«A volte» disse Miss Winkle, «una pecorella si smarrisce e perde il gregge. Se si smarrisce troppo a lungo, c’è la possibilità che incontri un lupo. È più sicuro restare con il gregge, Bud. Capisci?». (p. 43)
In questa frase Madeline Cash racchiude il senso del suo romanzo d’esordio, e lo fa rovesciando una parabola. Nel Vangelo il pastore lascia le novantanove per cercare quella che manca; qui la guida spirituale raccomanda di non staccarsi dal gregge. Il problema, per i Flynn, è che il gregge è proprio ciò che si sta sfaldando: Bud, Catherine e le loro tre figlie minorenni si allontanano gli uni dagli altri a mano a mano che i problemi di ciascuno prendono il sopravvento. C’è un matrimonio agli sgoccioli, incapace di rinnovarsi. C’è Harper, dodicenne dall’intelligenza fuori scala e fuori posto tra i coetanei, convinta che qualcuno, o qualcosa, sorvegli gli abitanti della città; c’è Abigail, la maggiore, che ha fretta di vivere la propria giovinezza, e Louise, la mediana, silenziosa e in cerca di attenzioni, che intrattiene una corrispondenza segreta con un terrorista conosciuto online. Il tutto ad Alabaster Harbor, uno scalo portuale che con i suoi container rimanda a The Departed, dove però non c’è un Frank Costello a dirigere gli affari: c’è Paul Alabaster, potente uomo d’affari e datore di lavoro di Bud.
«Le cose non andranno mai come tu vuoi che vadano.»
Era vero, pensò Abigail. Sarebbero andate meglio. (p. 192)
L’ottimismo e i ripetuti avvertimenti delle figlie non bastano a Bud per sfuggire agli intrighi che lo sommergono, proprio nel momento peggiore: ha appena scoperto che il vicino se la fa con sua moglie. A rendergli la vita più dolce ci pensa, per l’appunto, Pecorelle Smarrite:
«Pecorelle Smarrite era un’associazione presieduta da Miss Priscilla Winkle tutti i lunedì e i venerdì». (p. 88)
Un bizzarro punto di riferimento e sostegno psicologico-spirituale di matrice cristiana, dove Priscilla e gli altri partecipanti stimolano il confronto e il dialogo. È qui che Bud dà il via a una vera e propria rinascita personale e riscopre anche l’amore.
Cash racconta l’evolversi della famiglia con ironia e con una scrittura ricca di metafore, calibrate sulla delicatezza delle situazioni. Per gli amanti di Franzen, un ambiente ecclesiastico e una relazione che vi nasce rimandano inevitabilmente a Crossroads, al rapporto tra il pastore e la parrocchiana, ma con i ruoli rovesciati: a guidare non è l’uomo di chiesa, è lei, e a smarrirsi è lui. Anche il tono è diverso. Franzen porta la fede fin dentro la coscienza dei personaggi; Cash la tratta come terreno comico, mentre la vita di Catherine cambia piega quando incontra l’idraulica.
La seconda e ultima parte convince meno. Mentre film come La nona porta o Il monaco stabiliscono fin da subito un solido impianto da thriller esoterico, qui il binario scelto lascia interdetti: dopo un incipit di dinamiche familiari disfunzionali in perfetto stile Shameless, che induceva ad aspettarsi una conclusione più ancorata alla realtà, il romanzo cambia direzione, gli eventi si moltiplicano e gli eccessi si accumulano fino a spingere la storia verso l’inverosimile. Non che il patto di verosimiglianza fosse mai stato sottoscritto per intero: l’ironia si era sempre concessa qualche libertà. Ma una cosa è l’esagerazione comica, un’altra è portare tutto alle estreme conseguenze, trasformando una storia di conflitti familiari in qualcosa di completamente diverso.
Leonardo D'Isanto
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