Quando la Storia dimentica le sue donne: “L’altra moglie di Garibaldi”, il nuovo romanzo di Silvia Montemurro

 

L’altra moglie di Garibaldi
di Silvia Montemurro
Edizioni E/O, settembre 2026

pp. 302
€ 18,50 (cartaceo)
€ 11,99 (ebook)

Tornare tra le pagine di Silvia Montemurro è come tornare a casa: ho ritrovato, nella sua ultima uscita L'altra moglie di Garibaldi, quell'attenzione storica, presente in tutti i suoi romanzi, la sensibilità e quell'intenzione letteraria di voler raccontare figure femminili che sono cadute nell'oblio della Storia.

In L'altra moglie di Garibaldi si intrecciano due storie: quella di Alma e quella di Giuseppina Raimondi; due donne molto diverse l'una dall'altra, sia per estrazione sociale (almeno apparentemente) sia caratterialmente ma che rimangono incastrate nei giochi, non sempre puliti, della Storia.

Alma è cresciuta insieme alla madre e alla sorella, girovagando per le strade e sopravvivendo grazie all'attività ereditata dalla madre: quella di leggere il futuro attraverso le mani. Allora come oggi, però, quell'“arte” non era vista da tutti in modo benevolo: era considerata una vita stramba, che contrastava con l'idea di femminilità dell'epoca. Per di più, la madre di Alma e poi la stessa ragazza vanno oltre queste letture e cercano di dispensare consigli di vita a chi si avventura nel loro carrozzone. Sì, perché Alma, quasi più della madre, dimostra un acuto senso di osservazione, capace di andare oltre quello che le varie clienti si aspettano, Per Alma, infatti, capire le persone e cercare la verità diventa quasi uno scopo di vita.

Ma in realtà non ne avevo idea. Non sapevo ancora che ogni menzogna lasciata lì, sulle mani degli altri, prima o poi torna a chiedere il conto. (p. 58)

 E poi, dall'altra parte, c'è Giuseppina, figlia illegittima del conte Raimondi, cresciuta però con tutte le accortezze dell'aristocrazia dell'epoca, nonostante la madre, Livia, non abbia mai sposato il padre, appartenendo a una classe sociale inferiore. Questo, però, non ferma Giuseppina che, fin dall'adolescenza, si dimostra una giovane attenta a quello che le succede intorno, capendo che la sua esistenza è al centro di un periodo storico fondamentale per l'Italia: quello del Risorgimento.

Ci era già stata, con lo stesso compito, ma non le bastava mai. Amava quelle piccole omissioni, grazie alle quali si sentiva l’eroina di una causa giusta, l’italiana incarnata. (p. 70)

Giuseppina, infatti, accetta di buon grado di partecipare alla “causa” e di impegnarsi nella propaganda per l’Unificazione, arrivando così a conoscere l’Eroe dei due mondi. È proprio da questo incontro che dovrà scontrarsi con i pregiudizi dell’epoca: l’infatuazione di Garibaldi e la volontà del padre la porteranno a sposarlo, trasformando quello che avrebbe potuto essere un importante evento storico in un’occasione di prestigio sociale ed economico, insomma «una strada che altri stavano immaginando per lei» (p. 129).

All’apparenza, quelle di Alma e di Giuseppina sembrano due storie lontanissime ma, nella realtà, e forse non del tutto casualmente, si intrecciano in un’epoca in cui tutto stava cambiando. Spesso si considera il Risorgimento come un percorso storico collettivo; le loro storie dimostrano, però, come sia stato anche un evento capace di travolgere numerose vite private, trasformandole e condizionandone il destino, come accade ad Alma e a Giuseppina. Nessuna delle due, però, è un'eroina, ma, anzi, entrambe le figure femminili dimostrano le loro fragilità e, soprattutto, compiono errori dovuti non solo al contesto storico, ma anche all'età: entrambe giovani e in cerca di qualcosa che forse non sanno nemmeno loro cosa sia. Saranno, però, proprio quegli errori a renderle consapevoli del loro posto nel mondo, avvicinando forse i loro due mondi che sembrano lontanissimi.

Ancora una volta, Silvia Montemurro trasporta tra le pieghe della Storia, raccontando quei personaggi o quegli eventi (e in questo ricorda molto La Piccinina) che non sono presenti nella nostra coscienza collettiva. Lo fa intrecciando realtà e fantasia, ma rimanendo sempre fedele al periodo storico. Dietro le grandi imprese e i nomi che le hanno compiute, infatti, esistono tante storie più piccole e meno conosciute, fatte di scelte, rinunce, aspettative e conseguenze. Sono proprio queste vicende personali a permettere di guardare al Risorgimento da una prospettiva diversa, più intima e umana, mostrando come i grandi cambiamenti abbiano finito per entrare nella vita delle persone e modificarne il percorso. E proprio da questa prospettiva, l’autrice riesce ad aprire una finestra su un personaggio femminile che partecipò attivamente al Risorgimento, ma che fino ad oggi non era ricordato. 

E allora non rimane che chiedersi: quante donne hanno partecipato attivamente agli eventi della Storia, e non solo a quelli legati alla storia femminile, ma sono rimaste comunque fuori dalle sue pagine e dalla memoria collettiva?

Giada Marzocchi