Pillole d'autore - Sándor Márai

Sándor Márai (1900-1989) è ricordato per essere uno dei capisaldi della letteratura e del giornalismo ungherese. I suoi libri, tra cui ricordiamo almeno Le braci, hanno il potere di sviluppare dalla trama un'ampia riflessione filosofica, che si apre all'esistenzialismo e percorre gli interrogativi dell'uomo. 
In particolare, le citazioni scelte per questa domenica di "Pillole d'autore" provengono dall'opera recentemente tradotta e portata in Italia da Adelphi Il gabbiano (2011). Per saperne di più e per trovare altre citazioni, potete leggere la nostra recensione.  
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1.
Quando diciamo un nome, nell’universo fili e forze invisibili mettono in collegamento due persone, come in un centralino telefonico.
2.
La questione, adesso che il mondo sperpera così alla grande, è cosa resterà della riserva morale ed emotiva dell’animo umano. Ben presto si comincerà a raccogliere di tutto, in modo avido e forsennato - l’oro rotto e le calze di seta - ma si farà anche incetta di esperienze, frettolosamente, tra un bombardamento e l’altro ci si sforzerà di accumulare una convulsa eccitazione, fermamente convinti che sia equivalente all’esperienza e all’amore.
3.
Che bacio era? pensa l’uomo. Ci sono baci che legano, pensa, e baci che subito, chiariscono, spiegano, separano. Nel momento che segue il primo bacio, coloro che hanno compiuto quest’atto - compiuto?... un vero bacio, semmai, accade - sanno già se quel contatto ha creato un legame, oppure ha stabilito una divisione? E i baci facili che aleggiano nel ripostiglio della memoria, come i festoni colorati di un ballo... forse anche questo era uno di quei baci facili che talvolta l’animo sparge su di noi come una mano divina all’alba sparge coriandoli sulle coppie che ballano il valzer.
4.
Ormai lo so. Nelle ultime ore ho capito che gli uomini temono un unico momento: quello in cui la vita toglie loro la maschera, e sono costretti ad ammettere che quanto custodivano così spasmodicamente e gelosamente sotto la maschera, l’“io”, non è così assolutamente individuale come essi, nella loro supponenza, avevano creduto.
5. 
L’essere umano forse non è mai così solo come quando il destino lo solleva dalla folla e lo assegna a far parte di una coppia.
6.
E' andato a posto in maniera un po' grottesca e inverosimile, non come nella vita, forse piuttosto come nei romanzi... naturalmente, non come nei buoni romanzi, dove ogni cosa avviene solo una volta e secondo un ordine preciso, bensì come nelle storie avventurose e fiabesche, dove gli eroi sanno anche volare con le galosce e alle streghe cresce una salsiccia sotto il naso, insomma, può succedere di tutto, anche le cose più impossibili e inverosimili. Libri del genere, come vedi, non ne tengo su questi scaffali... i libri seri si offenderebbero se un giorno, accanto a loro, ne mettessi uno nel quale l'autore racconta una storia improbabile e grottesca come quella di noi due o di noi quattro... Be', è andata così. Ed è soltanto nostra, questa storia, vero?... E' già abbastanza prodigioso quanto sia antiletteraria e irregolare la vita! O devo pensare che la letteratura in generale sia contraria alla vita?... Che la letteratura, vale a dire la composizione e il senso, tema le eventualità della vita, che sono anche grottesche, irregolari, e al di là di ogni volontà e concezione umana finiscono per ricomporsi secondo un proprio ordine interno, come per esempio noi quattro, la morta, tu, l'uomo nella stanza satura del tanfo di sostanze chimiche e io, che ormai non conto granché in questa storia?... O almeno sembrerebbe. Infine potrei chiederti se non ti senti commossa e umile nel constatare che, al di là di ogni progetto, di ogni astuzia, di ogni intenzione umana, gli incontri accadono comunque così, a noi esseri umani?... Io ne ho il sospetto. E' successo qualcosa stanotte, Unica Onda, non solo ai popoli e ai paesi, ma anche a noi, personalmente... a quanto pare, esiste anche un'altra storia mondiale, dietro le battaglie e i trattati di pace; per esempio la tua e la mia. E potrei chiederti quale ritieni più importante, la grande storia o quella piccola, la nostra - quale ti riguarda di più, le complesse vicende del mondo o la nostra faccenda, quale trama è più importante per te?
7.
Vedi, alla fine hai trovato la strada che conduce da me. Dove vai?... Che cosa e chi cerchi? Un giorno mi risponderai. Perché i prodigi esistono, ormai lo sai anche tu, e le persone un giorno si incontrano. Le persone, tu e io e forse anche quelle masse nebulose chiamate popoli, che al di là di ogni furia e passione si cercano l'un l'altro e cercano il loro posto nel mondo... all'epoca delle migrazioni oppure oggi, e talvolta in maniera spaventosa e ripugnante come adesso, e in bizzarre tenute, in uniforme o in pelliccia color crema e abito da sera nero... E il tutto è diretto da una mano invisibile. Se ne sta fermo, e si lascia inumidire il viso dalle brume della notte e dai fiocchi di neve. Forse, pensa. Ma adesso è ancora tutto molto tenebroso.