"Cuorebomba", il romanzo di formazione attraverso l'amore che racconta un quartiere e un giovane disgraziato

Cuorebomba
di Dario Levantino
Fazi Editore, 2019

pp. 266
€ 16,00 (cartaceo)
€ 7,99 (e-book)


La vita è questa cosa qui, questo insignificante segmento di tempo delimitato da due vertici: amore e non amore.
Rosario ha un padre in carcere che lo aveva abbandonato per crearsi un’altra famiglia con un’altra donna, una mamma flagellata dalla depressione, sedici anni e vive a Brancaccio. Tutti pezzi che costruirebbero senza difficoltà la trama di un romanzo di dolore, sofferenza e impotenza. È innegabile che in Cuorebomba (Fazi, 2019) questi elementi non manchino e che Dario Levantino torni nella sua Palermo e al suo Rosario già protagonista del suo precedente e primo romanzo, Di niente e di nessuno (Fazi, 2018), con una carica di sentimenti negativi a fare da sfondo alla vicenda di un adolescente disgraziato. Tuttavia Cuorebomba rapisce l’attenzione del lettore calandolo prima in una dimensione dolorosa e di insofferenza, ma seminando pagina dopo pagina piccoli germi di speranza e calore: del resto Rosario ha tutta la vita davanti a sé, come potrebbe essere altrimenti?

Da un lato, infatti, c’è la sua esistenza martoriata di ragazzo sbattuto tra case famiglia criminali, assistenti sociali incompetenti e psicologi danarosi, dall’altro ci sono il suo cane Jonathan, la sua passione per le figurine Panini e i pomeriggi trascorsi a giocare a calcio nel ruolo di portiere seguendo le orme di un nonno mai conosciuto e, suo omonimo, mentore silenzioso di ogni gesto compiuto. Soprattutto, però, c’è la lettura e grazie ad essa le sue giornate sono piene di energia e vitalità; la mitologia, la Storia, le vicende letterarie dei suoi libri del cuore gli fanno compagnia nei momenti più neri o quando, sorbendo una coppa di frutta fresca di stagione sul tetto del palazzo di casa, guarda il bailamme del suo quartiere natio:
Leggere era l’unico modo che conoscevo per non affondare nel fango, mi permetteva di andarmene di casa pur restando immobile, mi insegnava a tifare per i perdenti, per quelli che cadevano e non sempre sapevano rialzarsi, come i Troiani nell’Iliade, Padron ‘Ntoni nei Malavoglia di Verga, o i Miserabili nel romanzo di Victor Hugo.
Soprattutto c’è Anna, originaria di Brancaccio come lui e unico essere umano in grado di carpire nella profondità dello sguardo fallace di Rosario (che ha un difetto alla vista) le pieghe del suo animo senza che lui debba pronunciare nemmeno una parola. I momenti trascorsi insieme sulla spiaggia, nel ricovero solo loro creato sotto un vecchio peschereccio capovolto, sono incontri di intensa magia umana e letteraria:
Mi sembra un diavolo che mi sussurra all’orecchio il peccato che alla fine mi salverà. Lei non è come la Beatrice di Dante o come la Laura di Petrarca: non fa da tramite tra il cielo e la terra, ma tra la terra e l’abisso.
In questa altalena tra momenti di gioia troppo brevi e lunghe giornate di dolore e impotenza, trascorse facendo da madre alla sua, di mamma, in preda oramai a un'anoressia cronica trasformatasi in inedia, Cuorebomba si configura come un romanzo di formazione di periferia, che riecheggia il ritmo pessimista ma volitivo del tanto amato dal protagonista Oliver Twist di Dickens e che come questo è calato in una dimensione geografica precisa, in Cuorebomba quella del quartiere di Brancaccio, indiscussa spalla del giovane portiere in lotta nella sua crescita. E quando cito la categoria di romanzo di formazione lo faccio proprio chiamando in causa il rapporto del quartiere con la società: se il luogo per eccellenza che dovrebbe forgiare gli adulti di domani, la scuola, si ripiega su stilemi preimpostati ignorando, o peggio infierendo, sulla vita di un ragazzo solo perché proveniente da un altro mondo rispetto a quello originario dei compagni di scuola, al ragazzo in questione non resta altro che seguire l’esempio del quartiere in cui vive per limare il proprio carattere e prepararsi alla vita. Rosario ama Brancaccio come una vittima ama il suo carnefice fino all’ossessione e proprio in quest’attaccamento viscerale risiede la chiave di volta per comprendere la sua vita:
Brancaccio questo è. Prendere o lasciare.
Però, di fronte a questa desolazione, c’è il mare.
C’è che, quando le cose vanno male, te ne vai in spiaggia, e non è che le cose vadano meglio, vanno sempre male, ma almeno non sei solo.
Brancaccio è il mio rione. A Palermo, quartiere più bello di questo non c’è.
A inizio recensione ho chiamato in causa la speranza e non l’ho fatto a caso. Rosario sarà un ragazzo diverso tra inizio e fine storia, ma l’unica costante in grado di illuminare la sua strada e far sì che la sua anima non si perda tra i dannati del quartiere è l’amore; e cosa è l’amore se non speranza? Dalla prima all’ultima pagina Rosario ha amato ed è stato amato e solo seguendo questa costante tutta la sua vicenda acquisirà il peso che merita.

Cuorebomba è romanzo intenso e magnetico, non si riesce a scrollarsi di dosso la voglia di entrare nelle pagine e abbracciare Rosario per mostrargli che un altro mondo è possibile. Eppure ho notato una certa fretta di Levantino nel chiudere le immagini e le sequenze, anche quelle che avrebbero meritato un respiro più ampio di parole e sentimenti, come a voler permettere alla storia stessa di impedire quegli abbracci e di far provare ai lettori a calarsi nella dimensione umana e mentale del protagonista per capirlo meglio, magari ricordando i momenti in cui avevano la sua età e, spesso impegnati in battaglie ben più futili, non avrebbero retto neanche un giorno da Rosario, altro che cento da pecora.
Se piccole mancanze ho ravvisato nella struttura, tuttavia, nella corposità linguistica di Levantino ho trovato una consapevolezza umana e artistica di intensità sorprendente. Il dialetto in contrapposizione con la lingua italiana, la lingua dei ricchi, la lingua di chi emargina il prossimo e lo fa sentire “trasparente”, la lingua della scuola. Ma anche il linguaggio dei libri di Rosario, di quei personaggi che diventano metafore e similitudini da portare nella vita di ogni giorno. Di quegli eroi che lo spingono a provare a essere eroe a sua volta e a uscire da quella “trasparenza” nella quale si rifugia, quasi imprigionato, ma da cui un giorno finalmente riuscirà ad affrancarsi.


 Federica Privitera





Le domeniche di primavera, per @la_effesenza, significano dolce mangiato in terrazzo, al sole, in compagnia di una nuova uscita letteraria. Dato che questa è una primavera strana, il dolce è stato sostituito da una macedonia di frutta e i libri nuovi dal recupero di un titolo uscito qualche mese fa per @fazieditore. #Cuorebomba di @levantino.d era proprio quello che si aspettava: il ritratto struggente di una città, Palermo, e la biografia dolorosa di un diciassettenne, Rosario, che nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta capisce che c’è una sola cosa in grado di salvare le anime degli esseri umani: l’amore. Presto sul sito! #iorestoacasa #ticonsigliounlibro #libriconsigliati #criticaletteraria #leggerefabene #consiglidilettura #booktube #bookish #bookworm #bookporn #librichepassione #libridaleggere #libricheamo #instabook #books #libri #igreaders #igread #ilovebooks #ilovereading #palermo #sicilia
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