#BCM14: incontro con Sophie Kinsella

Si chiama Madeleine Wickham ma è meglio nota con lo pseudonimo di Sophie Kinsella ed è la più famosa scrittrice di letteratura glamour e commedie romantiche. 
21 libri per un totale di 36 milioni di copie in tutto il mondo e una serie, I love shopping, dedicata alle buffe vicende di Becky Bloomwood, la più nota shophaolic della letteratura.
Sophie Kinsella ci saluta con un gran sorriso nella sala dell'Hotel Manin di Milano e sembra davvero contenta di essere lì, con noi, a raccontarsi. Il pubblico milanese l'ha già accolta con affetto la sera prima, al Castello Sforzesco, nella cornice di un incontro di Bookcity Milano dedicato proprio al fascino della letteratura glam. Ironia, humor e talento narrativo fanno di Sophie Kinsella l'idolo di milioni di lettrici di ogni lingua e cultura, che si riconoscono in Becky, in quelle attitudini tutte femminili e nelle ossessioni che almeno una volta nella vita ogni donna ha vissuto sulla propria pelle.
Becky è tornata con I love shopping a Hollywood (da poco in libreria per Mondadori Libri) ed è più decisa che mai a combinare ancora guai. Nuove avventure la aspettano nella città delle stars dove si è trasferita insieme al marito Luke e alla piccola Minnie. Tutto a Hollywood sembra brillare, tra locali alla moda, red carpet e set cinematografici, ma anche stavolta Becky capirà a sue spese che le cose non sono sempre come appaiono. 
Avevamo tante domande per Sophie, sul nuovo libro, sul suo mondo di storie e personaggi, sulla moda come state of mind ed ecco come l'autrice si è raccontata:
I miei libri sono come i miei figli, non riesco a dire quale preferisco. Probabilmente ho una predilezione per il primo I love shopping; è con lui che ho trovato una nuova voce, ho dato il benvenuto al personaggio di Becky che poi è diventata la mia amica numero uno, il mio alter ego. Quel libro ha segnato l'inizio di una nuova era. 
Con I love shopping Sophie ha trovato la sua voce comica, prima inesplorata:
Mi sono sentita più coraggiosa come scrittrice nell'essere divertente. Ho deciso di provare e vedere se avrei trovato sostenitori. Ed è andata bene. 
Questo lato comico le permette di esplorare e mettere su pagina il mondo femminile in tutte le sue sfaccettature: le fragilità e i punti di forza, l'indipendenza e le idiosincrasie.
Per giocare un po' le abbiamo chiesto se le fosse mai venuto il desiderio di scrivere un libro che abbia per protagonista un uomo.
Effettivamente mi è venuta l'idea di scrivere un libro dal punto di vista di un uomo, ma poi mi sono chiesta: 'Ce la farei?'. Ne dubito. Io scrivo delle donne in modo assolutamente istintivo, mettendo su carta quello che penso. Chi lo sa cosa c'è davvero nella testa degli uomini? Un I love shopping al maschile sarebbe estremamente breve: 'Mi sono alzato, ho comprato un capo che mi è piaciuto'. Fine. 
Ma qual è l'aspetto dei libri di Sophie capace di catturare l'attenzione e i desideri di così tante lettrici? E qual è la spinta? Identificazione? Desiderio di emulazione?
Credo che la maggior parte dei lettori si riconoscano negli errori di Becky, nel suo non sapere bene cosa fare. Tutti noi abbiamo debolezze e difetti e le donne in particolare sono spinte a pensare: 'Come potrei sistemare le cose in un modo migliore?' E poi Becky è un personaggio sognante, un po' come tutte noi. 
Ma non c'è solo il mondo femminile nei suoi libri, c'è anche un ritratto accurato della società contemproanea con le sue manie, non di rado ossessive: lo shopping compulsivo, lo yoga e la meditazione e, soprattutto, la passione per il cibo sano, sempre più attuale.
La reazione del pubblico è positiva: ho attraversato gli Stati Uniti, da New York alla California, e ho visto la gente ridere di queste follie, con un ottimo senso dell'umorismo. Molti di loro agli eventi bevevano quei multivitaminici succhi organici verdi e confesso che la voglia è venuta anche me!
Claudia e Sophie
L'attualità è anche recessione economica e già in I love mini shopping Sophie ha fatto riferimento alla crisi:
Come al solito, anche in quell'occasione Becky ha avuto una reazione esagerata, si era ripromessa di non acquistare più nulla, di darsi al baratto dei vestiti e di indossare almeno tre volte lo stesso abito prima di comprarne un altro. Tanta gente mi ha chiesto: 'Come fai a scrivere I love shopping in un periodo in cui c'è una crisi economica così grave?'. Io ho risposto: 'Per me è perfetto. Un problema che era precedentemente solo di Becky adesso diventa di tutti.' Ma Becky non si ferma davanti a niente. 

Le abbiamo chiesto anche come vive la stesura dei suoi libri. Per un'autrice che ha un successo di pubblico così straordinario, non deve essere facile isolarsi dal passaparola della rete, non farsi influenzare dalle opinioni dei lettori:
In passato avevo un forum sul mio sito web, tantissimi fan scrivevano consigli e suggerimenti. Ho chiesto loro di fermarsi perché in fase di stesura sono molto distratta da questa influenza, dalle idee degli altri. Mi piace scoprire la loro reazione, i  commenti ai personaggi, ma non seguo per filo e per segno i loro commenti. Questo interrompe il  mio flusso di pensiero. 
In molti sono curiosi di sapere anche quanto ci sia di Sophie nei personaggi dei suoi romanzi:
Praticamente in tutte le eroine dei miei libri c'è una parte di me: l'ossessività, l'essere un po' disordinata. Ma io sono una scrittrice di fiction e quindi invento, creo nuovi mondi e situazioni che non necessariamente mi appartengono. 
Ma Sophie e Becky sono accomunate anche dal grande amore per lo shopping. La moda entra nei suoi libri come protagonista assoluta.
Vado in giro per negozi per prendere ispirazione, è un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo! Non posso fare riferimenti troppo espliciti all'attualità perché non so se effettivamente nel momento in cui uscirà il libro un determinato fenomeno sarà ancora attuale. Mi piace fare un mix tra marchi classici e di tendenza e spesso invento. 
E poi ci sono anche i libri firmati da Madeleine Wickham e non da Sophie: aveva solo ventiquattro anni quando ha pubblicato il primo libro usando il suo vero nome:
Molti iniziano con le autobiografie, io ho voluto fare esattamente l'opposto: ho parlato di gente più grande di me, con problemi che non erano i miei, ho cercato di raccontare quello che sapevo di altri. In quel periodo dovevo provare a me stessa e agli altri che ero capace di scrivere e non che fossi capace di parlare di me. Volevo dimostrare di essere una scrittrice di romanzi. Anche quei libri hanno avuto successo, ma dopo un po' di anni ho acquistato fiducia e mi sono detta: 'Adesso puoi rilassarti, prova a essere divertente. 
 Serve tanta fiducia per essere una scrittrice di comedy. 
Abbiamo parlato di tanto altro con Sophie: del cinema e dei nuovi progetti. Sta già lavorando a un nuovo I love shopping (ma non ci ha svelato dove sarà ambientato) e a giugno verrà pubblicato in Italia un suo libro Young Adult intitolato Finding Audrey. 
Ci ha svelato anche quali sono i suoi scrittori preferiti: Dave Eggers, Jojo Moyes, David Nicholls, Marian Keyes.  E se invece ha bisogno di evadere? Nessun dubbio: sceglie sempre Agatha Christie.


Claudia Consoli