#EditoriInAscolto: Edicola, una casa editrice tra Italia e Sud America



Alice Rifelli e Paolo Primavera, editori di Edicola
Il Salone del libro di Torino è sempre l'occasione per salutare amici e colleghi e scoprire nuovi progetti editoriali interessanti. Nell'ultima edizione, la nostra Debora Lambruschini ha incontrato i responsabili di Edicola, una casa editrice indipendente che lavora tra Italia e Sud America con lo scopo di proporre ai lettori italiani nuove voci del panorama letterario cileno contemporaneo e, viceversa, portare un po' d'Italia fino in Cile. Abbiamo quindi intervistato Alice Rifelli, uno degli editori, per saperne di più sulla loro storia e i progetti futuri. Edicola si pone come un ponte fra Italia e Cile, dialogo e confronto tra due terre unite dall'amore per la letteratura contemporanea.

Come e quando nasce il vostro progetto editoriale?
Edicola nasce nel 2013 a Santiago del Cile, da un’idea di Paolo Primavera. Nel 2015, con l’apertura della sede italiana, a Ortona, in Abruzzo, mi unisco al progetto. Oggi io e Paolo viviamo tra Italia e Cile e la casa editrice ha due sedi, due distribuzioni, due cataloghi. Su queste basi cerchiamo ogni giorno di costruire ponti letterari che uniscano i due paesi, selezionando e traducendo voci, storie e culture e accompagnandole aldilà dell’Oceano.

Conosciamo meglio la squadra: il lavoro della casa editrice, ruoli e professionalità:
Autori, traduttori e illustratori sono le figure fondamentali che rendono possibile il nostro lavoro e con le quali ci confrontiamo ogni giorno. Il capitale di conoscenze, esperienze e sensibilità che tutti insieme compongono è insostituibile, mentre io e Paolo siamo abituati a scambiarci continuamente ruoli e scrivanie. Entrambi leggiamo, selezioniamo e negoziamo i titoli che desideriamo avere in catalogo. A lui, che vive in Sud America da più di dieci anni e che quindi conosce anche le più piccole sfumature della lingua, è affidata la revisione delle traduzioni, a me il controllo redazionale. 


A Ortona, sede italiana, durante un laboratorio con i piccoli lettori

Un ponte tra Italia e Cile: come mai questa scelta? Quali sono obiettivi e scelte editoriali, come vengono selezionati i manoscritti?
Quando Paolo ha scoperto il Cile, durante la sua attività di fotografo documentarista, ha deciso di trasferirsi a Santiago, dove ha iniziato a conoscere e assorbire la cultura di questo paese, il suo immaginario, i suoi ritmi e le sue narrazioni. Quando è nata Edicola, c’era già quindi una conoscenza del panorama letterario, soprattutto contemporaneo, di questo paese. Ancora oggi la nostra ricerca parte dal territorio: vivendo in Cile una parte dell’anno abbiamo la possibilità di osservare da vicino quello che succede dal punto di vista editoriale, partecipare a fiere del libro e presentazioni, dialogare con editori e autori, percepire le tendenze. Da qui nasce il nostro catalogo, che rimane comunque composto da libri che prima di tutto ci hanno conquistato come lettori, ci hanno emozionato e hanno stimolato in noi la voglia di dialogo, confronto e riflessione.

Premio Andersen 
Il catalogo: ci raccontate qualche aneddoto? scouting, copertine, la pubblicazione di cui siete più orgogliosi…
Non è retorica ma siamo orgogliosi di tutte le nostre pubblicazioni; ognuna ci ha insegnato qualcosa e siamo cresciuti assieme a loro. Se dovessimo scegliere il momento più emozionante di questi ultimi mesi è sicuramente quello della cerimonia del Premio Andersen, dove – estremamente emozionati! – abbiamo ritirato il premio assegnato A sud dell’Alameda. Diario di un’occupazione, la graphic novel ispirata ai movimenti studenteschi scritta da Lola Larra, illustrata da Vicente Reinamontes e tradotta per Edicola da Rocco d’Alessandro. Abbiamo già festeggiato parecchio, ma al nostro rientro in Cile, quando potremo finalmente abbracciare gli autori, sappiamo che la festa ricomincerà. E non vediamo l’ora!

Prossimi progetti e novità in uscita?
La novità del 2019 è la collana ñ, con la quale abbiamo iniziato a esplorare nuovi territori letterari dell’Ameria Latina. Siamo partiti dalla Colombia, inaugurando la collana con Criacuervo di Orlando Echeverri Benedetti, un romanzo dalla narrazione potente e inarrestabile come un fiume in piena, cui seguiranno i racconti di un’altra autrice colombiana, María Ospina, dove un ventaglio di voci femminili si fa interprete della storia che ogni corpo racconta. Speriamo che questo viaggio letterario in Colombia si concretizzi presto anche in un viaggio nei suoi territori fisici.

Intervista a cura di Debora Lambruschini