Una ventiquattrenne alle prese con il precariato lavorativo e la precarietà sentimentale: "(Non) disponibile" di Madeleine Gray



(Non) disponibile
di Madeleine Grey
Mondadori, gennaio 2025

Traduzione di Alessandra Castellazzi

pp. 324
€ 20 (cartaceo)
€ 10,99 (ebook)


Quanto è difficile studiare materie umanistiche e trovare un lavoro soddisfacente dopo? Lo sa bene Hera Stephen, la ventiquattrenne australiana protagonista di (Non) disponibile, brillante e divertente commedia di Madeleine Gray. Studentessa di talento dallo spiccato spirito critico, Hera ha fatto il possibile per ritardare il suo ingresso nel mondo lavorativo, ma ormai il suo amatissimo padre non riesce a nascondere tanta preoccupazione per il futuro, mentre le amiche danno per scontato che lei sia l'artistoide perennemente squattrinata e senza un posto fisso. Ma Hera è davvero solo una perdigiorno che vive a casa del padre perché non può pagarsi un affitto?  

Insomma, più per senso del dovere, Hera si avvicina agli annunci online manifestando pessimismo e disgusto per quella che considera una prigione. E in effetti, bisogna proprio dirlo, il suo primo lavoro richiede grandi capacità di adattamento e tanta pazienza. Assunta come moderatrice di una community online, e quindi costretta a leggere pagine e pagine di commenti assurdi, tra un hater, un leone da tastiera e tanti utenti frustrati, Hera entra – suo malgrado – nelle dinamiche aziendali. Ultima arrivata, non le resta che osservare con sarcasmo i suoi colleghi e mal sopportare la sua capa, Alison, saccente e pretenziosa, falsamente gentile. Anche se stabilisce un sodalizio con la collega Mei Ling Chen, tra una battuta ironica sulla chat aziendale e un consiglio effettivamente utile, Hera non abbassa affatto le sue difese. Non vuole conoscere gli altri né vuole che gli altri conoscano lei. 

Questo accade finché non si imbatte in un giornalista che lavora a pochi passi da lei, Arthur, che la attrae immediatamente, nonostante Hera negli ultimi anni abbia avuto relazioni con ragazze e nonostante la differenza d'anni importante. Arthur, infatti, è un quarantenne, con tutta la sua buona fetta di esperienze alle spalle. Eppure i due sembrano intendersi perfettamente e, dal momento che noi lettori abbiamo solo il punto di vista di Hera, io narrante della storia, non sappiamo quali sentimenti muovano Arthur. L'attrazione è palese, ma c'è dell'altro? 

Colpisce di certo il potere trasformativo dell'innamoramento: tutto il cinismo e il pessimismo di Hera sembrano essersi sciolti, e la ragazza non fa che pensare a una possibile vita con Arthur. Ma non ci vuole tanto – in termini di frequentazione e in numero di pagine – perché si scopra che Arthur è sposato, e questo mette in dubbio per l'ennesima volta le certezze di Hera. 

Complici i dialoghi serrati (che fanno tanto "serie tv americana su Netflix") e le chat abbondanti, anche noi lettori assistiamo alla crescita di un legame forte, che cammina però su un filo sottilissimo e non riusciamo a capire se sotto ci sia il baratro dell'addio o un futuro insieme. Benché la narrazione sia sempre alleggerita dall'ironia di Hera, è palese il cambiamento innescato dalla relazione, dalle aspettative tenute a malapena a freno, dalle difficoltà pratiche ma anche dalla complessità di portare avanti una storia del genere. Soprattutto, cosa può far bene a Hera e ad Arthur? 

Romanzo che coinvolge con la sua finta leggerezza e porta a farsi numerose domande sia sul lavoro nella comunicazione sia sulle relazioni – dalla limitazione della libertà personale alla legittimità di certe richieste al partner –, (Non) disponibile è anche una storia frizzante, molto legata alle mode di oggi, al mondo social e al contesto culturale di questi anni. Lo spaccato che offre è ironico, eppure piuttosto disincantato, ma il percorso di Hera è anche un cammino dentro di sé, alla ricerca della donna che vorrà diventare, con scopo supremo di imparare a volersi bene. 

GMGhioni