martedì 5 dicembre 2017

(Ri)conoscersi a Marsiglia, oltre la miopia dei pregiudizi

Le tre del mattino
di Gianrico Carofiglio
Einaudi, 2017

pp. 165
€ 16,50 (cartaceo)
€ 8,99 (ebook)


Osservando voi adulti, penso spesso che siate intrappolati da cose di cui non vi importa niente. Come succede? Quando succede?
Esce in libreria il nuovo romanzo di Gianrico Carofiglio ed è subito bestseller, ma stavolta Le tre del mattino ci regala un'opera inaspettata, che tuttavia conferma ancora una volta la bravura dello scrittore. 
Antonio non ha mai conosciuto davvero suo padre: lo incontra di tanto in tanto da quando lui e sua madre hanno divorziato in modo irritantemente educato. Il piccolo Antonio si era fatto un'idea del perché e da allora ha trattato con distacco quel genitore per lui incomprensibile. Ma qualcosa rompe la quotidianità difficoltosamente rimontata: il protagonista è colpito da una forma di epilessia difficilmente spiegabile. Dapprima si tratta di qualche episodio sporadico, poi la malattia minaccia di sconvolgere per sempre la vita di Antonio e di costringerlo in un letto e a casa, privandolo delle sue passioni. Il momento è difficile, i medici provano le cure e brancolano in parte nel buio: la vera causa di questa forma di epilessia è misteriosa, non resta che provare una terapia da adattare via via al paziente. Dopo alcuni anni decisamente complessi, Antonio approda con la sua famiglia a una clinica di Marsiglia, dove fin da subito appare una medicina prima mai proposta: la speranza. Il nuovo medico, infatti, propone una terapia molto meno invasiva e lascia che il giovane Antonio recuperi gran parte delle sue passioni, senza tarpare le ali alla sua adolescenza. 

E tutto pare funzionare. Quando a distanza di tempo il ragazzo deve tornare a Marsiglia per la visita di controllo, ad accompagnarlo c'è solo il padre, quel padre di cui Antonio sa ben poco: certo, è un celebre matematico... Ma che altro? Di controvoglia, il ragazzo torna all'ospedale e accetta l'ultima prova da affrontare, ancora in voga negli anni Ottanta, quando si svolge il romanzo: restare sveglio per ben due giorni. Se non si fossero presentate crisi, Antonio sarebbe stato dichiarato guarito. 
Ecco che allora, tra le vie malfamate e buie di Marsiglia, tra locali fumosi che suonano jazz e ispirano nostalgia di tempi andati, Antonio scopre lati nuovi di suo padre: 
La piccola cicatrice sull'arcata sopraccigliare e la sua storia avevano dischiuso una porta su stanze nascoste. 
Tornare indietro non è più possibile, né si potrebbe farlo: Antonio è un adolescente curioso, che non lesina domande sui massimi sistemi, a cui il padre risponde con saggezza, ma senza alcuna pretesa demiurgica. Entrambi, d'altra parte, sanno che la vera domanda che cova nel silenzio è un'altra: cosa è successo con mamma? Ma non è facile porre in fila queste poche parole, né arrivare a pronunciarle, perché la paura della risposta è davvero tanta.  
Intanto ci sono scoperte minori che fanno bene al cuore e che riscaldano quel rapporto congelato: la passione del padre per il jazz, la sua scioltezza nel parlare francese, le tante delusioni che anche lui ha provato nella vita, le sue prime esperienze,... 
Le ore passano e anche noi lettori aspettiamo con ansia di sapere se l'epilessia di Antonio sia scomparsa davvero e i piccoli indizi di cui sono intrisi le pagine ci lasciano pensare che la verità, in famiglia, sia ben altra. 
Un romanzo familiare di grande delicatezza, con uno stile riconoscibile e denso di riflessioni, che accompagna anche noi nei vicoli buio della città che, dentro di noi, si lascia popolare di ricordi, incomprensioni, ipotesi, paure, dubbi. Un romanzo umanissimo. 

GMGhioni
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