazione che si evolve durante il corso del viaggio.

Uno di quei libri che si legge più che volentieri nelle serate d'autunno, magari quando piove: le ambientazioni, la natura descritta, la connessione della protagonista con la natura, e anche le apparizioni creepy che deve gestire, ne fanno una perfetta lettura autunnale. E poi, male non fa, vi si aggiunge anche un po' di quel tipico brio degli amori giovanili, tutti passione e drammi.

Ho trovato la scrittura di Attia molto leggera, fluida, mi ripeto, ma confortante (e questo non vuol dire senza colpi di scena, perché ce ne saranno eccome). Il finale, che a stare attenti viene anticipato da indizi sparsi nel testo sotto forma di presagi, mi è sembrato coerente con tutta la narrazione. Lo consiglio a quelle persone che amano i libri senza brutte sorprese, per cui non si deve faticare a capire o a interpretare. Ottima lettura se amate il soft horror e il genere folk.

Deborah D'Addetta