La maledizione di non essere credute né considerate: non solo Cassandra, ma tutte le donne di "Verso casa" di Pat Barker


Verso casa
di Pat Barker
Einaudi, febbraio 2026

Traduzione di Carla Palmieri

pp. 304
€ 19,50 (cartaceo)
€ 11,99 (ebook)

Cassandra, figlia di Priamo che ha ricevuto la maledizione da Apollo di non essere mai creduta da nessuno, diventa una prigioniera di guerra di Agamennone, che la porta con sé a Micene, dove i due vengono uccisi dalla moglie di Agamennone, Clitemnestra. Una storia arcinota, ma questo non impedisce a Pat Barker, scrittrice inglese vincitrice del prestigioso Booker Prize nel 1995, di crearne una riscrittura molto suggestiva. 

Abile nel cambiare il punto di vista, come abbiamo visto in Il silenzio delle ragazze e Il pianto delle troiane, Pat Barker dà voce a chi, nell'epica, ne ha avuta ben poca: le donne. In questo caso, a raccontare la vicenda è Ritsa, una guaritrice che ha perso la libertà e che è divenuta anni prima la schiava di Cassandra. Donna non più giovane, vedova, con un passato che le genera ora nostalgia ora rimpianti, Ritsa non è ossequiosa né rinunciataria; si attiene ai suoi compiti, ma sempre preservando il suo spirito critico. Ha una saggezza che va ben oltre ciò che può dimostrare: Cassandra la intuisce, certo, ma Ritsa ricorda bene quale sia il suo ruolo e non intende sovvertire l'ordine costituito. 

Quando Cassandra viene catturata da Agamennone e diventa la sua concubina all'accampamento, Ritsa è lì, ma la narrazione vera e propria parte quando le due vengono caricate a bordo della nave che riporterà il re a Micene. Agamennone stesso sta su quella vecchia nave e non sceglie chissà quale imbarcazione scintillante: un peso gli grava sulla coscienza, un senso di colpa che torna a rimorderlo attraverso apparizioni e voci, ovvero l'uccisione di sua figlia Ifigenia per propiziarsi gli dèi e avere il vento favorevole prima della partenza per la guerra di Troia. 

L'Agamennone rappresentato da Barker, oltre a essere il predatore sessuale della tradizione, è anche un uomo invecchiato, massiccio sì, ma con una certa fragilità, soprattutto nella psiche. Adesso che sta tornando a casa, non ha la minima idea di cosa troverà ad attenderlo; al contrario, Cassandra predice che Agamennone morirà e lei anche, ma nessuno le crede. Quando Ritsa le propone di sottrarsi ai rischi il più possibile, di cercare la salvezza con la fuga, Cassandra è consapevole che una predizione può compiersi solo nella sua interezza. E la cosa più importante per lei, più ancora della sua stessa vita, è che Agamennone paghi, visti i tanti omicidi e infanticidi commessi a Troia.

Seguiamo così con pathos e suspense crescenti l'avvicinarsi a Micene, ma non possiamo prevedere quale grande personalità Barker abbia affidato alla sua Clitemnestra. È una regina sapiente, che ha mantenuto il potere con scaltrezza, tessendo alleanze, animata dalla brama di vendetta. Ma anche una madre che soffre ogni giorno per essersi vista uccidere la figlia con l'inganno, e da allora non fa che sognare il ritorno di Agamennone, per fare finalmente giustizia. E intanto si lascia sfiancare dall'accudimento di Elettra, che a quindici anni ha la mentalità di una bambina e – paradossalmente – non fa altro che attendere con gioia e grandi aspettative il ritorno paterno. 

Nel mettere in scena la grandiosità della vendetta di Clitemnestra, Pat Barker insinua una possibile alleanza tra la regina di Micene e Cassandra, un'alleanza stretta in nome dll'odio per la stessa persona e del desiderio di vendetta per tante morti di innocenti. 

Dedicando una notevole attenzione anche ai personaggi secondari, Pat Barker crea una storia che omaggia il mito e che, al tempo stesso, affonda nei sentimenti atavici ed estremi di ognuno di noi. Ed è incredibile come, nonostante la trama sia nota, il fascino della sua scrittura porti a sperare di poter dilatare di altre pagine la storia e rimandare il momento di congedarsi da Cassandra, Clitemnestra e Ritsa. 

GMGhioni