"Intrighi e bugie a Piccadilly" di Laura Shepherd-Robinson: tra menzogne e pasticcini, un sorprendente romanzo storico dalle tinte noir


Intrighi e bugie a Piccadilly
di Laura Shepherd-Robinson
Neri Pozza, luglio 2026

Traduzione di Alessandro Zabini

pp. 336
€ 20 (cartaceo)
€ 9.99 (ebook)

Crediamo a quello in cui vogliamo credere, cioè quello che ci conviene di più. (p. 91)

Ho amato ogni singola pagina di queste oltre trecento pagine di romanzo, non soltanto perché è ricco di colpi di scena, ma per la capacità dell'autrice di sovvertire continuamente ogni idea sui suoi personaggi. Questi, infatti, non sono mai figure nitide, ma hanno così tante sfaccettature che sembrano uscire dalle righe e acquisire una tridimensionalità palpabile. Si fa davvero fatica a metterli a fuoco. Il primo indizio è già presente nella bellissima copertina proposta da Neri Pozza, raffigurante l'opera di Allan Ramsay intitolata Ritratto di Katherine Hall di Dunglass. Qui vediamo infatti un volto femminile e un volto maschile che sembrano l'uno lo specchio dell'altra, e infatti i due protagonisti della vicenda sono proprio un uomo e una donna: scaltri, belli e inafferrabili.

Proprio questo è il problema delle storie, specialmente quelle che scriviamo per noi stessi: talvolta si pensa che siano concluse e invece sono appena cominciate. (p. 44)

Nella Londra del 1749, l'improvvisa e violenta morte di Jonas Cole lascia la giovane vedova Hannah di fronte a una duplice sfida: superare il lutto e difendere con le unghie la propria pasticceria, sfidando i pregiudizi dell'epoca che vorrebbero le donne escluse dalla conduzione di un'impresa commerciale. Ad affiancarla nel tentativo di salvaguardare il negozio arriva William Devereux, un misterioso ma garbato e facoltoso uomo, già legato al consorte da un'antica amicizia. Le ricerche per fare luce sull'assassinio vengono affidate a Henry Fielding, celebre sia nella realtà storica sia come l'autore del Tom Jones e qui ritratto nei panni di un magistrato dall'incorruttibile statura morale. Nel romanzo Intrighi e bugie a Piccadilly il romanziere-investigatore si ritrova a districarsi in un contesto politico segnato da profonde venalità, mentre cerca di gestire privatamente i contraccolpi di un grave scandalo familiare.

Aveva le spalle larghe e curve, il gigantesco busto ritorto e una gamba, simile a un tronco d'albero, allungata come se fosse ferita. Indossava indumenti eleganti - seta borgogna, un bel pizzo francese - in modo trasandato, con la parrucca e la cravatta sghembe, la giacca male abbottonata. L'intensità dello sguardo suggeriva una feroce curiosità nei confronti del mondo, mentre la determinazione a imprimervi una traccia profonda era rivelata dal mento imperioso - tanto sporgente da sfiorare il lungo naso adunco - e dal grosso pugno posato sul bancone. Mentre mi avvicinavo, si girò. «Mrs Hannah Cole? Il mio nome è Henry Fielding, primo magistrato di Westminster. Vorrei parlarvi dell'omicidio di vostro marito». (p. 17)

Ciò che rende questo romanzo così magnetico è la costruzione dei personaggi: la storia è infatti narrata dai due protagonisti e non posso dire altro sulla trama, perché rischierei di rivelare davvero troppo e togliere il piacere dell'effetto sorpresa. L'inganno è però il protagonista indiscusso dell'intero componimento narrativo, e il tono incalzante e spigoloso non fa che rendere la lettura intrigante dopo sole cinquanta pagine. L'intreccio si sviluppa infatti tra imprevedibili voltagabbana e rivelazioni inaspettate: ogni personaggio custodisce delle sorprendenti zone d'ombra e, a mano a mano che l'indagine avanza, affiora il ritratto impietoso di una società brutale ed elitaria. Londra, parte attiva delle vicende narrate, è una capitale cupa e maliziosa, in cui l'autorità tace per tornaconto, la popolazione femminile subisce pesanti limitazioni morali e giuridiche, la brama del gioco d'azzardo prospera nei bassifondi e una fitta rete di criminali e imbroglioni attende neanche troppo nascosta in attesa di colpire le prede più vulnerabili.

Se ci si addestra a guardare, è possibile individuare i dettagli che permettono di capire la natura di una persona. (p. 95)

Con questa lettura mi sono avvicinata per la prima volta alla scrittura di Laura Shepherd-Robinson, autrice di grande successo e pluripremiata dalla critica. La voglia di recuperare tutte le sue opere è fortissima, quasi quanto il desiderio di scoprire quale sarà la sua prossima sorprendente nuova pubblicazione.

Carlotta Lini