giovedì 31 agosto 2017

Alle origini di un mito. "Wonder Woman: warbringer", di Leigh Bardugo

Wonder Woman: warbringer
di Leigh Bardugo
Traduzione di Maria Concetta Scotto di Santillo
Milano, Fabbri Editori, 2017

data di uscita: 31 agosto 2017
pp. 464
€ 19,00

Esce oggi per Fabbri Editori Wonder Woman: warbringer, un'opera nuova, rivolta a tutti i fan dell'eroina entrata ormai nell'immaginario collettivo come donna dalle capacità fisiche e psichiche straordinarie, ma anche a chi, affascinato dal suo carisma e dalla grinta che la sua figura trasmette, è intenzionato a approfondirne le origini.
Infatti, chi non conosce quest'amazzone straordinaria, una donna capace di portare a termine le imprese più difficili? In pochi però conoscono approfonditamente la sua vera storia. Leigh bardugo, una delle più apprezzate scrittrici contemporanee di romanzi young adult e fantasy, ha preso su di sé l'incarico di ritrarre una delle eroine più amate dei fumetti. La Fabbri Editori ha deciso di tradurre e portare in Italia l'opera, facendola uscire in contemporanea con l'estero.
Questo romanzo ci offre l'immagine di una wonder woman diversa da quella a cui siamo abituati. La forza e la determinazione che ormai sono diventate caratteristiche imprescindibili della sua figura sono accompagnate da dubbi e insicurezze riguardo la sua natura di principessa. In un mondo di donne che hanno scelto di fare a meno degli uomini, su un'isola al riparo dal mondo, Diana, vero nome di Wonder Woman, è nata dalla terra, creata dalla regina Ippolita, desiderosa di avere una figlia.
Diana aveva quasi l'impressione di vedere lo sguardo penetrante di Tekmessa su di sé, di sentire il tono beffardo della sua voce. Rilassati, Pisside. Era il soprannome che la stessa Tek le aveva affibbiato. Pisside: un piccolo recipiente di argilla per custodire gioielli o conservare la tintura di cocciniglia con cui imbellettare le labbra. Il nomignolo era innocuo, un'amorevole presa in giro, affermava Tekmessa. Eppure ogni volta per lei era una pugnalata: le ricordava che non era come le altre amazzoni, e mai lo sarebbe stata. Le sue sorelle erano guerriere temprate da mille battaglie, forgiate dalle sofferenze e destinate alla grandezza nel passare dalla vita all'immortalità. Tutte loro si erano guadagnate un posto a Themyscira. Tutte tranne Diana, nata dal suolo dell'isola e dal desiderio di Ippolita di avere una figlia, plasmata con l'argilla dalle mani di sua madre… vuota e fragile. (p. 16)
Durante la narrazione, il percorso di Diana si incrocia con quello di Alia, una ragazza americana figlia di due biologi, sopravvissuta ad un naufragio avvenuto al largo della costa di Themyscira, l'isola delle amazzoni, e salvata da Diana. Le regole, tuttavia, non consentono a nessun mortale di mettere piede nel regno amazzone e l'arrivo di Alia scombina le carte. Oltretutto, Diana ha modo di scoprire che questa ragazza è una Warbringer, ovvero una portatrice di guerra, discendente dalla stirpe di Elena, a sua volta discendente di Nemesi, e quindi destinata a portare morte e distruzione con sé. Le conseguenze nefaste del suo arrivo si fanno sentire subito e terremoti e malattie cominciano a colpire l'isola. Diana ha un solo modo di risolvere la situazione: consultando l'Oracolo, ella scopre che, per salvare l'isola e le amazzoni, dovrà purificare la ragazza alla fonte di Terapne, in Grecia. Ciò significherebbe per Diana lasciare l'isola, per la prima volta, e avventurarsi verso un mondo conosciuto, quello reale, un mondo che Diana non conosce ma che dovrà affrontare per liberare Alia dalla sua maledizione e salvare il mondo intero.
Quella di Bardugo è una storia accattivante, che scorre veloce nonostante la sua mole imponente e che riesce a catturare l'attenzione del lettore, calandolo in un mondo a metà tra la Grecia antica e mitologica e il mondo contemporaneo. Per sapere se Diana riuscirà nell'impresa non resta altro da fare che precipitarsi in libreria e iniziare a leggere questo appassionante romanzo.

Valentina Zinnà
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