#SalTo16: tra anime arabe e zuppa di lenticchie a colazione


14-15 maggio 2016, Torino. Non c’è definizione che tenga, Il Salone del Libro è tante cose: uno spazio di esperti che s’incontrano, luogo dove si vendono più persone che libri,  ma anche e sempre una fiera di popolo.
Alla manifestazione quest’anno hanno preso parte ben oltre mille editori, di tutte le dimensioni, proponendo presentazioni e incontri con gli autori, reading  e interviste.
Tra gli ospiti più attesi, Shirin Ebadi, avvocata e attivista iraniana,  prima donna musulmana a ricevere il Premio Nobel per la Pace nel 2003, che ha presentato insieme a Concita De Gregorio, la sua ultima opera politica:  Finchè non saremo liberi. Iran. La mia lotta per i diritti umani. 
Molti gli scrittori italiani come Roberto Saviano che festeggia i dieci anni dalla pubblicazione di Gomorra,  Arnando Massarenti con le sue 20 lezioni d’amore e tantissimi altri. Tra gli ospiti stranieri la scrittrice americana Marilynne Robinson, icona nazionale che, come lei stessa racconta, recentemente è stata omaggiata dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama con una visita a casa sua. Il Salone non si è fatto mancare momenti toccanti, come quello con Antoine Leiris l’uomo che a Parigi ha perso la moglie nella strage del Bataclan ed ha commosso tutto il mondo con la sua lettera ai terroristi intitolata Non avrete il mio odio. Apprezzati e affollati gli incontri con gli scrittori arabi, spesso sconosciuti a un pubblico italiano curioso ma soprattutto interessato a ricevere risposte su un mondo che affascina e spaventa.

Adonis: anima araba
Molto seguiti dal pubblico gli incontri Anime arabe, spazio curato da Lucia Sorbera, studiosa del  mondo islamico e dalla giornalista Paola Caridi. Se si vuole conoscere il mondo arabo non si può non leggere Adonis, poeta, saggista e  intellettuale siriano, che sabato 14 maggio ha presentato la sua ultima opera letteraria: Violenza e Islam. Adonis fornisce un’agenda per la modernità ─ suggerisce il direttore de  «La Stampa» Maurizio Molinari ─  fornendo al pubblico una mappatura completa delle ragioni storiche, sociali e politiche dell'intreccio tra Islam e violenza. Adonis ha spiegato come potere, denaro e violenza siano legati fin dalle origine della storia dell'Islam, «Maometto era un commerciante, i primi tre califfi erano commercianti, tutti e tre furono assassinati». Il poeta ammette come Il Corano sia il fondamento della politica nel mondo arabo, tuttavia il lato pratico della violenza si basa su una lettura sbagliata del libro sacro.  Esistono tre tipi di interpretazioni: le prime due (wahabita e  sciita) dichiaratamente politiche, la terza, quella mistica, che è  più spirituale, una vera rivoluzione all’interno dell’Islam.
Il problema della violenza, secondo Adonis, è attribuibile al fatto che oggi prevalga maggiormente la dimensione della legge piuttosto che quella spirituale.  «Esiste la possibilità di un cambiamento?» ha chiesto Maurizio Molinari. «Esiste» ha risposto Adonis. «Occorre ripensare i fondamenti giuridici degli stati islamici: religione e Stato devono essere separati». In Violenza e Islam Adonis ricerca le risposte in una conversazione con una donna, non a caso. «La base per la liberazione» conclude Adonis «è infatti la femminilità».


Grandi Ospiti: Marilynne Robinson
Domenica 15 maggio. In Sala Azzurra, Michela Murgia presenta la scrittrice americana Marilynne
Robinson, alla quale viene conferito il Premio letterario internazionale Mondello. Lila è il titolo del suo ultimo romanzo della saga, in cui l’autrice spiega di voler riportare la morale cristiana al centro della Letteratura.  Marilynne Robinson è infatti una teologa protestante oltre ad essere una scrittrice, che riflette sull’amore, la religione e le migrazioni. Dovremmo adottare una risposta più umana possibile verso le persone che scappano dai luoghi in guerra – dice -  non è saggio, né economico arrivare a creare un divario tra noi e queste persone.  
Molti si sono chiesti come mai proprio Marilynne Robinson per questo premio? 
Perché – spiega Michela Murgia  – con i suoi libri si è mostrata capace più di altri di rendere narrativamente il dono perduto dell'Epica contemporanea. 
Un'Epica rintracciabile probabilmente nell'espressione della religiosità americana e in alcune figure cardine della sua produzione, come quella del reverendo ad esempio.



Crossover. Zuppa di lenticchie a colazione
Una novità del Salone del Libro 2016 è stato Crossover, un palinsesto per gli amanti di fumetti e graphic novel. Grande apprezzamento suscitato dall'allestimento del Bookstock Village, il padiglione dedicato ai giovani da 0 a 20 anni, con al centro il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, un’istallazione di oltre 10 mila libri.
Tutto esaurito domenica 15 maggio all'Arena Bookstock, dove Zerocalcare ha presentato Kobane Calling, reportage a fumetti che narra la sua esperienza in Kurdistan. 
Zerocaclcare ha raccontato  come l'esperienza tra Iraq, Siria e Turchia lo abbia segnato molto, così come le persone «con cui ho mangiato e dormito». 
A chi gli domanda quali tematiche polito-sociali tratteranno i suoi prossimi fumetti, Zerocalcare risponde: «io non sono un service, di quelli che si devono esprimere su tutto senza sapere niente». Un’importante lezione sulla libertà dell’arte, svincolata dalla logica del pezzo che vende.



Isabella Corardo