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50 biografie di personaggi illustri, tra bucce di banana e uccellacci neri...

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Che sfiga!
Storie di gente che ha cambiato il mondo ma poi qualcosa è andato storto
di Micol Beltramini
Illustrazioni di Giancarlo Ascari
Centauria, 2018

pp. 114
Euro 17,00

Sosteneva Eduardo che essere superstiziosi fosse da ignoranti, ma che non esserlo portasse male. Parole sante, e specialmente perché pronunciate da un napoletano eccellente come lui, a proposito dell’annosa questione della malasorte, che da sempre preoccupa e perseguita il genere umano. Ma se credete che, quanto a iattura, abbia piovuto sempre sul bagnato (anzi “sul diluvio”) di poveri diavoli e povere diavolesse, fareste bene a sfogliare Che sfiga! Storie di gente che ha cambiato il mondo ma poi qualcosa è andato storto, appena pubblicato da Centauria. A scorrere le biografie di cinquanta celeberrime personalità selezionate da Micol Beltramini e illustrate da Giancarlo Ascari parrebbe proprio che la sfortuna, come l’esemplare cacca di piccione, abbia voluto dimostrare di potersi accanire con crudelissima precisione anche su esistenze e posture “monumentali”, e dunque senza risparmiare grandi nomi dell’arte, della musica, del cinema e della letteratura. Leggere per credere: preparatevi alla più nefasta delle rassegne, e dunque a un’infilata di eventi tragici tali da declassare il pur concorrenziale curriculum di Paolino Paperino (non a caso il personaggio preferito dell’autrice); al punto che anche Madama Morte – fatta eccezione per i casi in cui Essa per prima non sia stata talmente balorda da coincidere con la iattura vera e propria – sembra spesso giungere come paradossale liberatrice, epilogo agognato di una vita resa impossibile dalla mala ventura.


Dai testi di Beltramini e dai disegni di Ascari si capisce subito che ironia e umorismo sono le migliori chiavi di accesso per questo affollato girone di anime sciagurate, mentre la ricorrenza grafica di bucce di banana e uccellacci neri è già un primo, efficace indizio dell’atmosfera generale del volume, sempre sospesa tra film horror di serie B, tragedia greca e slapstick comedy. Perché c’è davvero un po’ di tutto, tra incidenti, agnizioni, scambi di ruolo, coincidenze mancate, fallimenti di varia origine e natura e un assortimento di miserie corporali e morali capaci di risvegliare in parti uguali la compassione e il sadismo del lettore. Il cast, come si è detto, è tutto da Oscar: ci sono attori, musicisti e scrittori tra i più noti e amati dalla critica e dal pubblico, la cui infelicissima esistenza ha non di rado contribuito ad accrescerne il mito post mortem. Non è forse questo il caso della Principessa Diana, della cantautrice Janis Joplin, del poeta Giacomo Leopardi e della pittrice Frida Kahlo? Ma non mancano nemmeno casi esemplari del contrario, ovvero di esistenze interrotte in modo brusco, quando non addirittura ridicolo, da incidenti degni della più surreale delle sceneggiature: dal drammaturgo Eschilo, centrato in pieno cranio durante un sonnellino all’aperto da una testuggine sganciata da un’aquila in volo, all’attore Brandon Lee, colpito a morte da un proiettile non a salve durante le riprese del film Il corvo (in questo fu degno figlio dell’indimenticato padre Bruce, forse avvelenato da un finto antidolorifico…). E che dire della danzatrice Isadora Duncan che, dopo una collezione di fallimenti sentimentali, morì strangolata dalla sua sciarpa, rimasta impigliata tra le ruote della Bugatti su cui era appena salita dicendo “Addio, amici, vado verso l’amore”?

Come ci si sente, vi chiederete voi, una volta letta la biografia del cinquantesimo socio di questo sfigatissimo “Club” (che poi è quella dell’attore James Gandolfini, vittima di un infarto post-indigestione nell’estate del 2013)? Forse meglio, consolati dal fatto che lo status “calimerico” di cui tanto spesso ci lamentiamo sia più presunto che reale? Oppure peggio, ancora più scoraggiati dalla matrice democratica della malasorte? Per quanto il tono di Micol Beltramini oscilli tra il grottesco e il solidale, e per quanto le tavole di Giancarlo Ascari illustrino i singoli casi con trovate visive geniali, non prive di un certo buffo cinismo, un vago senso di inquietudine è da mettere in conto tra gli strascichi del volumetto. Insieme, si badi, a un pensiero insinuante e nemmeno troppo bizzarro, ovvero al sospetto che quella selezionata da Micol Beltramini sia un’élite fin troppo… esclusiva: perché chi renderà giustizia, adesso, a tutte le altre celebri vittime della sfiga che hanno subito l’onta di quest’ultima beffa, ovvero il confino fuori dalla classifica? Sarà forse proprio per questo che il volume “non chiude”: le due paginette finali, difatti, sono appositamente dedicate a un ipotetico Sfigato Numero 51, in teoria quello «preferito» da chi legge, che sarà libero di riempirle come vuole: magari con una foto e un “coccodrillo” prestampato, oppure con un’illustrazione e una biografia vergate di proprio pugno. E chissà che alla fine, per solidarietà e compassione – ma anche per malcelato amor proprio e per sentirci “cinquantunesimi tra cotanto senno” – non approfitteremo tutti di questa occasione per farci l’ennesimo selfie: uno scongiuro autoironico e precisissimo dedicato al Sisifo che in noi, ma soprattutto alla faccia di chi ci vuole male.

Cecilia Mariani


Sfortuna, jella, malasorte... più banalmente: sfiga. È quella che, in effetti, accomuna i 50 celeberrimi personaggi raccontati da Micol Beltramini (e illustrati ad hoc da Giancarlo Ascari) in questa nuovissima uscita di Centauria @centaurialibri. Volete sapere chi fa parte di questo sciagurato girone? E scommettiamo che li amerete tutti (o che li amerete ancora di più)? Come nelle barzellette, c'è anche un italiano, e si tratta del più famoso recanatese della storia. Non perdete la recensione di Cecilia Mariani, in arrivo sul nostro sito! #libro #book #instalibro #instabook #leggere #reading #igreads #bookstagram #bookworm #booklover #bookaddict #bookaholic #libridaleggere #librichepassione #libricheamo #criticaletteraria #recensione #review #recensire #recensireèmegliochecurare #centauria #micolbeltramini #giancarloascari #chesfiga #sfiga #giacomoleopardi
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