K.Lit 2012: una retrospettiva del primo festival dei blog letterari





 THIENE (Vicenza), 7-8 luglio 2012
 1^ edizione del Festival dei Blog Letterari in Europa


A che servono i blog letterari? Quali le potenzialità e quali gli attuali impieghi? E quale sarà il futuro? Reinventarsi, diventare imprenditori della parola in proprio o in redazioni, scrivere di sé o di libri, musica, cinema, spettacolo, ambiente; creare un libro a puntate o accorgersi che, nostro malgrado, quei lacerti sul web stanno assumendo una forma, ben più strutturata di quello che avremmo pensato... Queste sono solo alcuni dei moltissimi aspetti trattati a K.Lit in questo battesimo del fuoco: primo festival dei blog letterari in Europa. Grandi responsabilità e aspettative, nonché tantissimi occhi puntati, spesso occhi puntati contro aprioristicamente. Ma  andiamo con ordine.

Per prima cosa, i dati di fatto. L'organizzazione del festival è stata impeccabile: meritano dunque un plauso l'ideatore del festival, Morgan Palmas, la coordinatrice, Marta Delle Carbonare, e tutto lo staff. Passeggiando per le vie di Thiene nel weekend k.Lit era decisamente palpabile l'impressione di trovarsi in una curatissima macchina a orologeria. Valgano come esempi il puntuale rispetto della scaletta - una vera e propria rarità, in questo tipo di eventi - e la cura dell'immagine del festival, attraverso la quale si è voluto trasmettere un preciso messaggio culturale, d'ampia apertura, e senz'ombra di dubbio meno specialistico di quello che l'etichetta di festival dei blog letterari potrebbe lasciar intuire. Per chiudere il cerchio, si deve necessariamente aggiungere che chi è stato chiamato a intervenire, lo ha fatto con entusiasmo e (nella maggior parte dei casi) con competenza e buoni argomenti. 

Insomma, i buoni ingredienti ci sono, eccome. Con l'aggiunta di un ottimo risultato: aver creato, nel mondo degli eventi letterari, una finestra di realtà in cui i blogger potessero incontrarsi da protagonisti, non come figure ancillari del mondo letterario ed editoriale. In due parole, k.Lit ha offerto ai blogger la possibilità di "fare rete fuori della rete", di uscire dal proprio habitatEppure, c'è chi ha precocemente decretato il flop, e chi ha mosso diverse critiche: segno che questa edizione può portare a casa un bilancio positivo, ma con la promessa di far qualcosa di più. Nel nostro doppio ruolo di relatrici e spettatrici, non abbiamo potuto fare a meno di rilevare alcuni elementi che condividiamo con voi.

Prima del festival. L'organizzazione è stata piuttosto attiva sui social network, specialmente su Facebook, con una serie di simpatiche attrattive come gli interventi di Mister K o la serie di Celebri dinieghi alla partecipazione del festival. Senza dimenticare che il Microfestival ha attraversato un po' tutta la penisola per anticipare argomenti di discussione e preparare la strada all'evento. Tuttavia, alcune piccole note: il continuo aggiornamento del programma, che è stato pubblicato in via definitiva soltanto una settimana prima dell'inizio del festival, ha creato un po' di disorientamento anche fra le fila degli stessi relatori. Un consiglio per la prossima edizione sarebbe di affiancare, per esempio, accanto al nome del relatore quello del blog per cui scrive: in un universo eteronimico come la blogosfera è necessario quanto la foto su un documento d'identità.

Festival in progress. Sette location per oltre duecento eventi: a pochi passi dalla piazza principale, ecco che prendono vita discussioni animate, confronti, interviste, intervallati da balletti, musica e intrattenimento in una Thiene bollente. Non manca l'attenzione all'arte, con installazioni e mostre di quadri e sculture nelle diverse sale che ospitano gli incontri. Né è mancata l'attenzione ai più piccoli, con forme di intrattenimento ludico o tavole rotonde dedicate. 

Tweetin' the event. Non erano previsti interventi specifici di live tweet o storify dell'evento. Abbiamo comunque faticato per stare al passo con i tanti eventi: diventava impossibile fare uno storify, visti i contributi così eterogenei e dislocati in tanti posti. Nonostante l'afa spossante, sull'account Twitter di @Cletteraria non vi abbiamo però mai fatto mancare un live tweet vicino al parossismo, con l'hashtag #KLit.


La parola a CriticaLetteraria. Siamo stati avidi spettatori, ma siamo stati chiamati anche a dire la nostra sul rapporto fra critica letteraria e mondo accademico: la tavola rotonda a cui abbiamo partecipato è stata un ottimo esempio di quali risultati, in termini di qualità e contenuti, può dare un'occasione come K.Lit. I partecipanti potete vederli nella foto qui sopra: da sinistra, Alessandro Puglisi (web-content manager di Sul romanzo e moderatore della tavola), Laura Ingallinella per CriticaLetteraria, il prof. Emanuele Zinato dell'Università di Padova, Alberto Bullado e Antonio Lauriola da ConAltriMezzi. Soggetti differenti, esperienze profondamente diverse, ma è interessante notare come l'interazione, in questo ecosistema di diversità, significhi sostanzialmente arricchimento. I ragazzi di CAM hanno presentato i dati di un sondaggio  effettuato in rete proprio sul rapporto tra lettura e universo dei lit-blog; il prof. Zinato ha proposto un'interessante prospettiva teorico-letteraria sull'esperienza della (inter)attività della critica sul web; e noi, dal canto nostro, siamo partiti dalla nostra esperienza proprio per capire come alla luce di quella prospettiva l'opposizione tra web e mondo accademico (il mondo, per intenderci, della vera ricerca umanistica) esiste soltanto nella pratica della divulgazione, non nei valori operativi che sono un fondamento comune. Potete farvi un'idea di quel che abbiamo detto scaricando la nostra presentazione PowerPoint a questo link.

Tra amici ci si intende. Incontro è una delle parole-chiave di questa prima edizione di K.Lit: amici che non si vedono da tempo (i nostri amici di Le_Dita Marco Giacomello e Marta Traverso, gli amici di Ti racconto un libro Marta Perego e Christian Mascheroni), ma anche blogger conosciuti nel mondo della rete e mai "visti in faccia", come gli amici di ConAltriMezzi o autori che si conoscevano solo sulla carta stampata, come Gianluca Ferraris e Federico Baccomo.

Laura, Marco, Gloria e Marta in una pausa-caffé #KLit

Proposte per K.Lit 2013. Duecento appuntamenti in due giorni sono molti; forse troppi, per poter sfamare il desiderio dei presenti di partecipare il più possibile. Certo, la vasta scelta garantisce di non avere tempi morti e di seguire le inclinazioni del singolo spettatore, ma per più volte abbiamo dovuto rinunciare a incontri davvero interessanti. Forse il prossimo anno dovremo pensare noi blogger a presentarci con un cartellino che ci permetta di riconoscerci a una semplice occhiata: a posteriori, purtroppo è capitato di ritrovarsi taggati in foto varie dell'evento e di scrivere la fatidica frase "mi spiace tanto, non sapevo che fossi tu!".
Resta comunque un bilancio positivo e un ottimo ricordo di questa esperienza, come abbiamo detto in una recente intervista su Radio Zammù. E tanti spunti per fare, anno dopo anno, di K.Lit un appuntamento fisso della scena culturale italiana.

L. Ingallinella - G.M. Ghioni

Ecco il nostro album di K.Lit su Photobucket: