Winston Graham, ritrattista dell'animo umano – «Warleggan», il quarto volume della saga di Poldark

Warleggan. Un romanzo della Cornovaglia, 1792 – 1793di Winston Graham
traduzione di Maura Parolini e Matteo Curtoni
Venezia, Sonzogno, 2018

pp. 480
€ 19,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)



Ogni qualvolta si legge un nuovo capitolo della saga di Poldark, viene quasi il sospetto che Winston Graham, l'autore della serie, abbia posseduto una ricetta segreta per il romanzo di successo, e che la tenesse ben nascosta in uno dei cassetti della sua casa, lontano da occhi indiscreti.
Il quarto volume della saga, stavolta intitolato col cognome della famiglia nemica di Ross, infatti, prosegue la serie di libri ambientati in Cornovaglia, e più la vicenda avanza, più Graham dà prova del suo talento narrativo. In Warleggan lo scrittore sembra proprio superare sé stesso, e le 456 pagine che lo compongono scivolano via veloci, sul filo di una tensione crescente, ora dovuta al rapporto tra Ross, Demelza ed Elizabeth, ora causata dagli imprevisti che la miniera causa al protagonista. L'abilità con cui Graham si muove tra i vari filoni narrativi è davvero strabiliante e il lettore non ha scelta: una volta iniziato a leggere il libro non riuscirà ad interrompere la lettura.
Ciò di cui Graham fa sfoggio è non solo un chiaro equilibrismo narrativo, ma anche un'incredibile capacità di approfondimento psicologico: l'autore riesce a rendere con estrema nitidezza i sentimenti che albergano nei cuori dei protagonisti, esprimendo alla perfezione le sensazioni che governano i loro animi. Ciò accade per tutti, ma in particolare per le figure femminili, i cui rovelli psicologici causati dei fatti narrati trovano una giusta rappresentazione. Ogni parola è calibrata, ogni frase è studiata, e nonostante le descrizioni siano in certi casi particolarmente lunghe, non vi è mai una parola di troppo. Le sue esposizioni non sono mai stucchevoli, le rappresentazioni mai noiose e il cuore della vicenda viene sempre esposto alla perfezione.
L'ultima serie tv, che ha ottenuto un grande successo, è certamente ben fatta, tuttavia, è proprio questa abilità di ritrattista che viene a mancare nella trasposizione cinematografica, e se, naturalmente, i personaggi della serie sono così ben determinati proprio grazie alle descrizioni approfondite che Graham fa dei caratteri, certamente è un peccato perdersi questo suo particolare talento.
Il quarto volume della saga, uscito per la prima volta nel 1953, prosegue la vicenda partendo dai fatti del libro precedente. Siamo nel 1792 e mentre in Francia i venti di tempesta non si sono ancora calmati, in Cornovaglia Ross deve affrontare ben altre tormente nella sua vita personale. Durante una cena, nella quale sono presenti tutti i membri della famiglia, il protagonista si ritrova a sedere vicino alla sua antica fiamma, la mai dimenticata Elizabeth Chynoweth, ora sposa di suo cugino Francis. Nel primo volume la ragazza era ad un passo dallo sposare Ross, il quale, trovandosi in guerra, venne a sapere solo una volta tornato che Elizabeth, credendolo morto, aveva accettato la proposta del cugino.
Nei libri precedenti Graham ci aveva persuaso dell'amore vero tra Demelza e Ross, convincendoci che qualsiasi fiamma nei confronti di Elizabeth fosse ormai irrimediabilmente spenta. Ed è qui che l'autore ci spiazza: una confessione che la giovane Chynoweth, che non ha perso l'antica bellezza, fa a Ross per alleggerirsi la coscienza butta, in realtà, le basi per il divampare di un incendio nel cuore del protagonista. Questo episodio cambia radicalmente i rapporti tra loro due. Come Graham scrive qualche pagina più avanti, «ogni volta i fili invisibili tra loro si stringevano sempre più». (p. 132)
«Elizabeth si era voltata per rispondere alla domanda che le aveva rivolto l'uomo al suo fianco, e passarono un paio di minuti prima che Ross potesse vederle di nuovo il viso. I loro sguardi non si incrociarono, ma dalla sua espressione capì subito – anche se in qualche modo ne era già certo – che la questione per lei non era affatto archiviata, così come d'altronde non lo era nemmeno per lui.» (p. 43)
Le vicende si susseguono rapidamente fino a quando il nostro protagonista non farà qualcosa di totalmente inaspettato che sembra gettare al vento il rapporto con Demelza, forse, stavolta, per sempre.
Ed è qui che Graham ci stupisce ancora una volta: proprio in virtù di quell'approfondimento psicologico di cui abbiamo parlato prima, il personaggio di Demelza subisce un'evoluzione importante, e la ragazza svela una nuova parte di sé, finora inedita. La giovane dolce e comprensiva, dopo aver subito un'offesa del genere da parte di Ross, lascia il posto ad un personaggio ostile e sarcastico: così facendo prende le distanze dal marito e dà luogo ad uno strappo che pare irrimediabile.
In questo quarto capitolo della saga, inoltre, buona parte della narrazione è occupata da un nuovo filone narrativo, già introdotto in precedenza, ma solo ora pienamente sviluppato: il giovane medico Dwight Enys, protagonista, nei volumi passati, di diverse vicende, è innamorato – ricambiato – della giovane nobile Caroline Penvenen, la quale, però, trova nello zio un ostacolo al loro amore. Il motivo principale è il lignaggio della giovane: la sua stirpe, infatti, non le permette di legarsi ad un uomo dai natali poveri, nemmeno se questo è un ragazzo di provata lealtà come Enys. Ma la volitiva Caroline ha già pronta una soluzione e propone al medico di fuggire con lei. I due si danno appuntamento ma l'autore, come di consueto, gioca con il lettore, creando suspance, dilatando le attese, e infine mettendo in atto il colpo di scena.
Nel frattempo viene messo in scena l'impensabile, e, mentre viene fatto uscire di scena un personaggio finora molto importante, Graham fa fare degli importanti passi in avanti al nemico giurato di Ross, George Warleggan. Solo arrivati a questo punto il lettore capisce il perché del titolo: in questa puntata George, che comunque ha sempre svolto un ruolo rilevante in quanto antagonista di Ross, diventa centro focale della vicenda, e ottiene il suo trionfo, sulle sue origini – non nobili, infatti spesso viene definito dagli altri personaggi “l'arricchito” – e su Ross. Per sapere se questa vittoria sia o meno definitiva, non resta che leggere i libri successivi della saga, assolutamente certi che Graham sarà in grado di darci nuove sorprese.
Valentina Zinnà


Il quarto volume della #SagaDiPoldark non tradisce le aspettative e appassiona fin da subito il lettore. Mentre in Francia imperversano i venti della #Rivoluzione, in #Cornovaglia #Ross deve affrontare nuovi avvenimenti: durante una cena il suo grande amore del passato, la bellissima #Elizabeth, gli fa una confessione che sembra cambiare i sentimenti dell'uomo. In seguito a ciò il personaggio di #Demelza, in questo libro, subisce un'evoluzione importante, cosicché la sua figura si arricchisce di nuove sfaccettature. Sullo sfondo, intanto, l'operato di #GeorgeWarleggan, il nemico di sempre di Ross, che imprimerà una svolta improvvisa nella storia. Insomma, una nuova storia per seguire le avventure dei #Poldark e non solo, con lo sviluppo di personaggi prima secondari quali il medico amico di Ross, #DwightEnys e #CarolinePenvenen. Una buona #lettura in attesa del libro appena stampato, #LaLunaNera. Siete curiosi di scoprire qualcosa di più di questo #libro? Domani su #CriticaLetteraria la #recensione, intanto apprezziamo la bella foto di Carolina! E voi, l'avete già letto questo volume della saga? Vi piace? Cosa ne pensate? #Poldark #instabook #bookish #boostagram #WinstonGraham #Sonzogno #Marsilio @sonzognoeditori @quinquilia
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