Le Isole Eolie nel gran mare della letteratura. Spunti e suggestioni da Conrad a Melville

Il mare di pietra
di Francesco Longo
Editori Laterza
Robinson/Letture 2018
(prima edizione, 2009)

pp. 124
€ 14,00 (cartaceo)
€ 8,99 (ebook)





Amo le isole, da sempre. Partire, salire su di un traghetto o un aliscafo, mollare gli ormeggi e tagliare i ponti con la terraferma, lasciandosela alle spalle per un giorno, un weekend, una settimana o per un tempo indefinito è per me una delle sensazioni più intense che si possano mai provare. Non passa anno senza che io non senta il bisogno di arrivare su un'isola. Per il senso di libertà, di ignoto, di scoperta, di solitudine, di sospensione, di nuove e infinite possibilità, di rottura dei confini, di taglio con il solito che ogni isola porta con sé. Perché ogni isola è un mondo, piccolo o grande, infinito e allo stesso tempo determinato. Per quante isole visiterete, non avrete mai un'esperienza simile all'altra, ogni isola vi regalerà profumi, sensazioni, sguardi e respiri diversi. Anche se a separarle sono soltanto poche miglia di mare. Come nel caso delle Eolie. Così vicine, sorelle, eppure così diverse l'una dall'altra.

È con questo mio forte spirito "isolano" che mi sono avvicinata al libro di Francesco Longo, Il mare di pietra, del 2009, ma da poco ripubblicato, per Robinson/Letture, da Editori Laterza.
E ho scoperto un piccolo volume da mettere in valigia, che si parta per le Eolie o per qualsiasi altra isola del mondo. Perché Longo ci dà sensazioni, più che descrizioni, suggestioni, più che consigli. Che valgono per qualsiasi isola circondata dalle acque di qualunque mare.

Longo sceglie per ognuna delle "sette sorelle" un colore e un mezzo per visitarle. E allora Stromboli è rossa come i suoi lapilli e va circumnavigata su gozzi da pesca; Panarea è bianca come le sue case e la si percorre a bordo delle silenziose e agili golf car; Filicudi è blu come il suo mare e Longo la vede in autostop; Salina è verde come i suoi vigneti e la si scopre salendo su un pullman di linea; Vulcano è gialla come lo zolfo che la impregna e la si passeggia; Lipari è nera come la sua pietra, l'ossidiana e la si gira in motorino; Alicudi è marrone come i muli che la abitano e la si occhieggia dal dorso di uno di essi.
Ma quello che rende prezioso questo piccolo libretto è la scoperta che
Più visito queste isole, più mi convinco che le Eolie sono un parco letterario (p.93)
Questo fa sì che l'autore arricchisca il testo di tantissime suggestioni letterarie e cinematografiche (immediati i richiami a "Il postino" o a "Stromboli" di Rossellini e "Vulcano" della Magnani) che hanno a che fare con le Eolie, ma, in sé, hanno a che fare con il concetto di isola, con l'essenza pura e astratta dell'idea di isola.
E così, mentre si guardano i lapilli uscire furiosi dal cratere del vulcano di Stromboli, per andare ad acquietarsi sulla Sciarra del Fuoco o direttamente in acqua, il pensiero corre a Jules Verne e al suo "Viaggio al centro della Terra". O, salendo al villaggio archeologico di Panarea, ci si convince che aveva ragione Daniel Defoe, il creatore del personaggio che per antonomasia ha a che fare con un'isola, Robinson Crusoe:
Daniel Defoe aveva capito che le isole sono sempre tutte comunque deserte. E aveva scoperto che il mare è narrazione e che le isole sono sempre punti di snodo di storie lunghissime (p. 39)
Seguendo questo principio, Longo mette assieme un pantheon di scrittori che parlano di isole, ne fanno il fulcro dei loro libri, dai già citati Verne e Defoe a Hermann Melville, Robert Louis Stevenson, Jack London, Joseph Conrad, Edgar Allan Poe. Attingendo a piene mani da ognuno un respiro diverso, una suggestione particolare, un richiamo lontano.
Ogni scrittore di isole ha capito qualcosa delle isole che gli altri non avevano colto. Defoe ha colto il lato della sfida, Melville l'aspetto maligno, Stevenson l'aspetto avventuroso, London l'anima ospitale, Conrad l'aspetto romantico, Poe la cupezza, Verne l'impenetrabilità. 
E questo continuo rimando ad altri testi rende il libro un viaggio metaletterario, il lettore non ha più davanti agli occhi soltanto i colori delle Eolie, ma si trova alle isole Samoa, tra i ghiacci dell'Islanda fino all'Ultima Thule, alle Isole Marchesi, alle Galapagos.
Un'intuizione, quella di Longo, che rende oltremodo interessante questo libro, ma la cui realizzazione, ahimè, lascia un po' l'amaro in bocca, un rimpianto per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Mi spiego meglio: perché banalizzare il racconto con inserimenti di dialoghi abbastanza inutili con chi è rimasto a casa? Perché abbandonare le suggestioni letterarie per lasciarsi andare a riflessioni che, nella migliore delle ipotesi, rimangono sospese senza approfondimento o addirittura sorprendono? Come l'evocazione di un Gran Premio di Formula 1 che si dovrebbe organizzare a Lipari, o una maratona o lo sparo della neve artificiale. O l'insistito e volutamente paradossale paragone tra Filicudi e la Norvegia, tra i suoi abitanti e i troll dei boschi. Che per quanto metafore o provocazioni, e come tali vanno lette, rimangono un po' fuori contesto.
Tanti sono i motivi per cui ho apprezzato questo libello, veloce, breve, forse fin troppo breve.
Spunti e suggestioni che però riescono, soltanto in parte, a mitigare la delusione pensando al libro che ne sarebbe potuto uscire, viste le premesse intriganti e interessanti.
Un'ultima annotazione, e torniamo alle cose belle: il linguaggio evocativo e quasi mitologico, da voce narrante o da fuori campo cinematografico aiuta a fare pace con le parti meno stimolanti.

Rosatea Poli

Stromboli è rossa come i suoi lapilli, Panarea è bianca come le sue case, Filicudi è blu come il suo mare, Salina è verde come i suoi vigneti, Vulcano è gialla come il suo zolfo, Lipari è nera come la sua ossidiana, Alicudi è marrone come i suoi muli. Isole Eolie, meraviglia della natura... State pensando a una piccola vacanza pasquale? Avete già programmato la vostra vacanza estiva in queste splendide isole? Il libro giusto da mettere in valigia è questo. Perché Francesco Longo ci dà sensazioni più che descrizioni. E perché ci racconta le suggestioni letterarie e cinematografiche che ognuna di queste isole suscita. Così mentre si legge di Stromboli, la mente corre a Jules Verne e al suo “Viaggio al centro della Terra” o leggendo di Panarea si pensa a Daniel Defoe. Tutto ciò rende piacevolissimo leggere questo piccolo libro anche se non si ha in programma di partire per le Eolie. A breve sul sito di Critica letteraria. #isoleeolie #francescolongo #laterza #mare #spuntiletterari #consigli #letteratura #libro #inlettura #sulcomodino #criticaletteraria #mare #isole #bookstagram #bookish #booklover #bookaholics #bookaholic #books #librichepassione #recensione
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