La società secondo Pontiggia


"Vite di uomini non illustri"
di Giuseppe Pontiggia
Milano, Mondadori, 1993


Un libro splendido. Di solito cerco di non far emergere niente di tanto smaccatamente soggettivo, ma in questo caso non posso evitarmelo. Pontiggia, con la sua ammaliante capacità narrativa e lo stile limpido mai banale, riesce a tratteggiare le vite immaginarie di altrettanti personaggi inventati, nati sul finire dell'Ottocento o ai primi del Novecento e vissuti attraverso le guerre.

Anche se l'autore fa il possibile per ritrarre spaccati di mondi diversi, molto spesso si occupa della classe medio-borghese, talvolta addirittura di qualche nobile, per evidenziare - senza mai giudicare - comportamenti ipocriti, in nome della buona facciata sociale.

Fulcro delle biografie, come del resto della vita umana, risulta essere il binomio lavoro-amore, costantemente indagato e senza falsi moralismi. Così i matrimoni si reggono spesso sull'abitudine o su reciproci tradimenti, e il lavoro molto spesso è motivo di afflizione o di esaltazione per i personaggi.

Il quadro che ne emerge non è rassicurante: la società che ritrae Pontiggia è opportunismo e gelosie, sentimenti autentici e impossibilità a realizzarli nel concreto, sincerità e finzione... E tanto altro ancora che non voglio anticipare, per non togliere la sorpresa. Un libro da leggere, ve lo consiglio vivamente.


Anathea