La poesia che non si scorda: Le vite potenziali, di Francesco Targhetta

Le vite potenziali
di Francesco Targhetta
Mondadori, 27 marzo 2018

pp.  252
€ 19,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)



Leggere Le vite potenziali è come tuffarsi dentro ad un oceano di cemento e palazzi industriali, luoghi anonimi adatti a fondare nuove società di consulenza e vendita, in cui tre vite si intrecciano per dare vita ad uno squarcio di realtà contemporanea.
La Albecom era stata fondata ed era presieduta da Alberto Casagrande, trentaquattro anni, capelli castani, statura media, qualche ruga incipiente attorno agli occhi, apprezzata abilità nell'assemblare mobili Ikea, una particolare passione per la buona tavola - mascherata dall'ottima linea ("costituzione") - e il culto della chiarezza. (p. 9)
Alberto, fondatore della ditta informatica Albecom, giovane imprenditore dal chiaro talento, Giorgio - altrimenti conosciuto come GDL -, l'energico pre-sales dell'azienda, sempre a caccia di nuovi contratti, e infine Luciano, un uomo ancora preda delle sue insicurezze, tormentato da una perenne condizione d'infelicità. È proprio da quest'ultimo personaggio che si può partire per un'analisi ponderata della capacità narrativa di Francesco Targhetta, la quale risulta decisamente potente ed efficace.
I personaggi vengono descritti minuziosamente, le loro vite indagate al dettaglio e ogni particolare esaminato attentamente all'interno di una visione generale della loro vita. Le fragilità, soprattutto sul versante sentimentale, di Luciano fanno da contraltare alle - seppur apparenti - certezze degli altri due personaggi, i quali spiccano per le vite vorticose tra viaggi e andirivieni sentimentali. Dal racconto delle loro vicende, emerge il ritratto di un gruppo di uomini dediti al lavoro, con grandi ambizioni lavorative e molto competitivi. Le loro vite ruotano attorno a contratti da chiudere, aziende da battere, incarichi da vincere, e il loro aggirarsi attorno a storie sentimentali senza un vero impegno, anch'esse in un certo senso potenziali, pare dimostrare la loro completa dedizione al lavoro. Sono personaggi che hanno come obiettivo quello di emergere, scalare la vetta sociale, diventare, ogni giorno, la versione migliore del giorno precedente. Ciò risulta particolarmente evidente nella parte dedicata ai colloqui di lavoro gestiti da Alberto, il quale si ritrova di fronte, spesso, ragazzi completamente inadatti al ruolo per il quale si propongono:
Certo, c'è anche gente brava; sono, di solito, i più ambiziosi . Gli unici che, alla domanda "Dove ti vedi tra cinque anni?" non rispondono citando lo stesso ruolo per il quale si sono presentati al colloquio. Gli unici che cercano di mettere a frutto quell'individualismo per emergere e non per appiattire il mondo sulla propria mediocrità. Gli unici che hanno capito quante vite si debbano vivere per riuscire a stare a galla, e che le vedono sommarsi ogni giorno a quella presente, le loro vite potenziali. (p. 136)
Il ritratto che Targhetta fa di questo gruppo di uomini lascia un po' di amaro in bocca poichè le loro vite sembrano prive di un conforto affettivo, un appiglio a qualche sentimento autentico capace di salvare le loro anime dall'aridità. Alberto, Giorgio e Luciano sono i protagonisti di un mondo in cui anche i sentimenti vengono descritti in termini economici relativi a processi di valutazione e compravendita.
Sicché una ragazza carina con cui Luciano ci avesse provato non si sarebbe sentita lusingata ma, al contrario umiliata, degradata, proprio nel senso di downgrade, abbassamento del proprio valore sul mercato. (p. 75) 
Tuttavia, questo quadro di uomini dediti ai loro risultati lavorativi è certamente rappresentativo di una realtà che esiste, uno squarcio su esistenze che ruotano attorno ad un lavoro ingombrante, che riempie gli spazi liberi dell'esistenza, fino a quando anche le serate con i colleghi dell'azienda diventano occasioni finalizzate al consolidamento del gruppo di lavoro, e quindi mirate ad una resa professionale migliore. Il libro prosegue con un'importante svolta: Luciano e Giorgio ricevono un'offerta sottobanco da un ex collega, un incarico importante, una proposta forse in grado di far decollare il loro percorso professionale. A Giorgio, però, viene chiesto qualcosa di più:
Dài, senti qua: ci mettiamo in tre, io, quello che investe il grosso dei soldi, e te, che ti unisci ma come socio occulto, continuando in realtà a lavorare per Casagrande, così puoi man mano convincere i vostri nuovi possibili clienti che Albecom è in crisi, in modo da partire subito da roba grossa, poi si prende qualche programmatore in gambi, pescando anche da Albecom, che ne so, quel Luciano Foresti, che con noi aveva lavorato da dio, no? (p.68)
Per sapere se Alberto scoprirà qualcosa del gioco di Giorgio e quali saranno gli sviluppi non resta che leggere il resto del romanzo, in cui le vicende prenderanno una svolta decisiva ed ognuno dei personaggi potrà prendere delle decisioni importante.

Già in libreria con il poema in versi Perciò veniamo bene nelle fotografie (ISBN edizioni, 2012), con il quale è stato finalista ai premi Flaiano e Carducci, Targhetta aveva pubblicato nel 2009 una raccolta di Poesie, Fiaschi (ExCogita, 2009) e qualche articolo su Minima&Moralia. La sua popolarità come poeta gli era valsa anche un articolo di Massimo Gezzi su Le parole e le cose, dedicato ai nuovi poeti della scena italiana.
Con Le vite potenziali, Francesco Targhetta inaugura il suo passaggio dalla scrittura in versi a quella romanzesca, e l'apprendistato poetico mostra i suoi frutti in una scrittura equilibrata e sempre misurata, in cui ogni parola è calibrata. Targhetta non scorda la poesia, essa resta nell'esattezza lessicale, in una particolare ritmicità che si percepisce ad ogni periodo. Lo scenario di carrieristi che ci propone, per certi aspetti ci turba, tuttavia è meritevole di attenzione perché ci fa aprire gli occhi su un mondo che effettivamente esiste e, se da un lato il ritratto di Targhetta è certamente fedele e piuttosto oggettivo, sembra quasi metterci in guardia. Un esordio narrativo piuttosto felice, quindi, con un titolo particolarmente esatto, che esprime bene la ricerca affannosa e continua della versione migliore di sé, e in un mondo in cui la performance è tutto, si vive sempre attuando una strategia, «giocando per sottrazione»:
Si vince giocando per sottrazione: non l'avevano capito? Ascoltare molto, piuttosto, e poi parlare al momento opportuno, affondando il colpo con una manciata di parole: così si fa. (p. 69)
Valentina Zinnà

 
Esce il 27 marzo "Le vite potenziali", il romanzo di Francesco Targhetta, già noto al pubblico come autore di un libro di poesie ("Fiaschi", ExCogita, 2009) e di un poema in versi ("Perciò veniamo bene nelle fotografie", Isbn edizioni, 2012). Il suo esordio come romanziere porta con sé un'analisi diretta e lucida di una parte della società contemporanea, un ritratto di tre giovani professionisti dell'informatica, le cui vite si intrecciano all'interno dell'azienda fondata dal talentuoso Alberto Casagrande. Tre personalità diverse, tre vite che sembrano puntare in direzioni differenti, eppure tenute insieme dalla stessa vita dedita al lavoro e alla scalata al successo professionale. Una svolta improvvisa, un potenziale tradimento da parte di uno dei tre uomini farà saltare gli equilibri della ditta, portando la narrazione al culmine narrativo. Martedì 27 marzo, su #criticaletteraria, la #recensione! #book #instabook #bookstagram #levitepotenziali #francescotarghetta #mondadori #mondadori #libri #recensire @librimondadori
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