Come sopravvivere alla natura e a se stessi. La nuova raccolta di Margaret Atwood edita da Racconti Edizioni





Consigli per sopravvivere in natura
di Margaret Atwood
Racconti Edizioni, maggio 2022

Traduzione di Gaja Lombardi Cenciarelli

pp. 264
€18,00 (cartaceo)


In uscita il 19 maggio 2022 per Racconti Edizioni la nuova raccolta di racconti di Margaret Atwood, prolifica poetessa, critica e saggista canadese, famosissima per il best seller di genere distopico "Il racconto dell'ancella.
La casa editrice ha già pubblicato altre due raccolte di short stories della scrittrice, "L'uovo di Barbablù, edito nel giugno nel 2020, e "Fantasie di stupro", edito nell'aprile 2018, sempre con traduzione di Gaja Lombardi Cenciarelli.
Questa nuova raccolta si concentra sulla natura, ma non quella benevola e pacifica a cui pensiamo quando ne citiamo il nome: piuttosto, la Atwood ci porta in luoghi minacciosi, urbani, nell'intimo dei suoi protagonisti, a sondare quella che è la propria essenza, la propria indole.
Di natura quindi si parla, ma in modo non tradizionale. La definirei quasi una sorta di paesaggio interiore più che di un vero e proprio luogo fisico, immerso in un bosco o in cima a una montagna o sulle rive del mare, e per quanto l'autrice inserisca tali scorci nella trama delle sue storie, a venire in primo piano è il modo in cui i personaggi ne escono da sopravvissuti.
Guarda la riva, la linea dell'acqua, dove finisce il lago. Non è più orizzontale: sembra pendere, come se ci fosse stato uno slittamento sul fondale di pietre; come se glia alberi, le sporgenze di granito, Wacousta Lodge, la penisola, tutta la terraferma stesse lentamente scivolando, come se stesse affondando[...] Vede se stessa nuda attraversare di corsa la sala da ballo - una figura assurda, disturbante, con i capelli gocciolanti, che agita le braccia e grida: "Non vedete? Sta andando in pezzi, tutto sta andando in pezzi, voi state annegando. Siete rovinati, siete finiti, siete morti!". (p. 240)
I protagonisti dei racconti, o forse sarebbe meglio dire le protagoniste perché sono quasi tutte donne, attraversano lo spazio fisico, ma allo stesso tempo, fanno i conti con la propria anima: abbiamo Selena la poetessa che si consumerà nella propria arte, Susanna la presentatrice, che da piccola provinciale diventerà famosa e bersaglio di cattiverie e attacchi da parte di persone di cui si fidava; e Julie l'amante, che si troverà a fare i conti con i propri desideri in una strana palude; Lois che assisterà a una tragedia in un bosco fitto e silenzioso; e la dolce Portia, ardentemente innamorata di suo marito, ma in perenne lotta e competizione con le proprie sorelle; e la temibile Kat che userà il suo stesso corpo per una tremenda vendetta.
Dieci storie, dieci racconti, ambientati nel passato, alcuni negli anni '70, altri ancora più indietro, negli anni '40 e '50, in cui le matrici di ogni conflitto sono la propria mente e il proprio corpo, e come essi si muovono nella "natura", nello spazio circostante. Spesso questo spazio è Toronto, alcune volte ci spostiamo su un lago, in una palude, nelle metropolitane sotterranee di una città, negli uffici di una redazione. Non importa tanto il dove, ma il come.
"Consigli per sopravvivere in natura" lo disorientò. Di "Natura" conosceva il significato, ma "consigli"? Su due piedi non capì se si trattasse di un verbo o di un sostantivo. C'erano i piatti consigliati, lo aveva letto sui menu, e quando stava salendo in canoa quel pomeriggio, con le sue scarpe da città con la suola di pelle, Prue aveva detto: "Ti consiglio di stare attento, rischia di capovolgersi. Forse era un altro tipo di consiglio, come nelle rubriche "Consigli pratici per casalinghe felici" delle riviste femminili che aveva iniziato a leggere per migliorare il suo inglese - il lessico era abbastanza semplice e c'erano anche immagini, il che era di grande aiuto. (p. 223)
Il titolo della raccolta fa rifermento proprio a un libricino che uno dei protagonisti trova nella biblioteca della villa della moglie. In quel caso si tratta di veri consigli pratici, accendere un fuoco, cacciare, ma sospetto che la Atwood abbia voluto lanciare un amo ai lettori. "Consigli per sopravvivere in natura" non è un elenco di "how to", quanto una serie di suggerimenti: ci invita a specchiarci nelle storie e a capire come possano esserci utili nella vita quotidiana, a empatizzare e trovare un modo per sopravvivere alla vita di ogni giorno, che ha le sue gioie e i suoi dolori, ci mette in guardia, ché alcune scelte possono portare a delle terribili conseguenze.
Consigliato a chi ama la scrittura pulita ed evocativa di Margaret Atwood, ma anche a chi ama le piccole storie che contengono un mondo dentro e che intrecciano realtà e fantasia.

Deborah D'Addetta