Pillole d'Autore: Edgar Lee Masters e l'Antologia di Spoon River


Edgar Lee Masters nasce nel 1868, in un giorno di fine agosto, a Garnett, Kansas, da una famiglia saldamente legata agli ideali patriottici dei pionieri americani e ai rigidi principi dell'educazione sudista. Fin da bambino dimostra una netta propensione per gli studi umanistici, iniziando a comporre le prime poesie durante il periodo del liceo. Dopo avere frequentato per un anno il Knox College, viene convinto dal padre ad interrompere il suo percorso universitario. Masters inizia allora a lavorare come avvocato, ma questa soluzione non lo soddisfa e dopo una lite con la madre, all'età di ventitrè anni, lascia la famiglia e si trasferisce a Chicago

La città in quell'epoca era il più importante centro letterario e culturale degli Stati Uniti e l'autore, grazie ad un un ambiente sociale favorevole, trova l'ispirazione necessaria per iniziare nuovamente a scrivere. Nel 1913 il direttore del Reedy's Mirror di Saint Louis, W. M. Reedy, gli suggerisce la lettura dell' Elegia scritta in un cimitero di campagna di Thomas Gray. Questo testo poetico fondamentale, insieme agli epirammi dell'Antologia Palatina, costituisce il punto di partenza per l'elaborazione dell'Antologia di Spoon River. Dei 244 componimenti che si possono legere nell'edizione definitiva, i primi a vedere la luce sono La Collina, Fletcher McGee e Hod Putt pubblicati sul Mirror sotto lo pseudonimo di Webster Ford. Seguono altre poesie con periodicità fino al 1915, poi raccolte lo stesso anno in un unico volume, fino ad arrivare alla versione ufficiale nel 1916. 

Questo è il momento d'oro di Masters, l'anno in cui il frutto della sua attività di scrittore lo conduce ad uno straordinario successo, folgorante quanto dibattuto. La critica si divide infatti in modo netto: da un lato c'era chi riteneva l'Antologia la raccolta poetica che aveva rifondato la letteratura americnana, dall'altro, i detrattori ne parlavano come di un'opera di poco conto, la continuazione di una tendenza che a livello tematico si concentrava su argomenti più o meno bucolici. Mario Praz scrive, nel 1950, a proposito di Masters: " La sua poesia si allinea coi motivi di canzoni popolari che s'attaccano ad una generazione come un'epidemia, piuttosto che con le opere che sono, nelle parole di Tucidide, un tesoro per sempre".
Quel che è certo, è che il grande clamore suscitato in patria sarà ben presto dimenticato. Terminata la seconda guerra mondiale, la capitale culturale degli USA si sposta da Chicago a New York, si assiste ad una rivoluzione dei gusti letterari e iniziano ad emergere nuovi scrittori come Amy Lowell e Ezra Pound. 
Cambiando scenario, però, cambiano le cose: per l'Europa è arrivato finalmente il momento di conoscere Masters. Nel 1943 Einaudi cura una prima edizione italiana dell'opera, grazie anche all'impegno della straordinaria Fernanda Pivano, che si occupa della traduzione. Oggi l'Antologia di Spoon River è il libro di poesia più letto nel nostro paese

Così si esprimeva Pavese sulle pagine de Il Saggiatore
"Come non riconoscere in lui [Masters] la stirpe degli Hawthorne e dei Melville, infaticati e misantropici scrutatori del cuore e dei dilemmi della vita morale? Torniamo a ripetere, caso mai ce ne fossimo scordati, che questo volume di liriche fa racconto, fa dramma. E questa è, per noi letterati, la sua attualità più scottante".
(Testo di riferimento: Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River, Oscar classici moderni, Arnoldo Mondadori Editore).


Ernest Hyde


La mia mente era uno specchio:
vedeva quello che vedeva, sapeva quello che sapeva.
In gioventù la mia mente era soltanto uno specchio
su un'auto che vola via veloce,
che cattura e disperde frammenti di paesaggio.
Poi con il tempo sullo specchio si sono prodotte crepe profonde,
che lasciavano entrare il mondo esterno,
e lasciavano il mio mondo interiore guardare fuori.
Nasce così l'anima nel dolore,
una nascita di guadagni e di perdite.
La mente vede il mondo come una cosa separata,
e l'anima fa del mondo un'unità con sè stessa.
Uno specchio tutto crepato non riflette immagine alcuna-
e questo è il silenzio della saggezza.

Yee Bow

Mi mandarono alla Sunday-school
a Spoon River 
e provarono a farmi lasciare Confucio per Gesù.
Peggio di così non potevo sentirmi
se avessi provato a far lasciare loro 
Gesù per Confucio.
Perchè, senza alcun preavviso, come fosse uno scherzo,
aggredendomi alle spalle, Harry Wiley,
il figlio del prete, mi ficcò le costole nei polmoni,
con un colpo di pugno.
Ora non dormirò più con i miei antenati a Pechino
e figli non ci saranno a onorare la mia tomba.

George Gray

Molte volte ho osservato il marmo
che hanno scolpito per me-
un vascello con una vela ammainata
alla fonda in un porto.
In verità ciò non rappresenta la mia destinazione,
ma la mia vita.
Perchè mi fu offerto l'amore e io
fuggii i suoi disinganni;
il dolore bussò alla mia porta, ma ebbi paura;
mi chiamò l'ambizione, ma le opportunità mi hanno
terrorizzato.
Eppure continuavo a desiderare
di dare un significato alla mia vita.
E ora io so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino
dovunque conducano il vascello.
Dare un significato alla propria vita
può finire in follia,
ma la vita senza significato è la tortura
del senza requie e vago desiderio-
essa è una vascello che smania per il mare
e ne ha paura.