Una giornata alla Rassegna della Microeditoria di Chiari



Venerdì 9 novembre
ha avuto inizio la decima edizione della Rassegna della Microeditoria di Chiari (Brescia), che quest’anno si intitola “Il vento dello spirito. Ripartiamo dall’uomo”. Nella splendida cornice della liberty Villa Mazzotti si sono incontrati piccoli e medi editori italiani che hanno esposto e presentato, negli stand allestiti, i propri volumi al pubblico. Una tre giorni di cultura a tutto tondo con presentazioni, letture, rappresentazioni sceniche, laboratori creativi, dibattiti sui libri (e non solo!). Come si legge anche sul sito (molto completo) dedicato alla Rassegna (http://www.microeditoria.it/), la parola “Microeditoria” è stata coniata per definire l’attività creativa e produttiva di quei piccoli e medi editori che pubblicano meno di dieci titoli l’anno. Ma credo che, oltre che un dato quantitativo, il termine connoti una serie di realtà editoriali impegnate nella ricerca di una qualità letteraria e di una progettualità precise. Dalle case editrici che puntano alle nicchie di pubblico a quelle caratterizzate da un’offerta più generalista, la Rassegna mi ha mostrato le molteplici sfaccettature di un mondo ricco di voci. Muovendomi tra gli stand ho avuto occasione di dialogare con gli editori e anche con qualche autore. Alcuni di loro mi hanno raccontato come sono nate le collane, quali sono i generi su cui hanno puntato, i testi che hanno avuto maggiore riscontro di pubblico. Ho notato che in molti si indirizzano sulla saggistica, magari su testi un po’ più ricercati; altri non mancano, invece, di riproporre i grandi classici in collane tascabili. Ho visto, inoltre, che la poesia domina su molti dei banchi allestiti, soprattutto in interessanti forme di derivazione orientale, come i componimenti Haiku. Oltre agli allestimenti veri e propri, il programma della Rassegna è fitto di eventi che si susseguono numerosi nelle magnifiche sale della Villa. Ho scelto tre incontri dai temi molto diversi perché ero interessata a cogliere lo spirito di una manifestazione che, già da una prima osservazione, mi era apparsa ricca e multiforme.

Alle 12.30 ho seguito la presentazione di Enrica Menozzi ed Ester Crisanti di Ridigito (http://www.ridigito.it/), intitolata “E-book to the future”, sui temi dell’editoria digitale, l’e-book publishing, i formati, le applicazioni. Il taglio estremamente divulgativo ha permesso di cogliere i punti essenziali di quello che si profila come un vero e proprio cambiamento materiale delle modalità di lettura e pubblicazione dei testi. 


Abbiamo discusso del significato di “libro elettronico” e degli strumenti con cui esso viene costruito: il formato e-pub come standard riconosciuto (attualmente giunto alla versione 3.0, basata sul linguaggio di markup HTML 5), ma anche le applicazioni e gli strumenti tecnici con cui si progetta materialmente un e-book. I professionisti hanno mostrato degli esempi per evidenziare le diverse possibilità di costruzione di libri elettronici: testi cartacei che diventano e-book, prodotti del tutto nuovi che sfruttano l’interattività e, infine, altri totalmente innovativi che si basano sulla multicanalità. È evidente che ci si muove nella direzione di prodotti testuali concepiti per essere pubblicati e fruiti su diversi supporti e la sfida sarà progettare le strutture letterarie e narrative anche in funzione di essi. È stato affrontato velocemente anche l’interessante tema della disintermediazione in atto all’interno della filiera editoriale e del ruolo degli aggregatori, oggi essenziali nell’editoria digitale perché incaricati di consigliare sui formati e gli strumenti, di fornire i servizi di conversione, i dati statistici, la rendicontazione sulle vendite.
Dall’editoria digitale alla poesia il basso è breve: un’ora dopo mi ritrovo ad ascoltare poeti e traduttori dell’associazione culturale “Thauma” (http://www.thauma.net/chi.html), nata a Pesaro nel 2005 e costituitasi come casa editrice nel 2008. Ho avuto modo di conoscere lo spirito di due innovativi progetti come la “Collana poetica itinerante” e la “Collana poetica internazionale”. La prima spicca nel panorama editoriale italiano per la sua costruzione: si basa sull’idea di una serie di testi poetici divisi per regioni. In ognuna lavora un gruppo di curatori, incaricato di scoprire talenti letterari da destinare alla pubblicazione, ma anche di creare una rete all’interno del territorio, entrando in contatto con librerie, associazioni, circoli culturali. Della “Collana poetica internazionale”, ho potuto apprezzare i testi di Vasilij Filippov (“È sempre accaduto a noi”), Angye Gaona (“Nascita volatile”) e Dave Lordan (“Sopravvivere alla crisi”). I tre volumi, pubblicati nel 2012, sono stati introdotti rispettivamente da Serse Cardellini (il quale è anche poeta e autore di altre raccolte edite da Thauma), Andrea Garbin e Fabio Barcellandi, traduttori dei volumi di Gaona e Lordan. L’incontro era intitolato “Tre esistenze, tre poeti, tre resistenze” perché incentrato sulle figure e sulle parole di tre poeti che provengono da diverse parti del mondo (la Russia, la Colombia e l’Irlanda) e che si sono, in modi differenti, scontrati duramente con la realtà, trasferendo poi questa lotta nei loro testi. Dal racconto della permanenza nel carcere psichiatrico di Arsenal'naja di Filippov, al surrealismo venato di sfumature “civili” di Angye Gaona, passando per l’iperrealismo musicale di Lordan. Questi assaggi di letture mi hanno fortemente incuriosita e invogliata ad esplorare la produzione di Thauma.

La giornata si è conclusa con un’ultima presentazione, quella del volume “Dov’è Nikolajewka. Il sacrificio dei soldati italiani nella neve di Russia (1941-1943)" di Maurizio Abastanotti, edito da Liberedizioni. All’incontro hanno partecipato anche Aleardo Gusmeri, Presidente dell’Unione Nazionale Italiana Reduci di Russica di Brescia e il giornalista Marcello Zane. Il libro di Abastanotti, già autore di altri due volumi di argomento storico, ha un carattere estremamente sperimentale perché non si accontenta di raccontare uno degli episodi principali del secondo conflitto mondiale attraverso un taglio storico-divulgativo: al racconto integra anche un fumetto e, infine, l’elenco dei caduti. Tre forme di documentazione diverse, dunque, per perpetuare il valore del ricordo, quella “severità e rigore di memoria” invocati come principi fondanti dell’indagine storiografica. Un libro articolato, che spicca nel panorama della tradizionale memorialistica militare italiana, concepito per parlare soprattutto ai più giovani mediante l’interazione di forme e strutture discorsive diverse. Dal libro è stato anche tratto un toccante monologo teatrale.



 Quella che vi ho mostrato è solo una delle tante facce di un evento plurale, che raccoglie ogni anno un gran numero di visitatori, nello specifico molte famiglie attratte dai numerosi stand dedicati alla letteratura per l’infanzia e dai laboratori creativi per i più piccoli. Ti accorgi che è piacevole trascorrere un week end d’autunno in mezzo ai libri, curiosando tra testi antichi e moderni
Magari scopri, piacevolmente sorpresa, che la milanese “La vita felice” ha pubblicato una nuova edizione di un trattato del 1776 di Denina intitolato“Bibliopea o sia l’arte di comporre libri”, proprio quello che hai studiato all’università pensando che fosse un tipico libro da approfondimento accademico e che, invece, vedi lì nella sua veste moderna e – perché no – accattivante, con questo titolo senza tempo. Perché sì, il fascino dei buoni libri raramente tramonta.





Claudia Consoli