di Ellery Adams
pp. 320
€19 (cartaceo)
€9.99 (ebook)
Immedesimarsi in Nora Pennington è stato facilissimo per una divoratrice di libri come me: «Io leggo sempre. E ascolto le persone. Le ascolto sul serio». (p. 14)
Nora è la protagonista di questa storia, una ex bibliotecaria che si trasferisce nella cittadina di Miracle Springs nella speranza di dimenticare il suo passato e andare avanti. Non è soltanto una ex bibliotecaria ma viene definita dagli abitanti come una biblioterapista. Pur non avendo titoli, è un'insolita terapeuta che ascolta le persone e le aiuta a stare meglio. Come? Prescrivendo dei libri. Un'insolita terapia che inizialmente non viene accolta facilmente ma che nel tempo si rivela essere una cura vincente e stimolante, tanto da far giungere gente da ogni dove apposta per servirsi del suo talento.
Nora non è in ogni caso, una persona qualunque, anche fisicamente. Il suo volto è infatti segnato da profonde cicatrici, che sono spesso oggetto di attenzioni e giudizio: la gente vede sempre prima quelle e una volta notate, l'espressione di disgusto e commiserazione appare indelebile sui loro volti. Ma non per tutti. La storia inizia infatti con l'incontro fra la protagonista e un uomo (di cui inizialmente non si conosce il nome) che è seduto accanto a lei su una panchina. L'uomo la osserva ma non sembra interessato al suo aspetto fisico, quanto più al golosissimo scone (un dolce tipico delle isole britanniche) che lei sta mangiando. I due iniziano una conversazione insolita, come fra persone che si conoscono da una vita. Nora, nonostante la sua discrezione, è estremamente empatica infatti, e l'uomo sembra apprezzarlo. Dopo avergli indicato la strada per la pasticceria Gingerbread House, i due si danno appuntamento presso la libreria di Nora, la Miracle Books: lo sconosciuto le rivela di voler stare meglio, e di essersi recato lì proprio con quell'unico scopo. Peccato però che uno spiacevole imprevisto cambi per sempre il destino di quell'incontro.
"Quando il tuo tizio della panchina ha ordinato uno degli scone della consolazione di Hester, le ha detto che stava venendo qui da te. È uscito dal forno con la scatola in mano, ma alla Miracle Books non ci è arrivato." Estella si rilassò contro lo schienale della poltrone e lisciò la gonna del prendisole bianco. "Sono certa che preferirebbe questa comoda poltrona al luogo in cui si trova adesso". Nora capì che la risposta alla propria domanda non le sarebbe piaciuta, ma la domanda andava comunque fatta. "E cioè?""Sui binari", annunciò Estella con un sospiro drammatico. "Qualcuno l'ha spinto sotto il treno delle tre". (p. 27)
Ha inizio così L'autore del delitto di Ellery Adams (pseudonimo dell'autrice Jennifer Stanley che col suo nome d'arte omaggia Ellery Queen), primo capitolo di una saga dedicata a un club del libro che risolve i misteri della cittadina di Miracle Springs. Il romanzo si inserisce nel filone cozy mistery rivelandosi una lettura piacevole e spensierata, ma non offrendo nulla di innovativo. Riesce però a trovare una sua voce precisa grazie alla bella caratterizzazione dei personaggi femminili. E questo, è un elemento di valore, in un genere in cui sembra che solo i colpi di scena e le rivelazioni passate siano rilevanti.
Nora è l'indiscussa protagonista, ma oltre a lei ci sono anche Hester, Estella e June. Ognuna di loro ha un passato tormentato che le ha segnate, ma la loro amicizia, l'amore per la lettura e la voglia di indagare saranno più forti dei loro traumi. Il motore centrale di tutto il romanzo non è il caso da risolvere, ma il modo in cui queste quattro donne si legano, la loro complicità. In molti gialli cozy (non amo questa definizione, ma tant'è) i personaggi tendono a rallentare il momento delle rivelazioni per far durare più a lungo il mistero. Qui invece i fantasmi del passato non sono motivo di ricatto per il lettore, ma il club diventa una zona di sicurezza in cui poter finalmente prendere un respiro dal dolore.
Hester Winthrop è la donna degli scone, la proprietaria della pasticceria Gingerbread House è quella che nel gruppo contribuisce a portare sempre calma, cura e solidità. Estella Sadler è l'ambita single della cittadina (ruolo che veste con orgoglio), nonché un'imprenditrice di successo, proprietaria del salone di bellezza il Magnolia Saloon and Spa. È la più appariscente, ma questo personaggio indossa solo una maschera: in realtà sotto il trucco e gli abiti provocanti c'è una donna che ha saputo prendersi cura di sé, imparando a gestire il dolore. Un po' un cliché, ma è un personaggio che funziona bene e ben si amalgama col resto del gruppo. Infine c'è June Dixon, una ragazza molto riservata e diffidente che lavora alle terme (Miracle Spring è rinomata per le sue sorgenti termali). Per lei la condivisione è un gesto di estrema fiducia, e nel corso delle pagine il suo personaggio farà una costruttiva evoluzione che la porterà a riscoprire se stessa e il piacere di stare con gli altri.
Il libro alterna leggerezza e suspense, ma alcuni passaggi sono così tanto stereotipati che sembra di trovarsi nella serie televisiva Desperate Housewives (la cittadina ideale, la solidarietà femminile, le coincidenze che si incastrano perfettamente), tutti elementi usurati che richiamano le migliori soap opere degli anni Novanta. Tuttavia ciò che lo rende una lettura piacevole e scorrevole è il fatto che punti tutto proprio sulla costruzione della rete emotiva tra personaggi e lettore. La dimensione meta-letteraria arricchisce l'opera di continui richiami: basti pensare anche alla lavagnetta della libreria di Nora che propone bevande calde tutte dedicate a grandi autori come Ernest Hemingway e Agatha ChrisTEA. Una simpatica blasfemia linguistica che però fa piacevolmente sorridere e non infastidisce.
Per gli amanti delle storie che parlano di librerie e comunità di lettori, questo libro è assolutamente consigliato. Non è un giallo poliziesco, né un thriller psicologico. È una storia di riscatto travestita da indagine. In effetti un primo indizio lo si ha già dalla cittadina stessa: le terme sono rigeneranti e ognuna delle quattro protagoniste è proprio alla ricerca di un qualcosa che la faccia rinascere. E anche se le saghe con al centro protagoniste femminili sono ormai argomento trito e ritrito, è bello vedere come in questa storia le figure centrali siano donne adulte, con ferite reali, che decidono di collaborare per sentirsi meno sole. E forse la forza del romanzo è proprio questa: non tanto la scoperta dell'assassino, quanto la costruzione di un luogo in cui la condivisione non è un rischio, ma una forza.
Carlotta Lini
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