La perseveranza dell'amore: con "Quel maledetto Vronskij" Claudio Piersanti racconta la pazienza di chi attende un ritorno

Quel maledetto Vronskij  di Claudio Piersanti


Quel maledetto Vronskij
di Claudio Piersanti
Rizzoli, 30 marzo 2021

pp. 240
€ 17,10 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

Raccontare l'amore, e farlo attraverso piccole abitudini quotidiane, radicate da tanti anni, nonché attraverso la perseveranza di chi decide di aspettare pazientemente un ritorno. Così potremmo raccontare in breve Quel maledetto Vronskij, l'atteso ritorno in libreria di Claudio Piersanti, grande nome della letteratura italiana contemporanea. 

Nel nuovo romanzo, protagonista è Giovanni, che ama definirsi semplicemente "tipografo", un uomo dall'innata gentilezza, sempre pronto a dedicare un sorriso in automatico a chiunque incontri sul 14 andando al lavoro, o a salutare con un cenno le persone che incrocia sul suo cammino in un ideale percorso quotidiano. Giovanni è anche un uomo che si adatta alle avversità, come lo ha dimostrato il suo reinventarsi dopo un licenziamento sofferto, o stare accanto alla moglie Giulia nel calvario della malattia. Quel che Giovanni non può certamente aspettarsi è che un giorno la moglie sparisca lasciandogli solo un lapidario biglietto: "Perdonami, sono tanto stanca. Non mi cercare". Sono parole che scuotono le certezze di Giovanni e che lo gettano in una pacata disperazione, educata al suo pari: la casa inizia a perdere di significato, così vuota, e al contrario il negozio di tipografia diventa un rifugio. 

I libri sono motivo d'evasione, non tanto con i loro contenuti, ma soprattutto con la loro rassicurante consistenza, tra fogli di alta qualità e grammatura pesante, carattere elegante e buona spaziatura,... Così, come una Penelope che attende il ritorno del suo Ulisse, Giovanni inizia a copiare Anna Karenina in un bel Bodoni elegante, per creare un'edizione speciale per Giulia, per quando tornerà. Lui, che non ha mai letto altro che Promessi sposi e Don Chisciotte, scopre invece il fascino del romanzo di Tolstoj e teme sempre di più che a portare via la sua amata sposa sia stato un Vronskij qualsiasi. Giulia ha un amante? Il dubbio divora le ore di solitudine di Giovanni, tanto più che la loro amata figlia, soprannominata "la Piccola", non sa niente della fuga materna. A poco valgono i tentativi dell'amico Gino e della cugina Bruna di far uscire Giovanni dalla tristezza in cui si è rintanato, ma la sua magrezza sempre più evidente (anche per via della sua altezza considerevole) preoccupa chi gli sta attorno. 

Lui, paziente e indefesso, attende, mentre il suo mondo va il rovina, il giardino amato da Giulia si inaridisce e la casa diventa solo il luogo dove fare il bucato e prendere vestiti puliti. Non è semplice non arrovellarsi, come ad esempio fa Gino, sui motivi che portano Giulia a non farsi sentire, né a interessarsi della sua famiglia, ma una spiegazione c'è, e la scopriremo insieme a Giovanni, restandogli affianco per molto tempo, perché l'uomo farà in tempo a terminare la sua preziosa edizione di Anna Karenina in due tomi, farà anche qualche debole tentativo di voltare pagina, ma ogni volta il pensiero di Giulia avrà la meglio. 

Quel maledetto Vronskij è un romanzo sulla dedizione verso chi amiamo, un sentimento difficile e impopolare in questo presente in cui tutto corre veloce, compresi gli amori. Ed è un romanzo controcorrente, anche per la scelta di una trama che potrebbe sembrare semplice, e invece si irradia in tante diverse direzioni, con una scrittura quieta, attenta, elegante e gentile come Giovanni, una scrittura che fa bene dopo tante letture in cui lo stile viene messo al secondo posto o, al contrario, ostentato in modo innaturale. Qui tutto scorre, il tempo dell'attesa come la speranza, e non resta che lasciarsi trasportare dalla narrazione per scoprire se la fiducia di Giovanni è stata ben riposta.   

GMGhioni