#CritiComics - Jacopo Paliaga e French Carlomagno: da Aqualung a Come quando eravamo piccoli

Aqualung #1
di Jacopo Paliaga e French Carlomagno
Bao Publishing, 2016
pp. 176
€ 16.00 

Come quando eravamo piccoli
di Jacopo Paliaga e French Carlomagno
Bao Publishing, 2016
pp. 124
€ 16.00


Nato come webcomic serializzato su ColdCove.com tra maggio e luglio 2015, Aqualung è ora stato raccolto da Bao Publishing in un volume che raccoglie tutta la prima stagione. Quella di Bao è un'operazione doverosa perché un prodotto così ben raccontato come Aqualung meritava davvero una versione cartacea. Perché la prima cosa per cui si fa notare Aqualung è proprio la qualità della narrazione, una cosa non scontata sia nel panorama dei webcomic italiani, sia più in generale in quello del fumetto italiano. E letto così, con un corpo di carta e inchiostro, è possibile finalmente rendersi conto di come la storia scritta da Jacopo Paliaga e disegnata da French Carlomagno sia una macchina narrativa perfettamente architetta e guidata con sicurezza dai due autori.

Facendo una mera somma degli elementi che compongono la storia nuda e cruda di Aqualung (il paesello dove cominciano frequenti sparizioni, una ragazzina più matura della sua età, un padre geniale ma svampito, un passato oscuro, un misterioso ritorno) non si troverà davvero nulla di veramente nuovo, così come lo sono anche i colpi di scena e le svolte della storia. Ma è chiaro che a Paliaga non interessa proporre ai suoi lettori qualcosa di nuovo, lui vuole dare loro una bella storia ben raccontata. Così tutti questi elementi che già conosciamo, sono utilizzati dallo sceneggiatore per farci sentire parte di un mondo con cui stiamo per avere il primo contatto. Non esagero quando dico che, tolto il prologo, bastano le prime due tavole del fumetto per sentirci già parte di una comunità e di una famiglia.

Facendo muovere la sua storia su binari sicuri, Jacopo Paliaga ha così la possibilità di concentrarsi sui personaggi e sulla loro crescita. In questo senso la scrittura di Paliaga si fa notare per dei dialoghi leggeri ma non vacui. La sua è una scrittura precisa, dove ogni frase ha un suo significato ben preciso nelle ripercussioni che avrà sulla trama e nel descrivere le emozioni dei personaggi.

I disegni di French Carlomagno non sono da meno per finezza e precisione descrittiva, anche se per i miei gusti troppo omologati con quelli di tanti disegnatori che lavorano col digitale. Il lavoro migliore lo fa sulla protagonista, cui riesce a infondere una affascinante antipatia grazie a un naso tozzo ma appuntito che Holly usa per fendere l'aria, nascondere imbarazzo, misurare lo spazio che la circonda. Ottimo anche il lavoro sui prop (nella sua semplicità la tuta di Holly è davvero bella) e sul design delle creature (una versione filiforme del Mostro della Laguna). Carlomagno si dimostra un disegnatore versatile, capace di infondere tensione e dinamismo nelle scene d'azione così come nelle parti più interlocutorie (che sono più di quel che sembrano).

Aqualung ha un impianto e uno svolgimento molto classici, ma è un lavoro solido e ben raccontato, come ormai capita troppo raramente nel fumetto italiano.



I punti di forza di Aqualung tornano anche in Come quando eravamo piccoli, il graphic novel di esordio dei due autori, anche se non sempre risultano efficaci. Lasciata da parte per un attimo la storia avventurosa di Aqualung, Paliaga e Carlomagno si sono messi al lavoro su una commedia romantica. Anche qui siamo alle prese con una storia davvero classica nel suo svolgimento: lui viene lasciato dall'amore idealizzato, torna a casa per ripigliarsi (anche da un blocco creativo) e si innamora in due secondi di un'altra tipa. Iniziale indecisione e poi innamoramento fatale. A questo giro è quella giusta, ma succede un bel casino e lei lo lascia. Con la voglia di riconquistarla si sblocca anche la crisi creativa e finisce tutto bene benissimo. Nessuna sorpresa, ma tutto raccontato a dovere, con una precisione millimetrica da film romantico hollywodiano.

Anche dal punto di vista visivo French Carlomagno si affida a una rappresentazione classica del genere. I personaggi sono tutti fighissimi, vestono abiti fighissimi e fanno lavori fighissimi, mentre le ambientazioni (fighissime) sono sempre sospese tra il tramonto e il crepuscolo. Ma è giusto così. Perché il genere lo richiede e, a meno di stravolgerlo sfruttandone gli stilemi, è meglio affidarsi completamente a essi. Semplificando (con tutti i rischi del caso), Come quando eravamo piccoli non è altro che la versione ben riuscita de Il suono del mondo a memoria, il graphic novel di Giacomo Bevilacqua pubblicato sempre da Bao Publishing. Se nel fumetto di Bevilacqua la volontà di sconvolgere i tempi e i modi storia romantica si scontrava con l'incapacità dell'autore di affrontare questo compito, nel libro di Paliaga e Carlomagno questo non accade. I due abbracciano il genere, ci giocano, lo comprendono e lo sfruttano e il risultato è piacevole.

Piacevole ma tutto sommato trascurabile. Perché Come quando eravamo piccoli non riesce a lasciare un segno nella maniera in cui lo fa Aqualung. La lettura passa inosservata, forse per colpa di un meccanismo narrativo sin troppo perfetto, forse per la difficoltà nel riuscire a emozionare davvero lo spettatore. I due ci provano, si sforzano, ma lo fanno attraverso il cinema e non con il fumetto. A Come quando eravamo piccoli mancano i suoni, la musica, manca la tridimensionalità degli attori che ci aiuta a sospendere la nostra incredulità davanti a svolte narrative molto costruite. Sembra una storia finta, perfino fredda a volte, con cui è davvero difficile empatizzare con il protagonista a causa di una scrittura eccessivamente precisa, perfetta per il cinema ma meno per il fumetto proprio perché il secondo necessita di un ancoraggio alla realtà diverso da quello cinematografico, e che qui purtroppo manca.

Matteo Contin
@matteocontin


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