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Il problema finale
di Arturo Pérez Reverte
Settecolori editore, novembre 2025
€ 19,00 (cartaceo)
€ 10,99 (ebook)
Siamo nel giugno del 1960. L'ambientazione è da cartolina, ma cupa: l'isola greca di Utakos, a breve distanza da Corfù. Un'improvvisa e violenta tempesta isola completamente un piccolo e raffinato hotel locale, bloccando al suo interno nove ospiti e il personale. Non si può scappare, non si può chiedere aiuto.
Perfino in quelle circostanze, Utakos era bellissima: un minuscolo paradiso di olivi, cedri, cipressi e buganvillee, con l'imbarcadero a forma di frangiflutti sotto le rovine di un antico forte veneziano, una collina fittamente alberata che conserva in alto i resti di un tempio greco, e in una sua concavità, protetto da quasi tutti i venti, l'hotel Auslander. (p.19)
La routine della vacanza si spezza quando una riservata turista inglese di mezza età, Edith Mander, viene trovata morta in un capanno sulla spiaggia. La porta è sbarrata dall'interno: l'apparenza porterebbe a pensare al suicidio, ma la logica dice altro. Tra gli ospiti c'è Hopalong Basil (vero nome Ormond Basil), un attore inglese ormai sul viale del tramonto che negli anni Trenta e Quaranta ha legato indissolubilmente il suo volto a quello di Sherlock Holmes sul grande schermo.
Fu così che iniziò tutto, o che ciò che succedeva iniziò a manifestarsi. Non c'era nei pressi altra autorità che la signora Auslander, proprietaria dell'hotel e dell'isola. Arrivò sentendo le urla, e fu lei a prendere le prime decisioni. (p. 36)
La situazione appare subito delicata, perché sull'isola non ci sono membri delle forze dell'ordine e, se è vero che la donna non si è suicidata, allora fra i presenti c'è un assassino. Gli altri ospiti, spaventati e bloccati sull'isola lo spingono, quindi, a fare l'unica cosa logica: interpretare nella realtà il ruolo che ha recitato per tutta la vita, applicando la rigida scienza della deduzione per capire chi sia il colpevole. Ad affiancarlo, nel ruolo di un improbabile "Watson", ci sarà Francisco Foxá, uno scrittore spagnolo di romanzi gialli. Basil all'inizio rifiuta e fra lui e Foxá nasce un piacevole dialogo in cui i due ricordano tutti i film da Sherlock Holmes che l'attore ha interpretato nei fulgidi anni della sua carriera. Ma poi, viste le insistenze e la prospettiva di poter recitare, anche se questa volta nella realtà, il ruolo che ha tanto amato, decide di accettare. Almeno per avviare le indagini che prima o poi la polizia dovrà condurre.
Pendevano ancora tutti dalle mie labbra ed era facile indovinare ciò che pensavano. Dopo tanti film in cui affrontavo situazioni simili nella finzione, mi trovavo davanti a una vera, con un cadavere autentico. Immaginai, quindi, che la frontiera tra il reale e l'irreale dovesse risultare più imprecisa per loro che per me (p. 47)
Le indagini però si rivelano complicate, l'assassino o l'assassina, è ingegnoso, colto e ama giocare con il detective. Basil intuisce il gioco pericoloso che il suo nuovo ruolo prevede quando la tela è già stata tesa intorno a lui e a Foxá. Gli equivoci, i dettagli, il dialogo per citazioni con i libri di Conan Doyle lo riportano ancora una volta nell'universo del personaggio che lo ha reso tanto famoso. Sembra l'ultimo capitolo di una brillante carriera di attore, ma la realtà è molto più intrigante del cinema.
Pérez-Reverte gioca con Arthur Conan Doyle raccontandoci un'intricata trama di delitti. Più di una persona muore sull'isola e quando il meccanismo prende piede poche speranze rimangono al protagonista di poter fermare tutto e di tornare alla sua vita di ex attore in pensione. Deve affrontare la realtà e scoprire il colpevole o i colpevoli, di questo avvincente thriller.
Ogni scena ci ricorda i romanzi in cui Holmes è stato convolto come grande e insuperato detective ma ogni momento delle indagini ci fa apprezzare anche il nuovo Holmes, l'attore che lo ha interpretato e deve per l'ultima volta recitarlo in una tragica realtà. Reverte con il suo stile che è un suo marchio di fabbrica e gli permette di spaziare in tutti i generi del romanzo, si mette alla prova in una storia che è un brillante e divertente omaggio al detective più famoso della letteratura e al suo creatore. In un video del 1927, Sir Arthur Conan Doyle promise che dopo la sua morte sarebbe ritornato. In effetti è ritornato attraverso il suo personaggio principale, o alter ego, in centinaia di versioni. E questo Problema finale è un raffinato enigma che omaggia non solo i racconti e i romanzi di Sherlock Holmes ma più in generale la narrativa poliziesca.
Fulvio Caporale