La musica assoluta de "La famiglia Aubrey" di Rebecca West

La famiglia Aubrey
di Rebecca West
Fazi Editore, 2018

Traduzione di Francesca Frigerio

pp. 570
€18,00 (cartaceo)


Ascoltate, ascoltate, dovete cercare di capire. Vedete, Cordelia e voi allo stesso modo avete avuto un'infanzia spaventosa. Ma voi tre, Mary, Rose e Richard Quind - non mi sono sbagliata, vero? Bambini dovete essere onesti e dirmi se mi sbaglio - anche se il senso di colpa per avervi dato un'infanzia così mi fa arrossire, penso che voi tre l'abbiate apprezzata.
La ricchezza della famiglia Aubrey non sta nei bei mobili, nei vestiti alla moda o nel sostanzioso conto in banca. Gli Aubrey, tutti, dal primo all'ultimo, sono musicisti, scrittori, filosofi, sensitivi. La madre, pianista con un passato di vera gloria sui teatri europei; il padre, acceso scrittore di pamphlet politici con il vizio del gioco in borsa; i figli, Cordelia, Mary, Rose e Richard Quin con talento per la musica, attraversano, in questo primo capitolo della trilogia loro dedicata, la loro infanzia. Prendendo spunto dalla sua biografia, l'autrice Rebecca West, mette in scena una fluida narrazione che mescola elementi sovrannaturali e di folklore, musica e politica, povertà materiale con un immenso patrimonio interiore e regala una "nuova" famiglia che, a suo modo, interpreta la Gran Bretagna all'inizio del Ventesimo secolo.

Rebecca West, pseudonimo per Cecily Isabel Fairfield, fu una scrittrice e donna di polso. Giornalista, critica letteraria, suffragetta della prima ora, riteneva Guerra e pace sopravvalutato e credeva nella scrittura precisa e nell'attenzione maniacale ai dettagli. Di sangue agitato, un misto di scozzese e irlandese, soffrì di tubercolosi da giovane, lasciò la scuola, provò a diventare attrice (e prese il nome di Rebecca West) ed ebbe relazioni con importanti personaggi del secolo scorso, uno su tutti Charlie Chaplin. Basterebbe già questo per avere materiale sufficiente per ben più di una trilogia familiare: attingendo a questo vissuto e al suo background, Rebecca West compone questa eccentrica ed eterea famiglia, appena ripubblicata da Fazi Editore. 
Approcciarsi a questa famiglia non è semplice. Non lo sarebbe nemmeno se fossimo i loro vicini di casa e potessimo incontrarli personalmente; leggerli e cercare di conoscerli può risultare ostico. Bisogna partire da alcuni assunti fondamentali.
Devi sempre essere convinta che la vita sia straordinaria esattamente come ti viene detto dalla musica.
Il primo, è la musica. Partendo dalla madre, Clara, pianista con un buon passato alle spalle, la musica è punto di discrimine con cui gli Aubrey guardano e interpretano il mondo. Mary e Rose, le figlie minori, seguono le orme della madre come pianiste e sono dotate di talento e impegno. Per loro, il mondo è musica e provare interesse per persone che non suonano sembra quanto di più lontano dal loro sentire: la cugina Rosamud è all'inizio guardata con sospetto perché non suona alcuno strumento e gioca a scacchi e le sorelle si domandano come sia possibile affezionarsi a chi vive senza musica. Chi suona male è etichettato come nemico. La sorella maggiore, Cordelia, suonatrice di violino, il cugino Jock, flautista, musicisti ritenuti senza talento, sono considerate persone sgradevoli. Non a caso suonano strumenti tradizionalmente attribuiti al Diavolo. Soprattutto tra sorelle, la distinzione genera una netta separazione: Cordelia è entità a parte rispetto a Mary e Rose e anche rispetto alla madre che quasi non ci capacita di aver generato qualcuno senza talento musicale e la compatisce pur consolandosi dicendo che "sarebbe potuta andare molto peggio, poteva nascere sorda o cieca". Pur essendo l'unica che si esibisce in concerti semi professionali con l'aiuto della sciocca, ma appassionata insegnante, la signorina Beevor, viene costantemente scoraggiata e tenuta a distanza.

Il secondo assunto è quello della povertà. In altri romanzi con altre famiglie senza eccessivi mezzi, e non può non venire in mente la famiglia March di Louise May Alcott, la povertà viene associata a una virtù e una purezza d'animo quasi fastidiosa. Essere poveri era considerato un limite, sì, ma anche piattaforma verso le più alte virtù, la via d'accesso alla Città Celeste. La famiglia Aubrey, su questo lato, è molto più pragmatica. La povertà è motivo di imbarazzo e vergogna: accresciuta dalla deprecabile abitudine del capo famiglia di investire i soldi in sballate operazioni finanziarie, la situazione economica influisce sulle azioni di ogni membro della famiglia. Cordelia, che è quella che più di tutte soffre per questa situazione da quasi outsider della società, inizia a suonare anche contro il parere della madre per poter avere qualche soldo in più; Rose e Mary sognano il loro futuro da concertiste per poter finalmente aiutare la famiglia; la madre tiene nascoste alcune risorse per non farle cadere nelle mani del marito e proprio questa sua menzogna porterà (almeno nella sua mente) alla disgregazione del nucleo familiare. 
Proprio in queste circostanze emerge la fallibilità della figura genitoriale: definiti da aggettivi quali "vigliacchi" e "conigli", gli adulti scaricano le responsabilità di ogni decisione e di ogni fardello sulle spalle delle figlie tanto da privare Rose di qualunque fiducia in chi, più di tutti, dovrebbe guidarti e proteggerti.
È sempre sbagliato avere a che fare con il soprannaturale. Quando i morti tornano indietro, o il futuro non è più un mistero, allora sono dubbi e sudiciume. [...] Per qualche ragione misteriosa ci sono dati dei confini entro i quali vivere.

Il terzo è l'elemento sovrannaturale. Forte delle sue radici scozzesi e irlandesi, l'autrice si porta dietro e infonde nei suoi personaggi poteri ed episodi che trascendono la concretezza. Coadiuvato da un ben definito sistema d'immagini, la famiglia assiste a possessioni di case da parte di Poltergeist, ha il dono della preveggenza e sente la presenza di spiriti. La domestica Kate legge in futuro e anche il Piers, il padre che, in quanto uomo dovrebbe avere meno accesso al mondo del magico, applica la sua preveggenza alla politica e descrive con precisione le tragedie che colpiranno l'Europa nei decenni a venire. Pur se temuta perché in contrasto con la coscienza cristiana, il magico non può evitare di incrociare la strada degli Aubrey più e più volte.

L'intera storia è raccontata in prima persona da Rose, la sorella minore. Si evince che, ormai adulta, lei ricordi tutte le vicende famigliari in un lungo flashback. Le avventure dei bambini, pur mantenendo il tono magico dato dalla presenza del sovrannaturale, sono quindi raccontate con più freddezza, con la logica che viene dagli anni passati a pensarci e ripensarci e a limare ogni evento, per eliminare gli elementi di condizione infantile, considerati "un travestimento umiliante". Non c'è mai eccessivo pathos o colpi di scena e anche le situazioni più difficili e dolorose (l'abbandono, un omicidio) trasudano pacatezza e tranquillità. Ma non per questo sono meno d'impatto: ogni evento è scusa e ragione per ragionamenti sulla politica, la natura umana e della musica, in una fluido intreccio di massimi sistemi e concretezza sociopolitica. Con questi elementi ci si può addentrare nella narrazione, non accorgendosi di esserne risucchiati e, soprattutto, rimpiangendo di non avere doti musicali che possano renderci speciali agli occhi delle sorelle Aubrey.
Giulia Pretta

Le saghe di famiglia sono per Giulia una tentazione irresistibile. Dopo la fine dei Cazalet è rimasta a lungo affetta dalla sindrome da abbandono, ma per fortuna ci ha pensato @fazieditore a guarirla. Esce oggi “La famiglia Aubrey” primo volume della saga a firma di Rebecca West. Gli Aubrey sono artisti, raffinati pensatori, musicisti e con una certa affinità con il mondo impalpabile del sovrannaturale: ricchi in spirito anche se non altrettanto di beni materiali. La musica, in particolare, è per loro ciò che muove e rende il mondo straordinario. Giulia ha bruciato le pagine leggendo il romanzo in anteprima e già ve ne parla su @criticaletteraria . Vorrebbe tanto saper suonare il piano per essere degna dell’attenzione delle sorelle Aubrey 🎼 #nuoveuscite #recensioni #rebeccawest #famigliaaubrey #aubreyfamily #fazieditore #sagafamiliale #postcazalet #cazalet #musica #pianoforte #sorelle #sisters #fazieditore #criticaletteraria #reading #newbooks #books #instabook #libri #bookgram #leggerechepassione
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