giovedì 17 agosto 2017

In viaggio, senza arrendersi al tempo che passa

Romanzo per signora
di Piersandro Pallavicini
Feltrinelli, 2013

pp. 267
€ 9 (cartaceo - Economica Feltrinelli)




Sul retro del romanzo, una delle migliori sinossi lette negli ultimi anni. Sarà che l'ha scritta l'autore, che non si è lasciato ingannare dal caratterino decisamente particolare dei suoi personaggi, ma è riuscito a mantenere la giusta obiettività per raccontare il suo romanzo. Esordisce così: 
«Ho preso dalla provincia lombarda cinque anziani signori - due coppie e un vedovo, tutti afflitti da malanni più o meno disastrosi - e li ho portati in vacanza a Nizza. In Jaguar. In un hotel a quattro stelle, con in mano un elenco di ristoranti lussuosi e in tasca un'American Express a credito illimitato». 
Questi ingredienti potrebbero dare vita a un romanzo pieno di avventure e, a tutti gli effetti, è proprio così. Ma non si tratta di un viaggio grottesco, tutto impegnato a smentire gli acciacchi e le preoccupazioni dei cinque: è un viaggio che tiene conto dei tempi di ognuno, dei problemi fisici e anche delle tante abitudini che si sono radicate. L'occasione, almeno quella fittizia, è aiutare il Persegati a superare la morte della moglie, ma presto, per le vie di Nizza, il protagonista Cesare intravede un suo vecchio amico, con cui ha però interrotto (suo malgrado) i rapporti anni prima. Cesare, come direttore editoriale di una casa editrice, aveva aiutato questo amico, Leo Meyer, a esordire negli anni '80 e lo aveva portato alla fama, ma varie vicissitudini che si scopriranno via via nel romanzo li hanno allontanati, lasciando nel protagonista un profondo malessere. Ma ecco che proprio su un taxi nizzardo Leo appare a Cesare in tutta la sua magrezza, con visibili segni di malattia sul viso. Per il protagonista la vacanza ha una nuova missione: trovare Leo e finalmente arrivare a un confronto verbale. 
Intanto le vicende si intricano sempre di più, tra battibecchi familiari, incidenti di percorso piccoli e grandi, marijuana (a scopo terapeutico, ma...), battute in francese improbabile controbilanciate da esclamazioni in dialetto vigevanese. E ricordi. Tanti ricordi. Sì, perché l'unica via per spiegare il presente è tornare indietro, lasciando che siano episodi del passato a far conoscere ai lettori il carattere davvero particolare di questi cinque personaggi: imperfetti, bizzosi, testardi, ma decisamente attaccati alla vita, anche quando non sembra così. 
Parallelamente alla vicenda principale, il lavoro di Cesare offre a Pallavicini l'occasione per brevi e gustose incursioni sul mercato editoriale, nonché sull'evoluzione dei gusti letterari degli ultimi trent'anni. 
Ma non c'è solo divertimento in questo Romanzo per signora: ci sono anche amare riflessioni sull'invecchiamento e sulla progressiva perdita di autonomia. Certo, i protagonisti sono determinati a non arrendersi e a non lasciarsi andare alla disperazione, ma qualche volta le loro reazioni esagerate provocano sorrisi amari nel lettore, se non un po' di amarezza tout-court. Anche per via dei loro segreti: sì, nel corso del soggiorno, gli amici, che comunque si conoscono da anni, riveleranno aspetti decisamente privati che avevano nascosto per molto tempo, addirittura per decenni, senza mai destare sospetti. E, credetemi, tutto si può dire, ma non che Romanzo per signora sia un romanzo prevedibile! È invece un teatro decisamente vario, dove gli attori improvvisano con la battuta pronta, su un palcoscenico a loro più o meno sconosciuto, ma con un canovaccio ben chiaro: sopravvivere.

GMGhioni

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