Giù dal treno dell'infanzia: Scout torna a Maycomb

Va', metti una sentinella
di Harper Lee
Feltrinelli, 2015

pp. 368
€ 18 (cartaceo)

Il pregiudizio, parola sporca, e la fede, parola pulita, hanno qualcosa in comune: cominciano entrambi là dove finisce la ragione. (p. 262)
Jean Louise prende un treno dopo più di cinquant'anni da quando l'abbiamo conosciuta nell'irripetibile Il buio oltre la siepe: ora ha ventisei anni, vive a New York e torna alla sua Maycomb con una mentalità più aperta, ma con lo stesso attaccamento alla sua terra. Certo, ormai vede la realtà senza l'ingenua fiducia di quando la chiamavano tutti "Scout" e ficcanasava nelle cause di suo padre Atticus. Ma è pur sempre una Finch, e come tale è destinata a ficcanasare di nuovo in una Maycomb che pare più chiusa, sospettosa verso i neri e drammaticamente reazionaria.
Intanto tutto è invecchiato: oltre alla città, le persone care. Così la cara Calpurnia, la governante di colore che ha cresciuto Jean Louise e suo fratello Jem dopo la morte della madre, ha ormai perso la vitalità di una volta. Soprattutto, dimostra un singolare sospetto nei confronti dei concittadini, Jean Louise compresa. 

E soprattutto Atticus, l'avvocato che tutti vorrebbero e il padre "illuminato" che era riuscito a crescere i suoi due bambini con principi sani di giustizia sociale e libertà, è ormai invecchiato e lotta giornalmente con le sue mani, che lo tradiscono. Ma non è l'aspetto fisico la più grande differenza tra presente e passato: c'è quel che Jean Louise vede, e che la scuoterà drammaticamente, mettendo in crisi ogni suo rapporto, in un crescendo di ansia e intensità: 
Un uomo che ha vissuto ispirandosi alla verità - e tu hai creduto in quello che ha vissuto -, quando tradisce la tua fiducia non ti rende solo diffidente, ti lascia con un pugno di mosche. Credo che sia per questo che sono quasi fuori di me...
(p. 178)
Accanto ad Atticus, gli zii: Alexandra, una «vecchia pomposa e meschina» che incarna perfettamente i pregiudizi della buona società di Maycomb; e lo scriteriato ma (solo apparentemente svampito) zio Jack, che si rivelerà estremamente saggio nel corso del romanzo e una macchietta divertente e divertita in tanti altri passaggi.
 
Se una parte di Maycomb invecchia, un'altra si limita a crescere, proprio come Jean Louise: è Hank, l'amico di una vita, che, dopo aver salvato Scout da tante avventure e vergogne, è diventato un possibile pretendente. Jean Louise esce con Hank, ma qualcosa le ripete di mantenere sempre la sua indipendenza, al contrario di quanto vorrebbe la tradizione di Maycomb. Tra i due c'è sempre stata una profonda intesa, e adesso Jean Louise si trattiene volentieri con Hank, addirittura fa il bagno con lui di notte, suscitando scandalo in tutto il paese. Dunque, cosa le impedisce di accettare la proposta di matrimonio che è sospesa nell'aria? 

Con la consueta bravura, Harper Lee riprende per mano il lettore con una protagonista che è cresciuta ma non si smentisce per nulla, e dal presente poco ospitale torna a un passato che racconta l'infanzia e l'adolscenza di Scout, le sue ribellioni, la scoperta della femminilità e del proprio corpo,... Tutto torna a sprazzi vividissimi, tra episodi estremamente divertenti  che stemperano con dialoghi e allegria un'atmosfera molto più cupa nel presente. Lì, quando le leggi razziali e il Klan imperversano, la voce di Jean Louise, il suo sdegno, la sua disperazione portano il lettore a preoccuparsi del suo destino come se si trattasse di un'amica o di una sorella. Inevitabile, poi, leggere le ultime trenta pagine d'un fiato, e anche con un po' di tachicardia. 

GMGhioni

La frase sottolineata:
«Inferno è l'eterna separazione». (p. 220)