Un’altra indagine per l’ispettore Santoni: "Delitto con inganno" di Franco Matteucci

Delitto con inganno 
Le indagini dell’ispettore Santoni
di Franco Matteucci
Newton Compton, 2017

pp. 252
€ 9,90 (cartaceo)
€ 2,99 (ebook)

È uscito a febbraio per Newton Compton un nuovo romanzo giallo del romano Franco Matteucci con protagonista l’ispettore Marzio Santoni, già al centro di altre indagini che hanno appassionato i lettori italiani. Delitto con inganno è un libro ben scritto, diviso in due parti, in cui un passato ancora da risolvere si intreccia con un presente pieno di inganni. Il mistero della trama si svolge tra montagne anch’esse misteriose, dove soffia un forte vento e si creano delle strane bufere che neanche i meteorologi riescono a comprendere. La storia si svolge nella piccola comunità montanara e omertosa di Valdiluce, un luogo perfetto per ambientare un giallo, con le sue montagne piene di caverne che nascondono misteri e un hotel abbandonato che cade a pezzi. 
Il protagonista è Marzio Santoni, un brillante poliziotto sciatore, che dovrà risolvere un caso in cui sarà personalmente coinvolto. Santoni è un personaggio intrigante: se da un lato lo si descrive come una persona tranquilla, con le stesse passioni che possiamo avere noi lettori (la neve, la buona cucina, “gli bastava il caminetto acceso e la neve e le sue montagne” scrive Matteucci), dall’altro l’identificazione con un detective che viene fotografato dai paparazzi con una bellissima sciatrice di fama internazionale a Dubai, che ha come animali da compagnia formiche, un topo, un riccio e un pipistrello è impossibile. Santoni ha poi un fiuto fuori dal comune, e anche per questo è detto Lupo Bianco.
Nell’universo di Valdiluce il significato delle cose e delle persone è spesso già nel nome: Lupo Bianco è affiancato dal fidato assistente Kristal Beretta – personaggio fortemente caratterizzato dalla sua passione per i cioccolatini – e forse non è un caso che l’innocente della situazione, la ragazza bellissima ma sfortunata definita fin dalle prime pagine come un “angelo biondo”, si chiami Clara. Un nome ambiguo, perché Clara è chiara come la neve delle montagne su cui si incontrano lei e Marzio Santoni, da ragazzi, ma la limpidezza di questa fanciulla sarà al centro di desideri sessuali morbosi per tutto il romanzo e la sua stessa verginità cela un mistero. Clara è la donna oggetto che tutti desiderano di possedere e che che finirà vittima di perversioni che molto ricordano del film di Matteo Garrone Primo Amore
Diversi snodi del romanzo, che è a tutti gli effetti la prima indagine dell’ispettore Santoni, sembrano quasi dei riti di iniziazione del personaggio verso l’età adulta e verso una sempre maggiore consapevolezza della sua vocazione di poliziotto, come la perdita della figura paterna – colui che ha guidato per mano Santoni verso la professione di ispettore fin dall’adolescenza – oppure, anni prima, il momento del suo primo innamoramento, non consumato e quindi destinato a restare perfetto nel ricordo:
In quelle notti febbrili Marzio Santoni capì che stava diventando adulto, e di fronte alla volta stellata, tra quei profumi di abeti scossi dal vento, tra i muschi e i ranuncoli gialli, giurò che avrebbe passato la vita a ricercare Clara e il suo aguzzino. 
I colpi di scena si susseguono fino all’ultima pagina, e con essi delle splendide descrizioni di paesaggi di montagna: il profumo di mirtilli selvatici e genepì arriva davvero a stuzzicare le narici del lettore. 

Serena Alessi 
@serealessi