CritiCINEMA: Il grande Gatsby: gli anni ruggenti ritornano al cinema



Jay Gatsby è tornato sul grande schermo ed è di nuovo Twenties mania.
Sono passati ben 39 anni (il lontano 1974) dalla più celebre trasposizione cinematografica del capolavoro di F.S. Fitzgerald che vedeva Robert Redford perfetta incarnazione di Gatsby, completi impeccabili ed eleganza innata, ed ora il mito degli anni ruggenti è di nuovo nelle sale per la regia del visionario Buz Luhrmann. A prestare anima e volto a Gatsby è questa volta Leonardo Di Caprio, ennesima prova dello straordinario talento di cui è dotato – ma misteriosamente snobbato dall’Academy awards che non lo ha mai considerato per un premio Oscar che appare invece sempre più meritato- , capace di confrontarsi con un mostro sacro come Redford e una trama notissima e inaspettatamente restituire al pubblico un personaggio dalle sfumature nuove, meno posato e misterioso del precedente ma forse più magnetico e vero.


La storia è raccontata anche questa volta dal giovane Nick Carraway, aspirante scrittore adattatosi a lavorare come broker che prende in affitto per l’estate una piccola residenza confinante con la lussuosa villa dell’enigmatico Gatsby, diventandone in breve tempo unico amico e confidente, per quanto un personaggio inafferrabile e sfuggente come Jay possa rivelarsi a qualcuno. Ruolo ben interpretato dall’ex Spiderman Tobey Maguire (amico anche di Di Caprio anche fuori dal set, il quale pare abbia voluto fortemente Maguire per questo ruolo) con quella sua aria ingenua e spensierata, costruisce un personaggio nascosto dietro la forte moralità messa in crisi dal mondo corrotto della decadente, ipocrita, borghesia americana del tempo. È proprio Nick ad avvicinarsi realmente al misterioso Gatsby, personaggio che lo affascina fin dal primo momento e per il quale si dimostrerà unico amico, compagno fino alla fine. La dolce, vulnerabile, snob e vanesia Daisy, grande amore di Jay, ha il volto dell’inglese Carey Mulligan (già nota per le sue interessanti interpretazioni tra cui il recente Drive) più reale e complicata della Daisy interpretata da Mia Farrow nella trasposizione precedente, la cui bellezza eterea risalta grazie agli splendidi costumi e gioielli realizzati per il film. Amore e tormento di Gatsby, Daisy è forse il personaggio che meglio esemplifica la frivola, superficiale logica della gioventù dell’epoca, incapace di rinunciare all’agio e al prestigio sociale nonostante questo significhi accettare un marito fedifrago e volgare. Attorno a Gatsby, Daisy e Nick si muovono Tom Buchanan (marito della giovane, interpretato da Joel Edgerton), la sua amante Myrtle (una meravigliosa Isla Fisher), Jordan Baker (amica di Daisy, Elizabeth Debicki) e altri personaggi secondari che affollano le feste lussuosissime e stravaganti di Gatsby.


Grande assente della versione di Luhrmann è il jazz, che rivive solo nelle seppur straordinarie atmosfere, mentre colonna sonora e ritmo del film sono rivisitati in chiave molto contemporanea: il regista ne ha affidato infatti la produzione a Jay-Z il quale ha coinvolto molti nomi celebri della musica contemporanea (solo per citarne alcuni: Beyonce, Lana del Rey, Florence and the Machine) che hanno reinterpretato il sound e l’atmosfera dell’età del jazz in modo del tutto nuovo e sorprendente. Forse il connubio tra anni ’20 e contemporaneo non è del tutto convincente, la perdita di coerenza con il testo originale e il mondo evocato è spesso disarmante, ma Luhrmann è un visionario sperimentatore che laddove si lascia prendere forse un po’ troppo la mano in un circo di colori e danze riesce a riconquistare con l’attenzione al dettaglio e alla forza contemporanea già intrinseca al romanzo di Fitzgerald. Perché indipendentemente dalla colonna sonora è impossibile non notare la straordinaria vicinanza del mondo descritto dal romanziere con la corsa ai falsi miti, la profonda solitudine dietro apparenza e perenne connessione, i sogni infranti del mondo attuale.
Costumi e gioielli da sogno, champagne a fiumi, musica e colori: ma in fondo tutto il film potrebbe benissimo reggersi sulla straordinaria interpretazione di Leonardo Di Caprio, sfuggente e misterioso quasi alla pari del personaggio che interpreta. Gatsby è uno dei personaggi più affascinanti della letteratura di cui Di Caprio sembra aver colto ogni sfumatura, come se davvero ne avesse risolto il mistero. Un uomo pieno di speranza, convinto di poter far rivivere il passato per creare il futuro che aveva immaginato insieme alla donna che ama così totalmente da non vederne egoismo e codardia, è un Gatsby struggente, forse meno solo di quello impersonato da Redford, ma sempre sognatore incrollabile e malinconico, solitaria figura sul molo lo sguardo perso oltre la baia.