Un delizioso (e piccante) coro al femminile: "Vite segrete delle donne punjabi" di Balli Kaur Jaswal

Vite segrete delle donne punjabi
(Erotic Stories for Punjabi Widows)
di Balli Kaur Jaswal
HarperCollins, 2017

traduzione di Roberta Zuppet

pp.360
€18 (cartaceo)
€8,99 (ebook)



Nikki è ancora in cerca della sua strada. Giovane londinese  figlia di immigrati punjabi, ha lasciato l'università e sbarca il lunario lavorando come barista, ma il suo sogno è fare la differenza e combattere per i diritti delle donne. La sua occasione sembra presentarsi per caso quando, recatasi controvoglia al tempio per appendere un annuncio per conto di sua sorella Mindi, che, più tradizionalista, aspira a un matrimonio combinato, trova inaspettatamente lavoro come insegnante in un corso di scrittura per donne. Il nuovo lavoro di Nikki si rivela però assai diverso da quello che si aspettava: le sue allieve sono vedove che parlano un inglese stentato e non sanno né leggere né scrivere; per di più, non hanno nessuna voglia di imparare, ma di condividere storie in punjabi. Storie romanzate tratte dalle loro vite? Racconti di vita vissuta, stenti e sofferenze? Tutt'altro. Di nascosto alla tradizionalista comunità di Southall, queste donne invisibili iniziano a scoprire i loro desideri, le loro fantasie, la loro giocosità erotica in un modo che è loro sempre stato negato. Queste spose bambine ormai coi capelli bianchi, ragazze consegnate a sconosciuti dalle loro famiglie, hanno alle spalle lunghe vite coniugali ma anche vite segrete fatte di fantasmi evocati prima di andare a dormire. Le loro storie erotiche diventano un mezzo di liberazione ed espressione. Dar voce a questi fantasmi in una comunità in cui le donne non hanno autonomia, però, finisce per rivelare anche una scomoda, tragica verità che Southall aveva cercato di disperatamente di insabbiare.


Vite segrete delle donne punjabi è stato un'interessantissima scoperta. Questo romanzo è un vero e proprio tuffo nella comunità punjabi di Londra, con un'infinita varietà di sfaccettature tutte al femminile. Nikki sta ancora cercando di venire a patti con le sue origini punjabi e la sua identità di "ragazza moderna", come la chiamano le vedove, ma sua sorella Mindi è un interessante esempio di come l'occidentalizzazione non sia un fatto semplicemente anagrafico. Nessuna delle donne del corso di Nikki, poi, è uguale all'altra; questo manipolo di donnine vestite di bianco - il colore del lutto, in India - è tutt'altro che omogeneo e fatto di donne peperine (Arvinder), di primedonne (Preetam) o di figure ambigue ancora succubi degli uomini (Tarempal). Il chiacchiericcio di queste bibi che sanno tutto di tutti ma, che ti credi, non passano soltanto le loro giornate a parlare degli altri o del loro dolore alle ginocchia, riempie pagine divertentissime, frapposte alle storie erotiche di loro invenzione. 

Il risultato è tutt'altro che stridente. A patto di diventare amici di queste vedove, anche con la stessa riluttanza di Nikki, Vite segrete delle donne punjabi si rivela un'esperienza culturale che arricchisce come poche. La trama del libro è piuttosto lineare e i colpi di scena sono la parte meno riuscita del romanzo, ma questo conta ben poco dinanzi alla deliziosa, pepata vivacità del coro di donne che intesse il romanzo di confessioni e storie. In breve, Balli Kaur Jaswal è riuscita a piegare stilemi tipici della chick-lit per raccontare una comunità chiusa e, per di più, un gruppo all'interno di questa comunità che viene normalmente passato sotto silenzio.

Un consiglio finale: se potete, ascoltate questa storia nell'audiolibro inglese narrato dall'attrice Meera Syal, uscito sempre per HarperCollins. L'audiolibro ha un gran valore aggiunto dal momento che la narratrice usa uno spettro di accenti, da quello pianamente inglese di Nikki a quelli, con fortissima intonazione punjabi, delle vedove, tale da rappresentare la grande varietà di identità culturali in dialogo in questo romanzo e da rendere l'ascolto un vero piacere. E un piccolo avvertimento: dopo questo romanzo, non potrete guardare più una melanzana senza pensare... ad altro.

Laura Ingallinella
@lauraingalli