Incertezze linguistiche e spiriti guida: il "Prontuario di grammatica" di Patota

Prontuario di grammatica. L’italiano dalla A alla Z
di Giuseppe Patota
Laterza, 2017

pp. 200 
€ 10,00


Per noi che siamo stati studenti universitari in una facoltà di lettere (quando ancora c'erano le facoltà, ma anche dopo, con i neonati dipartimenti); per noi che ci siamo barcamenati per anni tra esami di filologia italiana, letterature comparate, storia della tradizione classica, il corso facoltativo di sanscrito, e chi più ne ha più ne metta; per noi che ci siamo lanciati a testa bassa nella storia della lingua, magari con l'immancabile Marazzini, che ogni tanto ancora ci portiamo in borsetta; per noi che abbiamo affrontato da neofiti la linguistica, di cui abbiamo imparato ad amare le regole, ma anche la variabilità; per tutti noi, si diceva, Giuseppe Patota è un mostro sacro. Insomma, noi siamo quelli che preferiscono il sito della Treccani a Wikipedia, quelli che hanno l'Accademia della Crusca tra i preferiti del browser. Noi conosciamo i nostri maestri, riconosciamo il loro merito nella nostra formazione intellettuale e, per chi è riuscito a mantenersi nel tracciato, anche professionale.
Con queste leggere e poco vincolanti aspettative, dunque, il laureato in lettere si accinge a sfogliare il Prontuario di grammatica. È tutto trepidazione, tutto entusiasmo. Quello che si trova davanti è un agile manualetto che presenta e risolve, in ordine alfabetico, una serie di spinose questioni di natura fonetica, ortografica, morfologica, sintattica e lessicale. La ricerca è intuitiva e immediata e consente di sciogliere quasi qualsiasi dubbio. Il Ministero della pubblica istruzione si trova in difficoltà alle soglie dell'esame di maturità? Ci pensa il Prontuario. Lettera T, "tracce/traccie: tracce", ed ecco dissolta l'incertezza. Compare spesso anche un rimando alle voci più ampie da ricercare per eventuali approfondimenti (in questo caso --> NOME; ORTOGRAFIA). In questi campi più vasti, alla soluzione dei problemi si accompagna anche una spiegazione concisa ma chiara, arricchita sempre dai dovuti esempi. E per quanto il lettore dispettoso si sforzi di cogliere in castagna Patota, sondando le possibili lacune del testo e andando magari, con una punta di cattiva fede, a ipotizzarne la parzialità e l’arbitrio ("Perché proprio 'tracce'? E se la parola cercata fosse simile, ma non identica, come se la caverebbe l'incauto esploratore?"), la completezza della raccolta rende veramente complessa l'operazione. Così, accanto a tracce, ricercando il lemma corrispondente, troviamo trecce, frecce, bucce, bilance, camicie... mancano giusto le brecce, a voler essere pignoli. 

Il Prontuario di grammatica è allora un'opera non destinata tanto alla lettura sequenziale, quanto all'uso pratico: vuole essere uno strumento utile, un salvagente per le crisi linguistiche che possono cogliere chiunque - anche gli addetti ai lavori - nei momenti più impensati. A chi non è mai capitato infatti di ripetere per la milionesima volta una parola usata per tutta la vita e sentirla improvvisamente suonare strana e incongrua? Chi non si è mai fermato con la penna sospesa su un termine banale, o su un verbo assolutamente regolare, chiedendosi quali lettere servano per completare il dettato, per imbroccare il congiuntivo? Ecco che in quel momento lo spirito di Patota può giungere benevolmente in soccorso del malcapitato con il suo Prontuario. L'unica perplessità sorge a questo punto, suggerita dalla natura stessa dell'opera. Nell'Avvertenza incipitaria, il volume viene definito un po' incautamente "una app grammaticale su carta". E la domanda che verrebbe voglia di porre a questo punto ad autore ed editori è allora proprio questa: è davvero necessario un testo di tal genere, che rivela la sua utilità nel momento del bisogno, ma solo se il lettore è tanto accorto da tenerlo sempre con sé? In un'epoca in cui siamo tutti smartphone-muniti, non bastavano a risolvere i dubbi appunto gli ottimi siti che a questo sono deputati (in primis proprio quello della Crusca, il cui forum e le cui "Risposte ai quesiti" sono un faro nel buio per tutti gli incerti)? Ben diverso sarebbe se al volume fosse allegata una app vera a propria, consultabile in ogni luogo e momento, a fare di Patota un vero angelo custode onnipresente nel mare magnum delle insicurezze grammaticali (e tanti di noi lo vorrebbero, oh se lo vorrebbero!). Altrimenti, anche i nostalgici della carta stampata, quelli che si muovono col trolley e portano sempre uno o due tomi nella sacca a mano, potrebbero considerare il Prontuario un semplice veicolo di approfondimento a posteriori, più che uno strumento indispensabile per la risoluzione dei dubbi. 

Carolina Pernigo