Siamo quello che abitiamo: "Il libro delle case straordinarie", di Seiji Yoshida



Il libro delle case straordinarie
di Seiji Yoshida
L’ippocampo, maggio 2021

Traduzione di Elisabetta Scantamburlo

pp. 128
€ 15 (cartaceo)




Cos’è una casa, al di là di un edificio adibito a scopo abitativo? Attraversando paesi, culture e tradizioni, la casa è quel luogo in cui il materiale e il simbolico si fondono: calce, cemento, fotografie appese alla parete, ricordi, tegole, oggetti, sentimenti, soprammobili, affetti, traumi, pavimenti, tende, amore, caminetti, librerie, calore, memoria, vita che scorre. La casa si impregna di noi, conserva memoria della nostra presenza e molto spesso ci rappresenta come se fosse uno specchio che trasforma la nostra persona negli spazi che abitiamo. Tale casa, tale padrone. Questo sembra dirci il nuovo libro dell’artista giapponese Seiji Yoshida, Il libro delle case straordinarie, edito dall’originalissima casa editrice L’ippocampo.

Nell’introduzione al volume illustrato, Yoshida spiega che l’idea per questo libro nasce dalla letteratura, luogo che ospita la creazione delle più incredibili abitazioni fuoriuscite dalla mente immaginifica di scrittrici e scrittori: pensiamo alla capanna de Le avventure di Huckleberry Finn, al rifugio sulle montagne in Heidi, oppure alla Casa di Nessun Luogo di Mastro Hora in Momo. L’autore scrive: «In questo libro ho voluto presentare delle “case” uniche, capaci di risvegliare nel lettore quell’eccitazione che provavo io da bambino, accogliendone la straordinarietà» (p. 3). Il libro delle case straordinarie si presenta al lettore come una guida attraverso la fantasia architettonica dell’autore che immagina, crea e disegna le più svariate tipologie di case, ambientandole in epoche e in luoghi geografici diversissimi e popolandole da strani personaggi che provengono ora da un immaginario collettivo (i sette nani, per esempio), ora da tipologie umane in cui possiamo perfettamente rispecchiarci (il bandito, il botanico eccentrico, il sognatore). Le case vengono analizzate nei minimi dettagli attraverso sezioni tridimensionali e planimetrie accompagnate da appunti che spiegano come i proprietari di casa interagiscono con lo spazio domestico.

La fantasia del lettore è ulteriormente stimolata dall’invenzione dei personaggi che abitano questi posti. Troviamo un malinconico guardiano del faro che custodisce un misterioso segreto legato alla scomparsa della ex-moglie, un ex-agente russo delle forze segrete che, caduto in disgrazia, ha fatto di un carrarmato la sua dimora, un postino che cavalca draghi per consegnare la posta, una strega meticolosa che coltiva il suo giardino, un timido demone che per nascondersi dal mondo si costruisce una capanna in riva al fiume, una signora che, a causa di un trauma avuto da bambina, accumula inquietanti bambole di stoffa. La peculiarità sta nel fatto che quasi tutte queste case sono abitate da personaggi soli, in cui il rapporto uno a uno con la casa risulta piuttosto palese; in questo modo è lo spazio della casa a raccontarci la storia dei suoi abitanti, permettendoci di visualizzare la loro vita presente e di ipotizzare quello che non ci viene raccontato dall’autore riguardo il loro passato. Viaggiando tra l’Inghilterra del XIII secolo, la Spagna del XV secolo, il Giappone di fine Ottocento, gli Stati Uniti di oggi e la Cina del futuro, le case di questi personaggi narrano storie possibili e latenti, raccontate solo a metà dai disegni e dalle suggestioni dell’autore. Il resto spetta all’immaginazione del lettore, il quale, sfogliando il libro, si identificherà con una storia e una casa che, potenzialmente, potrebbero essere le sue.

Nicola Biasio