sabato 30 settembre 2017

«Le famiglie sono tutte insopportabili, soprattutto quando non riescono a parlare»

L'inventore di se stesso
di Enrico Palandri
Bompiani, 2017

pp. 156
€ 15 (cartaceo)
€ 8,99 (ebook)


Ci si può davvero creare come si vuole, trascurando le proprie radici e ricominciando da zero? L'ultimo romanzo di Enrico PalandriL'inventore di se stesso, parte dal lieto evento di una nascita e dal dovere di scegliere il nome per il nuovo nato, per sviluppare un complesso romanzo di formazione. Formazione un po' tardiva, se vogliamo, perché il protagonista è ormai padre, ma forse solo ora è chiamato a fare i conti con il proprio passato (che scopre più blasonato del previsto, perché un suo avo, Gianrico Licudis, è stato precettore di Pietro il Grande), con il rapporto con il proprio genitore (studioso dalla testa sulle nuvole e privo di senso pratico) e con il suocero (al contrario, molto interessato al profitto). Il mondo in cui è cresciuto è quello della ricerca accademica, in cui una buona capacità argomentativa può permettere di parlare anche di argomenti pseudo-sconosciuti. Al contrario, Laura ha imparato presto a fare i conti con il denaro e la fatica, con il padre imprenditore.

Solo due scelte di vita? Davvero? Sono due modi totalmente diversi di guardare alla quotidianità e al fine ultimo della propria esistenza. Il protagonista lo imparerà presto e suo malgrado, perché il suocero, malato, deciderà di passare proprio a lui le redini della sua azienda, visto che il figlio è del tutto inaffidabile. Il tutto con l'aiuto di Laura, che ha un fiuto invidiabile per il marketing e per gli affari. 
Trasformarsi davvero o adattarsi proprio malgrado, per compiacere il suocero: due possibilità complesse tra cui scegliere, non facili per chi, come il protagonista, è sempre stato volentieri tra le quinte e ha delegato le decisioni importanti agli altri. Un viaggio in Unione Sovietica, in parte per lavoro, in parte per ripercorrere i passi del proprio avo Gianrico, sarà l'occasione per il protagonista per mettere davvero in chiaro la propria posizione nel mondo. 
Costruito con grande equilibrio tra un capitolo e l'altro, il romanzo si chiude risolvendo numerosi quesiti che all'inizio parevano appena accennati e, anche così, ineffabili. Lo stile ragionativo, che più volte porta dalla narrazione dei fatti alla riflessione generale su questo o quell'aspetto, dà a Palandri l'occasione di infilare nel romanzo altri pensieri, senza dubbio scorporabili dal contesto. 
Vero punto di forza del romanzo, la messa in discussione dell'inetto novecentesco, che prova a tornare homo faber senza una spinta propulsiva conscia e sicura di sé, ma innescata dalla fatalità. D'altro canto - qualcuno potrebbe riflettere - il protagonista è riuscito a migliorare un'attività già ben avviata e fiorente. Che la risposta, anche ai tempi della crisi, sia comunque nell'imprenditoria? Il dubbio resta, soprattutto perché non è affatto detto che la roba basti a soddisfare una vita.

GMGhioni


Ci si può davvero creare come si vuole, trascurando le radici e ricominciando da zero? L'ultimo romanzo di #EnricoPalandri, #Linventoredisestesso, parte dal lieto evento di una nascita e dal dovere di scegliere il nome per il nuovo nato, per sviluppare un complesso romanzo di formazione. Formazione un po' tardiva, se vogliamo, perché il protagonista è ormai padre, ma forse solo ora è chiamato a fare i conti con il proprio passato (che scopre più blasonato del previsto), con il rapporto con il proprio genitore (studioso dalla testa sulle nuvole e privo di senso pratico) e con il suocero (al contrario, molto interessato al profitto). E molto presto per lui sarà tempo di prendere decisioni di primaria importanza... Presto sul sito la recensione di @gloriaghioni! #Bompiani #criticaletteraria #novità #inlibreria #inlettura #workinprogress #recensireèmegliochecurare #bookstagram #bookish #bookblog #litblog #book #instalibri #instabook #bookaddict
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