«Sceglierei perfino il modo in cui il dolore mi ha lucidata fino a brillare. Il dolore in sé, però? Penso che a quello rinuncerei, se potessi»: "Momenti di gioia imperfetta" di Catherine Newman



Momenti di gioia imperfetta
di Catherine Newman
Bollati Boringhieri, 27 gennaio 2026

Traduzione di Manuela Faimali

pp. 208
€ 18 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)
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«Ci sono cose che non vi ho ancora rivelato, e lo farò. E ce ne sono altre che non vi dirò» (p. 100). Eppure non ci si sente mai esclusi leggendo Momenti di gioia imperfetta, romanzo di successo di Catherine Newman (uscito in lingua originale col titolo Sandwich, nel 2024). Anzi, ci si sente capiti, o dovrei dire capite, perché in effetti, benché nel romanzo ci siano tre personaggi maschili, sono soprattutto le donne – con i loro corpi, pensieri, paure e desideri – ad avere un ruolo centrale. A cominciare dall'io narrante, Rachel ma per tutti "Rocky", cinquantenne alle prese con il suo corpo che sta cambiando per gli effetti della menopausa in arrivo, moglie di Nick, madre di Willa e Jaimie e padrona dell'anziano gatto Chicken. 

La famiglia, come ogni anno, si concede una settimana di vacanza a Cape Cod, e questo rito porta ormai con sé una tenera nostalgia, perché Rocky si guarda attorno e ogni luogo del cottage che affittano ricorda un'esperienza, un momento positivo o negativo del loro stare insieme. E questi ricordi affettuosi, oggetto di racconti nelle serate a Cape Cod, sono un collante potentissimo nel tenere insieme la famiglia. 

Ora il nido si sta svuotando: Jaimie abita a New York e ha una relazione duratura con Maya, mentre Willa è al college e sta decidendo che strada prendere nella sua vita, e intanto si misura con la sua identità di genere. 

Vederli tutti  – Jaimie, Maya, Willa – lì a Cape Cod scalda il cuore di Rocky, ma il confronto con i loro corpi scattanti, flessuosi e pronti alla vita la rende consapevole di quanto lei sia ormai invecchiata. Oggi le costa fatica avere un rapporto sessuale con suo marito Nick: per lei non è più appassionante come una volta, è più un modo per starsi vicini, o addirittura le procura dolore (non sono rare ormai le infezioni o le cistiti). Invece i ragazzi sono pronti ad amarsi – Maya e Jaimie sono molto legati – o a conoscere qualcuno di nuovo – Willa si guarda attorno per un piccolo flirt estivo. 

I corpi desideranti dei giovani, che in parte devono ancora conoscere a fondo sé stessi, sono in forte antitesi con la generazione dei genitori e ancor di più con i nonni. Sì, perché per un paio di giorni anche i genitori di Rocky si uniranno a loro, e in questa casa affollatissima di corpi tutti prenderanno coscienza di cosa significhi dividersi gli spazi (c'è un solo bagno!), comprendere le fragilità fisiche e psicologiche degli altri e, tutto sommato, riusciranno ad amarsi e andarsi bene così. 

Non è semplice per Rocky, accudente e sempre in ansia per i suoi cari, godersi la vacanza. Nel guardarsi attorno, lei è divisa tra il senso di responsabilità verso i suoi cari e il desiderio di pensare qualche volta di più a sé stessa: a quale cinquantenne non è mai successo? Ma non stupisce che sia proprio Rocky a raccogliere confidenze e segreti delicati. Per quanto stanca o nervosa, Rocky trova sempre il coraggio di dire di sì, anche quando il costume che ha addosso le genera poca soddisfazione o gli approcci di Nick la mettono più in crisi che altro. Nonostante questo, in famiglia il dialogo c'è ed è sempre attraverso la parola che si risolvono i conflitti o si aprono ai confronti, a volte con ironia, sempre con rispetto. Esserci gli uni per gli altri, senza falsi buonismi ma anche senza formalismi, è un punto di forza della famiglia. 

In questo modo, seguiamo giorno per giorno una settimana di vacanza che è anche, in realtà, una settimana di rivelazioni: qualche volta intuiamo facilmente di cosa si tratti – ad esempio, perché Maya ha sempre lo stomaco in subbuglio fin dal suo arrivo al cottage? –, altre volte ascoltiamo le confessioni dei personaggi proprio come se fossero nostri amici. Anche Rocky ha qualcosa da dire, qualcosa che ha tenuto chiuso dentro di sé per anni, e che noi lettori scopriamo attraverso flashback sapientemente suddivisi nella narrazione.

Momenti di gioia imperfetta è un romanzo di difficile definizione: racconta con concretezza e senza fronzoli le diverse età del corpo femminile, cogliendone le contraddizioni e le difficoltà, età per età. Ma è anche un romanzo familiare rasserenante, che ci porta dentro la quotidianità di una famiglia che sta affrontando un grande passaggio: l'ingresso dei figli nell'età adulta. E in queste poche parole di Rocky c'è la forza di una gioia imperfetta, quotidiana, rassicurante: 

Nessuno mi ha chiesto quale parte della vacanza ho preferito, forse perché conoscono la mia risposta, semplice e noiosissima: il fatto di essere qui, tutti insieme, tutti vivi. (p. 195)

I lettori e le lettrici di Alison Espach troveranno in Catherine Newman una forza simile: travestire da commedia storie profonde, facendo dei dialoghi e dei pensieri dei personaggi due strumenti eccezionali per affrontare stati d'animo di enorme complessità. 

GMGhioni