di Licia Tumminello
Nord, settembre 2026
pp. 416
€ 20 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)
Per tante donne e bambine i gelsomini sono una presenza quotidiana, e per lo più notturna: è col buio, infatti, che fioriscono, e c'è solo una notte di tempo per coglierli, prima che sfioriscano e il loro profumo diventi vagamente marcescente. Il raccolto notturno è una fonte di arricchimento notevole per i proprietari dei campi, che vendono soprattutto all'estero un'essenza pregiatissima; per le lavoranti, è ciò che garantisce il pane quotidiano. Soprattutto nel 1945, quando tante famiglie sono state falcidiate dalla guerra e solo le donne guadagnano. Allora ben venga l'opportunità di portare a raccogliere i gelsomini anche le figlie e le nipotine, che, ancora piccole, possono lavorare senza piegare troppo la schiena.
Lavoro minorile, diremmo noi oggi, storcendo il naso. Un'opportunità per non morire di fame, replicherebbero le donne che popolano La lunga estate dei gelsomini, esordio narrativo di Licia Tumminello. È vicino a Milazzo, ad Acqueviole, che si svolge la vicenda di Grazia, una delle braccianti più abili nel cogliere i gelsomini, abituata a lavorare nei campi del barone Puglisi da quando aveva undici anni: ha imparato bene il lavoro e ora lo insegna alle nuove gelsominaie, indicando loro come guardarsi dai pericoli notturni (dai morsi dei pappataci ai desideri predatori dei caporali), ma anche a farsi rispettare al momento della consegna delle ceste. Ci sono regole non scritte che possono essere imparate solo per imitazione o se si ricevono indicazioni giuste da chi è lì da tanto tempo.
Più difficile per Grazia è, semmai, farsi rispettare in casa sua: il marito, Michele, vorrebbe che la moglie restasse a casa ad aspettarlo, che gli desse qualche figlio e non pensasse ai diritti delle lavoratrici. Per lui lavorare fuori casa è quasi un affronto. Ma Grazia non la pensa così: tra le mura domestiche, specialmente con quel marito che pensa di possederla quando gli pare e di fare di lei ciò che vuole, si sente oppressa. Il loro matrimonio non ha niente a che fare con ciò che sperava, né con l'amore. Lei è convinta di averlo provato per Francesco, da ragazzina, ma un giorno lui è partito per studiare altrove. Il pensiero di Francesco è però rimasto, e regala ancora a Grazia qualche memento di dolcezza. Viceversa, non c'è delicatezza né romanticismo nelle azioni di Michele, che allunga pretese, esercitando la propria forza fisica e mostrandosi invidioso delle attenzioni che Grazia rivolge alla famiglia di sua sorella, specialmente a Vita.
Per la nipotina, Grazia vuole qualcosa di diverso: anche se la porta con sé a raccogliere gelsomini per aiutare in casa, spera però di farle riprendere gli studi. Vita è una pre-adolescente, il suo corpo cambia di giorno in giorno e lei non sa neanche cosa volere: nella sua famiglia, faticare è una costante, mentre sognare (anche solo di proseguire la scuola) è proibito. La zia Grazia sente per lei un amore quasi materno, prova a proteggerla dai pericoli, in primis quello di accontentarsi di vivere abbassando la testa, senza mai ribellarsi.
Sì, perché ribellarsi, imparare a dire di no ai soprusi, agli abusi di potere, all'arbitrarietà dei caporali sulla paga è solo uno dei tanti diritti che Grazia vuole insegnare a sua nipote e alle donne che lavorano con lei. Ormai strette da una sorellanza autentica, Grazia e le altre soffrono, mettono a repentaglio la propria salute, restando per ore con i piedi a bagno tra serpi e insetti. E lavorano tutta la notte senza alcun diritto: basta una parola di uno dei caporali per essere licenziate, e se qualcuna di loro si ammala, non c'è alcuna garanzia che in futuro venga richiamata.
Nel tracciare la storia di una protagonista coraggiosa del passato, Licia Tumminello scrive in parallelo una storia dei diritti delle lavoratrici in una campagna siciliana dove gli uomini, per secoli, hanno dettato legge. La vicenda familiare di Grazia si apre allora a una coralità ben connotata, in cui ogni gelsominaia è riconoscibile, ha un carattere, un bagaglio di problemi e di desideri. E la lotta per i diritti di una diventa la lotta per i diritti di tutte.
Amore sentimentale e familiare, maternità, lavoro, carestia sono solo alcuni dei tanti temi trattati in un romanzo d'esordio piacevole e impegnato più di quanto sembrerebbe di primo acchito, che fa conoscere un aspetto meno noto della storia della Sicilia.
GMGhioni
.png)