Eroi e figuranti: i personaggi contemporanei per Enrico Testa

Eroi e figuranti. Il personaggio nel romanzo
di Enrico Testa
Piccola Biblioteca Einaudi, Torino 2009

€ 15,50
pp. 114

Chi ha detto che gli accademici italiani fermino le proprie analisi all'alveo rassicurante del già sedimentato? Rompe il pregiudizio Enrico Testa, titolare della cattedra in Storia della Lingua italiana presso l'università di Genova, poeta e studioso di poeti (ricordiamo almeno gli studi su Caproni e Montale, o l'irrinunciabile libretto Per interposta persona sul ruolo dell'io-lirico nella poesia contemporanea). Il suo recente Eroi e figuranti è una coraggiosa incursione nel mondo della narrativa contemporanea, fino agli anni Duemila, per riflettere sul ruolo del personaggio nel romanzo. Così, senza alcun tipo di limite geografico o storico, lo studio di Testa passa per Proust, Beckett, Bernhard, Dickens, Kafka, Faulkner, Austen, fino ai contemporanei Ishiguro, McEwan, Yehoshua, Grossman, Saramago,... 
L'analisi è scrupolosa: Testa non usa i testi come semplice mezzo per sostenere la propria tesi, ma li elegge a inizio e fine della sua riflessione. Contenuti, stile e struttura narrativa sono fondamento essenziale di ogni singola opera, e l'attenzione - ora essenziale ora dettagliata - alla trama permette al lettore talvolta di approcciarsi anche a romanzi che non ha mai letto, e altrove di ritrovare la chiave di lettura di quel libro affrontato anni prima, o ancora di annuire davanti a quelle vicende lette di recente.
Da questo totale rispetto per il lettore, Testa muove le sue ipotesi interpretative, che si concentrano sulla definizione di due tipologie principali di personaggi: i personaggi assoluti e i personaggi relativi. I primi non subiscono evoluzioni o cambiamenti nel corso del romanzo, e aspirano al vero (cosa che crea spesso dissidi insanabili con la realtà); vivono in una soggettività esasperata, che spesso li rende autori di monologhi articolatissimi, fino al disfacimento di sé o della realtà circostante. I personaggi relativi, invece, sono dominati dal caso o dalle circostanze, nonché dalle loro relazioni, appunto, con la realtà; non vivono quindi in continuo conflitto, né esasperano il rapporto gli altri. In particolare, i personaggi relativi, nel loro dialogo (la forma dialogica è preponderante) col mondo, si affermano via via come particolarmente adatti a presentare istanze e problemi morali nel romanzo, spesso senza commentare quanto avviene. 
Queste non sono che poche linee guida dell'analisi di Testa, che si sofferma anche sui concetti di genere, genealogia, temporalità e linguaggio. Da sottolineare è la stessa struttura del saggio, diviso in pratici capitoli che evidenziano l'estrema chiarezza espositiva dello studioso, capitoli chiusi tra una premessa e un epilogo estremamente funzionali a una visione d'insieme. Una lettura imprescindibile per gli appassionati di letteratura contemporanea; quasi obbligatorio per i novecentisti.

Gloria M. Ghioni