domenica 3 dicembre 2017

#CriticARTe - "Dentro Caravaggio": il mito del pittore lombardo che ancora affascina il mondo.

Dentro Caravaggio 
A cura di Rossella Vodret

Allestimento: Pierluigi Cerri, Corrado Anselmi
Luci: Barbara Balestrieri

Palazzo Reale 
Milano
29/09/2017 - 28/01/2018

biglietto intero: € 15 
biglietto ridotto: € 13
info: http://www.palazzorealemilano.it/wps/portal/luogo/palazzoreale






Il 29 settembre è stata aperta al pubblico la mostra Dentro Caravaggio, la seconda con sede al Palazzo Reale di Milano dopo quella curata da Roberto Longhi nel 1951.
A quanti si domanderanno quali segreti potranno ancora rivelare i capolavori dell'appassionato e controverso Michelangelo Merisi, la curatrice Rossella Vodret propone una nuova sfida, avvalendosi di un'analisi assai diversa da quelle finora svolte sui dipinti del pittore lombardo, poiché gli spettatori potranno usufruire delle scoperte frutto dell'imponente lavoro di ricerca di tipo archivistico e diagnostico iniziato a Roma del 2009 e conclusosi, per l'appunto, a Milano.
Particolare cura è stata riservata all'allestimento, costato più di 3,5 milioni di euro, mentre una menzione meritano anche gli sponsor: il Gruppo Bracco e Intesa Sanpaolo, dalla cui collezione arriva anche il quadro il Martirio di Sant'Orsola, probabilmente l'ultima tela dell'artista prima della sua scomparsa.

Come si è detto poc'anzi, gli esperti hanno incominciato le loro indagini dalle 22 opere attribuite con certezza alla mano del Merisi, indagini che sono state promosse dal Comitato Nazionale per la celebrazione del IV centenario della morte di Caravaggio e dalla soprintendenza speciale per il patrimonio artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della Città di Roma, per poi venire estese ad opera del Gruppo Bracco ad ulteriori 12 opere conservate in tutta Europa .

Oltre agli esami di tipo scientifico, sono stati utilizzati numerosi documenti per mezzo dei quali è stato possibile non solo appurare aspetti della travagliata esistenza del pittore, nato proprio a Milano nel 1571 e non a Caravaggio, come si crede comunemente, e morto a soli 39 anni nel 1610 a Porto Ercole, ma tese anche a stabilire con certezza la data dell'arrivo dell'artista a Roma, ben 3 anni prima rispetto a quanto aveva finora teorizzato la storia dell'arte.

Il percorso pittorico curato dalla Vodret con il sostegno del comitato scientifico presieduto dal curatore della sezione di Arte Europea del Metropolitan Museum di New York, Keith Christiansen, si fonda su 20 opere giunte da tutte il mondo e predisposte secondo 3 sezioni: Opere giovanili - Prima della Cappella Contarelli (nella Chiesa di San Luigi dei francesi a Roma) tra il 1597 ed il 1599; Opere della Maturità - Dopo la Cappella Contarelli (1602 - 1605) e Dopo la Fuga da Roma (1606 - 1610).

Sacrificio di Isacco, 1603
Michelangelo Merisi detto Caravaggio
I dipinti sono stati opportunamente inseriti su pannelli e non sulle pareti, in modo che lo spettatore possa agevolmente aggirarli e visionare i brevi filmati appositamente realizzati dall'Università degli Studi Bicocca di Milano: infatti, dietro ad ogni quadro vi è uno schermo che illustra le radiografie effettuate alla tela, così da permettere di scoprire i bozzetti preparatori, le altre figure che Caravaggio aveva originariamente progettato di inserire sulla tela ma che poi, per alterne vicende, ha man mano deciso di eliminare e quella tecnica pittorica che contraddistinguerà questo indiscusso Maestro e influenzerà in modo decisivo coloro che si cimenteranno nell'ars pittorica dopo di lui.

Tuttavia sono i quadri i protagonisti indiscussi dell'esposizione, veri capolavori prospettici, ma soprattutto ricchi di quei colori che contraddistingueranno l'intera opera del Caravaggio: infatti, i protagonisti delle tele sono magistralmente illuminati da Barbara Balestrieri, che pare accompagnare con naturalezza quelle luci e, soprattutto, quelle ombre che sembrano riuscire da sole a farci percepire tutto il magnetismo di quei personaggi sacri eppure, per la prima volta nella Storia, così meravigliosamente umani.
"Caravaggio è un visionario della luce e dell'ombra. Il percorso luminoso che abbiamo sviluppato riflette il processo creativo dell'artista e il modo in cui ha modellato la luce nelle sue opere",
San Girolamo penitente, 1605-1606
Michelangelo Merisi detto Cravaggio
ha affermato l'architetto.

Ed è proprio grazie a questa atmosfera rarefatta che lo spettatore riesce a percepire ancor di più la drammaticità e l'intensità delle storie raccontate da Caravaggio: opere come la Flagellazione di Cristo, il Ragazzo morso dal ramarro, la Giuditta che taglia la testa ad Oloferne, il Sacrifico di Isacco e San Girolamo penitente sembrano abbandonare la cornice per trovare spazio in mezzo a noi, mentre pare di poter toccarne le membra o le vesti, così autentiche e realistiche, solo allungando una mano.

Una breve menzione meritano anche le sale che seguono alla mostra su Caravaggio e che contengono una preziosa esposizione intitolata Incantesimi. I costumi del Teatro alla Scala dagli anni Trenta ad oggi di alcuni degli abiti di scena più belli indossati dai protagonisti della Scala  (come Maria Callas e Carla Fracci) realizzati da grandi firme della moda, come Gianni Versace e Karl Lagerfield. Tra le centinaia di abiti presenti nel magazzino dei costumi del Piermarini e restaurati nei laboratori della sartoria per festeggiare i 40 anni di attività dell'associazione "Amici della Scala",  ne sono stati selezionati 24.
Alcuni degli abiti esposti a Palazzo Reale nella mostra "Incantesimi"
La mostra, curata dalla storica della scenografia teatrale, Vittoria Crespi Morbio, è suddivisa in 4 sezioni, ove sono esposti gli abiti che sono stati protagonisti di spettacoli, tra gli altri, di Visconti, Strehler e Ronconi. Il più risalente è quello di Isabella nell'italiana in Algeri di Rossini, mentre gli ultimi in ordine di tempo sono quelli della matrigna e delle sorellastre nella Cinderella andata in scena nel 2015.

Dunque, per tornare all'interrogativo che ci siamo posti fin da principio, cos'altro può mai offrire  un pittore universalmente noto e così a lungo studiato come Caravaggio? Rispondere una nuova prospettiva sui suoi lavori apparirebbe banale, seppur non così scontato, ma forse la novità e la particolarità di questa mostra risiede nel connubio tra l'ottimo allestimento delle opere corredato, come si è visto, da una magnifica illuminazione, e la valorizzazione dello studio scientifico in formato multimediale che ha avuto ad oggetto proprio quelle opere, a dimostrazione del fatto che, anche a distanza di secoli, la storia ed i capolavori di Michelangelo Merisi non cessano di stupire ed incantare milioni di spettatori in tutto il mondo.

Ilaria Pocaforza

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