Una giovane protagonista arguta e con un’insana passione per la chimica e… i veleni. Dopo la pubblicazione di Flavia de Luce e il delitto nel campo dei cetrioli, Sellerio torna in libreria con un nuovo capitolo dedicato alla brillante e scaltra ragazzina nata dalla penna del compianto Alan Bradley. Flavia de Luce è tornata, e questa volta l’indagine che la coinvolge nella quieta campagna di Bishop’s Lacey la costringe a confrontarsi con qualcosa di molto più complicato di un semplice omicidio: gli adulti, le loro bugie e un mondo in cui la verità non sempre è una faccenda da risolvere con la logica.
In Mentre la vanga del becchino arrugginisce, Alan Bradley riporta Flavia nella sua Inghilterra degli anni Cinquanta, dove la ragazzina continua a muoversi in sella alla sua inseparabile bicicletta Gladys, con la curiosità di chi considera ogni avvenimento sospetto un’occasione imperdibile per mettere alla prova le proprie capacità investigative.
A Bishop’s Lacey è arrivato un nuovo abitante, il Maggiore Greyleigh, un uomo dal passato tutt’altro che ordinario: ex pubblico carnefice, nell’immediato dopoguerra aveva conquistato una certa notorietà, prima di ritirarsi nella campagna inglese. Il suo arrivo, però, non sembra destinato a passare inosservato. Quando al cottage Fiordiluna viene rinvenuto un cadavere (un altro, peggio che Jessica Fletcher), apparentemente a causa di un avvelenamento da funghi, Flavia non può certo limitarsi a osservare gli eventi dalla finestra, soprattutto perché la sospettata numero uno è la sua cuoca, Mrs Mullet, che sarà pure pessima in cucina ma un'assassina proprio no. La natura della morte, l’identità della vittima e soprattutto i legami che emergono con la vicina base dell’aeronautica militare americana aprono una pista investigativa ben più complessa di quanto si potrebbe immaginare. Con l’aiuto di Dogger, il fidato maggiordomo di casa de Luce, e della pestifera cugina Undine, Flavia comincia così a mettere insieme indizi e coincidenze. Dietro la vicenda del Maggiore Greyleigh si nasconde infatti una storia in cui entrano in gioco segreti militari, interessi politici e la misteriosa sorte della cosiddetta «Signora M.». E più Flavia scava, più si rende conto che qualcuno potrebbe essere stato sacrificato in nome di quella che gli adulti chiamano, con inquietante naturalezza, Ragion di Stato.
Funghi! Non credevo alle mie orecchie. Erano anni che pregavo Dio, la Vergine Maria e tutti i santi perché mi capitasse un bel caso di avvelenamento da funghi, di quelli all'antica. Non che desiderassi la morte di nessuno, però mettetevi nei miei panni: perché fare di me un genio della chimica, per poi privarmi dell'applicazione pratica di tutta la scienza che posseggo? (p. 27)
L’indagine diventa quindi anche un viaggio dentro una realtà che Flavia non aveva ancora imparato a guardare fino in fondo. Perché il vero elemento di svolta di questo romanzo è proprio lei. Flavia non è più soltanto la ragazzina prodigio che osserva il mondo degli adulti dall’alto della propria intelligenza e lo smonta pezzo dopo pezzo attraverso formule chimiche, deduzioni e autopsie improvvisate. Sta crescendo. E crescere, per lei, significa scoprire che non tutto può essere ricondotto a una formula e che non tutte le persone agiscono secondo principi razionali. La sua mente continua a funzionare con una precisione spaventosa: ogni dettaglio viene registrato, analizzato, confrontato. La chimica rimane il suo strumento privilegiato per comprendere ciò che la circonda e i veleni rappresentano ancora una volta una sorta di linguaggio attraverso cui Flavia riesce a interpretare il mondo. Ma dietro questa sicurezza intellettuale cominciano a comparire fratture sempre più evidenti.
È questo che rende il personaggio tanto riuscito. Flavia può parlare come una piccola enciclopedia, citare autori e composti chimici, formulare deduzioni che metterebbero in difficoltà investigatori adulti e avere una conoscenza dei veleni è decisamente poco rassicurante per una bambina della sua età. Eppure rimane una ragazzina. Una ragazzina che ha bisogno di essere vista, ascoltata e, qualche volta, semplicemente abbracciata. Bradley non lo dimentica mai. Anzi, proprio quando Flavia sembra più sicura di sé, lascia intravedere la bambina che cerca ostinatamente di nascondere. È una vulnerabilità che non viene mai esibita in maniera sentimentale: emerge nei momenti più semplici, quasi contro la volontà della protagonista, per poi essere immediatamente nascosta dietro l'ironia. Anche Dogger assume in questo romanzo un ruolo particolarmente importante: rappresenta la fiducia e in qualche modo, anche il sentimento di casa e sicurezza. Undine, invece, porta nella storia un’energia completamente diversa e diventa per Flavia una presenza capace tanto di irritarla quanto di aiutarla. Insieme formano una squadra investigativa decisamente insolita, ma sorprendentemente efficace. Se vi piacciono i trii insoliti vi consiglio la visione della serie Only Murders in the bulding con Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez, che vede due eccentrici anziani e una giovane misteriosa, alle prese con un omicidio nel lussuoso palazzo di New York in cui vivono. Ma tornando all'opera di Bradley, a fare da sfondo alle loro indagini è ancora una volta una campagna inglese sospesa tra il ritorno alla normalità e le ombre lasciate dalla guerra. L’Inghilterra di Bradley non è mai soltanto una cartolina fatta di cottage, giardini, tè e stradine di campagna. Sotto quella superficie apparentemente rassicurante continuano a muoversi i fantasmi del dopoguerra, le gerarchie sociali, i rapporti di potere e i segreti di chi ha avuto un ruolo negli anni più difficili del Paese.
Un giorno sei Flavia de Luce e il giorno dopo non lo sei più: e probabilmente dovrai portare pazienza per millenni - come accadde all'uomo delle caverne - prima di scoprire che cosa stai diventando. (p. 178)
Ed è proprio qui che il romanzo acquista una profondità maggiore rispetto al semplice giallo per ragazzi. Flavia scopre che anche il mondo degli adulti può essere manipolato, che la politica può rendere accettabili decisioni moralmente discutibili e che persino la verità, quella che lei cerca con tanta ostinazione, può diventare una merce scomoda. La sua fama di investigatrice, inoltre, comincia ad avere delle conseguenze. L'autore riesce così a far evolvere la sua protagonista senza tradirne (troppo) l’essenza. Flavia rimane sarcastica, curiosa, spaventosamente intelligente e irresistibilmente impertinente. Ma inizia anche a capire che il mondo non è composto soltanto da colpevoli e innocenti. La scrittura mantiene quella combinazione particolarmente riuscita di eleganza tipicamente british, ironia e umorismo spesso pungente che caratterizza le avventure di Flavia. E per i lettori è quasi una gara con la protagonista a chi arriverà prima alla soluzione.
Mentre la vanga del becchino arrugginisce è quindi un capitolo importante della serie perché racconta una Flavia diversa: ancora bambina, ma ormai affacciata sulla soglia dell’adolescenza. Se cercate un giallo alla vecchia maniera, capace di tenere incollati alla pagina, questa è una scelta che mi sento di consigliare senza esitazioni.
Carlotta Lini
