#100libridaleggereprimadimorire: una classifica nata da Twitter


Una piccola premessa. Per diversi anni, nel web italiano è circolata una classifica, attribuita a un sondaggio BBC, di 100 libri da leggere assolutamente almeno una volta nella vita. Diventata presto un simpatico meme - ogni lettore sfidava la propria biblioteca per scoprire quanti, tra quei cento libri, poteva vantare sul proprio scaffale - la lista era tuttavia una piccola bufala letteraria. La BBC, è vero, ha stilato una lista nel 2004 (potete consultarla qui), ma quella che abbiamo letto e condiviso in Italia era molto diversa: un fantasioso connazionale - un lettore forte, senza dubbio - avrà sicuramente, intorno al 2005, cancellato qua e là titoli ostici dalla lista originale e aggiunto, con criteri personali, opere italiane. La lista BBC, in effetti, era nata come una classifica di ambizione strettamente nazionale: e basta avere un pizzico di smaliziata confidenza con la nozione di canone letterario per capire che una classifica può mutare profondamente in base all'anno, al luogo e al criterio con cui questa viene redatta. Questa breve introduzione non serve ad altro che a spiegare perché - dopo un rovello pluriennale, lo ammetto - mi sono decisa a proporre un vero, onesto sondaggio che potesse sostituire questa lista "fatta in casa", magari usando il veicolo d'informazione social più in voga del momento: Twitter. 

Il sondaggio, con alcuni dati (noiosi, ma necessari). Alle 16:00 del 19 luglio abbiamo lanciato l'hashtag #100libridaleggereprimadimorire. Una stringa cacofonica, probabilmente un po' apocalittica, ma abbiamo seguito l'onda del momento, e ha funzionato: in un paio d'ore #100libridaleggereprimadimorire è diventato un trendtopic (TT), e nel giro di 24 ore - abbiamo raccolto i voti alle 16:00 del giorno successivo, il 20 luglio - abbiamo raccolto oltre 3.000 tweets, e oltre 700 titoli consigliati. Armati di pochi software - non siamo certo un'agenzia di marketing - ma di tanta buona volontà e di una buona formazione scientifica, abbiamo raccolto i dati, seguendo dei criteri che esponiamo per trasparenza. Abbiamo considerato validi i consigli di più libri dallo stesso utente; i retweet, che abbiamo considerato una scelta attiva di preferenza; per la stessa ragione, abbiamo escluso i retweet di uno stesso titolo da parte di uno stesso utente, nonché i (contenutissimi, per la verità) casi di singoli utenti che hanno ritwittato tantissimi titoli con frequenza tale da farci sospettare la mancanza di una vera selezione o preferenza dei titoli consigliati; per una questione d'onestà, non abbiamo valutato chi ha consigliato il proprio libro a evidente scopo pubblicitario. Vi spieghiamo questo affinché sappiate che, dietro la classifica che leggerete, ci sono davvero i consigli di chi, tra il 19 e il 20 luglio 2012, ha twittato #100libridaleggereprimadimorire.

Chi ha votato? Di solito, quando si presenta un sondaggio si specifica qual è il campione, e spesso questo pregiudica i risultati. Dando il via ai voti, pensavamo che la cosa sarebbe rimasta ristretta a un pubblico di bibliofili. Invece, il bello è stato proprio il contrario: tantissimi utenti di Twitter, lettori forti o meno, hanno voluto dire la propria. C'è stato chi ha ammesso di aver studiato imbambolato la propria libreria per mezz'ora, in cerca di un titolo; e chi ha candidamente rivendicato il proprio diritto a non leggere nulla (Pennac sarebbe stato contento, o forse no). Bastava un account Twitter.

Veniamo alla parte più interessante: i risultati. Il "vincitore" regna incontrastato sul podio, con uno stacco considerevole dal secondo e terzo titolo (anche considerando il margine d'errore). Il libro più consigliato dagli italiani, nel 2012, è il grande classico della distopia: 1984 di George Orwell. Una vittoria del genere, tanto schiacciante, non può che farci riflettere: in una congiuntura storica in cui l'uomo si sente schiacciato da meccanismi incontrollabili - la crisi economica, un sistema politico in cui non riesce più a riconoscersi - il primo fantasma in cui ci si rispecchia è quello del totalitarismo, che in un certo senso potrebbe spiegarsi come la dissoluzione delle libertà. Seguono a ruota due grandi classici, anche loro del Novecento: Cent'anni di solitudine e Il piccolo principe, esempi di grande capacità narrativa l'uno, e di incredibile semplicità simbolica l'altro. Troveremo il primo italiano soltanto al settimo posto, con un altro libro sugli orrori totalitari: Se questo è un uomo di Primo Levi.

Una nota per concludere. Chi è l'autore presente con il maggior numero di opere? Un pari merito tra due grandi scrittori: uno straniero e un italiano. Il primo è un grande classico universale: Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Il secondo è una presenza costante nel cuore degli italiani, che ha esplorato tutti i generi in punta di penna: Italo Calvino. Mi piace concludere così, con queste due scritture tanto diverse, che forse incarnano, nella loro diversità ex aequo, due aspetti fondamentali della natura umana.

- Laura Ingallinella

Ecco la classifica dei #100libridaleggereprimadimorire (2012)
(puoi scaricarla in formato Excel a questo link)