Un prodigio di bambina: un po' Sherlock Holmes, un po' Cenerentola. "Flavia De Luce e il delitto nel campo dei cetrioli" di Alan Bradley


Flavia De Luce e il delitto nel campo dei cetrioli
di Alan Bradley
Sellerio editore Palermo, marzo 2026

Traduzione di Stefania Bertola

pp. 424
€ 16 (cartaceo)
€ 9.99 (ebook)

Siamo nella Gran Bretagna degli anni Cinquanta del Novecento. Flavia De Luce è una brillante undicenne con una smisurata passione per la chimica e per i veleni. Vive nell'immaginaria cittadina di Bishop's Lacey, nell'antica residenza di famiglia di Buchshaw. Orfana della madre Harriet, vive con un padre burbero e rigidissimo, il colonnello De Luce, un uomo dedito solo alla passione per la filatelia, e due sorelle maggiori, Ophelia e Daphne, impegnate nell'arte di schernirla continuamente. Con loro, vivono anche il fidato Dogger, ora giardiniere, ma prima autista e prima ancora tuttofare del padre, un uomo che ha vissuto la guerra e ne porta le tensioni e le ansie ancora addosso, e la non troppo abile cuoca, la Signora Mullet

È proprio quest'ultima a dare l'avvio a una serie di misteriosi eventi che porteranno Flavia ad indagare sull'omicidio che avverrà in casa sua. La Signora Mullet, infatti, troverà in giardino un uccellino morto con infilzato nel becco un francobollo. Il giorno successivo, nel campo dei cetrioli della tenuta verrà scoperto il cadavere di un uomo alto e dai capelli rossi, di cui però nessuno sa nome o provenienza. La ragazzina, invece di spaventarsi come ogni normale sua coetanea, rimarrà affascinata dal suo ritrovamento, tanto da ritenere l'evento come il più emozionante che le sia mai capitato. 

«È assolutamente comprensibile» disse. «Dev'essere stato uno shock tremendo». Riandai con la mente all'immagine dello sconosciuto che giaceva nella prima luce dell'alba: la leggera peluria sul mento, ciocche dei suoi capelli rossi appena mosse dai soffi delicati della brezza mattutina, il pallore, la gamba allungata, le dita tremanti, l'ultimo affannoso respiro. E quella parola, che mi aveva esalato in faccia... «Vale» Che emozione! «Sì» risposi «è stato devastante». (p. 92)

Questo primo capitolo della collana letteraria che vede protagonista la giovane detective ha la capacità, a mio avviso, di farsi piacevolmente leggere da un pubblico sia di adolescenti che di adulti. Questo perché da ragazzini se ne apprezzeranno soprattutto l'arguzia e l'ironia della protagonista, ma crescendo si impareranno a cogliere le innumerevoli sfumature che caratterizzano il personaggio. Flavia è infatti una costruzione magnifica, perché se da un lato sembra essere la degna erede del suo tanto idolatrato Sherlock Holmes, dall'altro è anche solo e soltanto un'undicenne alla scoperta di sé in un mondo che le sta dando poco affetto e tante domande. Il suo rifugiarsi nell'antico laboratorio del suo antenato Tarquin per dedicarsi ai suoi esperimenti chimici è infatti un modo per evadere dalla realtà ma per trovare anche una sicurezza nella sua giovane vita. La chimica c'è, non la delude e anzi la stimola a sperimentare e a scoprire il mondo. Il laboratorio stesso diventa parte attiva e viva della narrazione, perché è sinonimo di rifugio, di sicurezza, l'unico posto (in un'ala remota della tenuta) in cui nessuno all'infuori di Flavia metta piede.

Anche la ricerca del colpevole del delitto nel campo dei cetrioli la porterà a compiere un gran viaggio verso se stessa. Quando suo padre verrà accusato dell'omicidio e arrestato, la ragazzina avendo origliato una conversazione del genitore in cui ammetteva di aver compiuto un omicidio in passato, farà di tutto per scagionarlo, e in un bellissimo dialogo di sincerità, in cui entrambi abbassano gli scudi e posano le maschere, padre e figlia si ritroveranno per la prima volta a scoprire l'emozione di essere profondamente legati l'uno all'altra.

Questo romanzo di formazione ha uno stile fresco e pulito, la scrittura di Bradley è tagliente, fatta da dialoghi brillanti che stuzzicano la mente dei lettori. Ho apprezzato davvero tanto l'assortimento di personaggi a tratti quasi dickensiani presenti nell'opera e ho ammirato ancor di più il fatto di aver reso alcuni passaggi più lenti, come a suggerire che anche la lettura, come la crescita della protagonista, avesse bisogno di tempo e spazio. Parlare ai più giovani senza voler sembrare saccenti e soprattutto senza giudicarli non è facile, ma Bradley è riuscito magnificamente nel suo intento, alternando momenti di spensierata ilarità ad altri di più introspettiva ricerca, condendo sempre il tutto col brivido dell'investigazione, perché in primis, non dimentichiamolo, si tratta di una crime story in perfetto stile british (nonostante l'autore fosse canadese). Le ambientazioni cupe, la dimora fatiscente e i personaggi intriganti, rendono questo giallo una perfetta lettura di evasione: ideale per le vacanze estive ma anche per il rientro alla routine settembrina.

Il 19 maggio di quest'anno l'autore Alan Bradley ci ha lasciati, ma grazie alla sua meravigliosa penna, il suo celebre personaggio di Flavia De Luce resterà per sempre vivo nel cuore di grandi e piccoli lettori.

Carlotta Lini