"In questa vita no" di Marco Montemarano racconta di rapporti, di legami e di come affrontare un dramma orribile nel passato di chi ci sta accanto


In questa vita no



In questa vita no
di Marco Montemarano
Fazi, giugno 2023

pp. 286
€ 18 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Può un segreto del passato condizionare la fiducia che si ripone nella persona che ci sta accanto? Se questo segreto è un orribile fatto di cronaca, la risposta è affermativa. Di come affrontare la verità e di quanto male si annidi, nel raccontarla o nel tenerla nascosta, parla questo libro.


Giovanni, il protagonista di questo romanzo, è tornato a Roma dopo anni trascorsi all’estero. Nella capitale ha aperto una palestra, dove si sono iscritti anche amici e conoscenti di vecchia data. In palestra conosce Alessandra, che dopo un matrimonio naufragato, sembra un porto sicuro, se si tiene anche conto che la vicenda è ambientata in piena pandemia, con le difficoltà quindi legate agli spostamenti e al vedersi. Un giorno, però, la relazione quasi perfetta e l’oasi di pace di Giovanni crolla, perché l’uomo viene a sapere che Alessandra gli ha nascosto un macabro e atroce evento del suo passato. 


Troviamo già nell’incipit il protagonista intento a raccontare questa vicenda in prima persona, e da lettori lo seguiamo alla ricerca della verità. Ma non sembrano esserci dubbi sulla vicenda di cronaca che ha come protagonista la sua compagna e che mette a dura prova ogni aspetto del loro legame. I due si allontanano per un periodo, perché questo segreto mette in discussione tutto e impone all’uomo di prendersi il tempo per capire. 


Una vicenda che assume quindi contorni tragici, che portano Giovanni a cercare senza sosta rispose nelle cronache di quegli anni, nei testimoni, nel suo più stretto giro di amici, che sembrano tutti conoscere il dramma, tranne lui.


I particolari della storia si intrecciano con i tanti personaggi che popolano la vita di Giovanni. Tra questi, un ruolo fondamentale, hanno gli amici d’infanzia, quella sorta di cordone ombelicale da cui il protagonista non riesce a staccarsi e che rendono il tutto ancora più complicato. Poi ci sono i figli di Alessandra, che lavorano con Giovanni e che sembrano aver dovuto affrontare anni terribili, di cui il protagonista cerca in qualche modo le tracce nei loro comportamenti.


L’interrogativo del libro, che pone fortemente l’accento sull’aspetto psicologico dei drammi e della cronaca nera, da vittima a colpevole, è davvero molto complesso, ovvero quanto siamo disposti a perdonarci e a perdonare agli altri? Quanto può essere insopportabile sapere? In un certo senso è uno degli interrogativi che già altri scrittori del nostro tempo si sono posti, uno su tutti Marías con la sua Berta Isla, che faceva i conti con il lavoro segretissimo del suo Thomas. Qui però entrano in scena altri fattori, perché il dramma che si è consumato nella vita di Alessandra è atroce e tocca da vicino il suo ruolo di madre, la psicopatologia di certi comportamenti e il dover convivere per sempre con la colpa.


Montemaro ci conduce in zone molto delicate dell’essere madri, pone la questione sul disagio, sulla solitudine, sulla protezione estrema che diventa ossessione e lo fa alternando il punto di vista di chi apprende la verità per caso, con il racconto di chi ha compiuto un atto indicibile e prova a perdonarsi, senza riuscirci mai del tutto.


Samantha Viva