venerdì 20 ottobre 2017

Non puoi tornare in patria, se non con vesti di seta!


Cuore di seta. La mia storia italiana made in China
di Shi Yang Shi
Mondadori, 2017

pp. 166
€ 17 (cartaceo)
€ 8,99 (ebook)


Che io sia stato costretto, da bambino, a venire in Italia - e che questo abbia aperto uno strappo tanto doloroso in quel cuoricino di seta -, oggi lo riconosco solo come una piccola parte di un cammino che è ancora tutto da intraprendere. Insidie e sprofondamenti non sono mancati, così come conquiste e soddisfazioni.
Potete averlo visto a teatro, oppure in tv come una delle Iene: Shi Yang Shi è però ben più di un attore italo-cinese. È una persona che si racconta senza difese e senza sovrastrutture in questo Cuore di seta, autobiografia che si concentra in particolar modo sugli anni complessi che lo hanno visto strappato alla sua infanzia cinese, per vivere tra molte difficoltà a Milano, a casa di uno zio immigrato in passato e proprietario di una rosticceria. Yang si trasferisce lì con sua madre quando ha solo undici anni: non conosce l'italiano e l'esperienza a scuola è davvero traumatica, all'inizio. Ma non si perde d'animo e fa di tutto per trasformare in opportunità il sacrificio che i suoi genitori hanno fatto per lui. Non capisce pienamente perché sua madre, medico stimato in Cina, accetti di compiere lavoretti di poco conto in Italia, e si chiede perché il padre non possa raggiungerli a Milano per ben quattro anni.
Ma l'infanzia poi resta travolta dall'arrivo dell'adolescenza, dal desiderio di Yang di essere un ottimo studente anche in Italia per rendere fieri i suoi genitori e, chissà, conquistarsi un giorno l'occasione per sdebitarsi con loro e sistemare le finanze di famiglia. Intanto, però, Yang deve fare i conti con quel che gli sta accadendo: crescere vuol dire avere a che fare con un corpo che non conosce ancora, scuotersi di dosso i commenti dei compagni che lo scherzavano per la sua mole, fin da piccolissimo; soprattutto significa capire la strana attrazione che lo spinge verso coetanei del suo stesso sesso.
E ancora, la timidezza di Yang viene continuamente messa alla prova, come la capacità di adattarsi alla luce delle necessità: da lavapiatti a interprete di importanti esponenti del mondo politico e sociale; da vucumprà a bocconiano; da studente ad attore... Sono tanti, anzi tantissimi, i momenti in cui Yang sperimenta le sue qualità e i suoi limiti: non può fare altro, d'altronde, perché i suoi genitori hanno continuamente difficoltà a trovare sicurezze economiche in Italia. Ma l'etica cinese di faticare per ottenere ciò che si desidera con forza trasuda da ogni pagina: così Yang riesce a diventare il primo del suo istituto scolastico, ma anche a maturare una popolarità che non avrebbe mai sognato.
Senza indulgenze ma con tanta voglia di raccontarsi, Shi Yang Shi scrive un'opera che testimonia vita vissuta e che può essere un ottimo esempio per non arrendersi, continuando a perseguire i propri obiettivi. Ma anche per guardarsi in faccia e, senza prendersi in giro, avere il coraggio di cambiare strada per essere finalmente e totalmente sinceri a sé stessi.

GMGhioni



A volte ci lamentiamo delle nostre famiglie e del nostro Paese con troppa leggerezza. Cosa vuol dire lasciare il Paese in cui si è nati, approdare in Italia senza conoscere neanche una parola di italiano e lasciare in Cina parte del proprio cuore, oltre che della propria famiglia? #ShiYangShi, nel suo #CuorediSeta, appena uscito per #Mondadori, racconta proprio questa incredibile avventura: quella di cercare la propria identità (come bambino e poi come uomo) in un paese che non è ancora suo, senza poter tornare indietro, perché come dicono nella sua terra, "non puoi tornare in patria se non con vesti di seta"! Presto la recensione di @gloriaghioni sul sito! #criticaletteraria #mondadori #romanzodiformazione #autobiografia #cina #immigrato #immigrazione #newlife #bookstagram #ebook #huaweip8lite #reading #bookish #bookstagram #book #instalibri #storiavera
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