sabato 8 luglio 2017

#PagineCritiche - Macron. La rivoluzione liberale francese: storia politica di un europeista convinto

Macron - La rivoluzione liberale francese
di Mauro Zanon (con una prefazione di Giuliano Ferrara)
Marsilio Ancora

pp. 160

€ 12 (cartaceo)
€ 7,99 (e-book)



Macron - La rivoluzione liberale francese (Marsilio) è un libro piccolo ma dettagliato scritto dal giornalista de Il Foglio Mauro Zanon sull'ascesa politica di Emmanuel Macron, il più giovane Presidente nella storia della Repubblica francese.

Ogni capitolo ripercorre in ordine cronologico la carriera del trentanovenne di Amiens: prima tra tutte la nomina all'interno della Commissione per la liberazione della crescita (la cosiddetta Commissione Attali) nel 2007, voluta da Sarkozy per migliorare la competitività e la produttività dell'economia francese; in seguito il ruolo di assistente editoriale del filosofo Paul Ricoeur (ricordiamo che anche Macron è laureato in Filosofia).

La vera svolta è nel 2008, quando il giovane ottiene un impiego presso la banca Rothscild e Cie, luogo nel quale imparerà l'arte della negoziazione e dichiarerà:
"Fare il banchiere d'affari è un po' come fare la prostituta. È un lavoro di seduzione".
Tale affermazione gli varrà il soprannome di "fottuto banchiere", che lo accompagnerà per tutto il resto della sua vita pubblica.

In seguito Macron sarà scelto come vicesegretario generale dall'allora Presidente François Hollande, ma abbandonerà molto presto l'incarico, stanco dell'immobilismo di quello che sarebbe stato il suo predecessore all'Eliseo, finché il 26 agosto del 2014 lo stesso Hollande lo richiamerà e lo nominerà Ministro dell'Economia.

Da lì inizierà una velocissima ascesa che condurrà Emmanuel Macron a diventare Presidente della Francia.
Più che l'intero cursus honorum di questo giovane prodigio, a mio parere è interessante cercare di decifrare il suo pensiero politico, la sua "apartiticità dolce" (come la definisce correttamente Giuliano Ferrara nella prefazione).

C'è una parola che percorre l'intero libro e che si trova anche nel titolo: liberalismo. Ebbene, credo sia tutta qua la filosofia del giovane di Amiens.
L'obiettivo principale che muove questo europeista convinto, che lo contrappone a politici navigati come Marine Le Pen e che gli ha consentito di batterli è proprio una riabilitazione del liberalismo, nel senso di voler rendere lo Stato più leggero ed efficace, meno corporativista.
Come dichiarerà a Il Foglio:
"L'anti-totalitarismo era un liberalismo politico e abbiamo perso il senso di tutto ciò".
Macron è sostenuto da migliaia di giovani militanti (i "Marcheurs") che rifiutano la vecchia sinistra statalista, colpevole di ostacolare la globalizzazione, perché convinti che la chiave del miglioramento politico e sociale sia il pragmatismo di una nuova economia improntata ad un senso di riforma e di apertura nei confronti dell'Europa.

Se il movimento En Marche! ha avuto un successo così rapido ed immediato, se alla sua base ci sono giovani tra i 18 ed i 25 anni, se un filosofo è stato capace di interpretare l'economia del suo Paese e di incarnare quei valori liberali che la Francia aveva un po' smarrito prima con la violenta trivialità di Sarkozy e poi con l'eccessivo immobilismo di Hollande, forse (pare suggerirci Zanon) l'intera Europa dovrebbe chiedersi se effettivamente la contrapposizione tra le vecchie categorie di destra e di sinistra non sia poi il centro della questione politica, ma alla base della buona riuscita di un Governo potrebbe esserci il dialogo con le persone, il contratto morale con la nazione voluto da Macron.

Giuliano Ferrara sostiene che persino dal paragone con l'attuale Presidente statunitense Macron esca vincitore:
"Macron è l'incredibile divenuto fenomeno politico, anche più di quanto non lo sia stato Donald Trump, con le sue mattane, nella vicenda presidenziale americana".
Quello che traspare dalla lettura di questo libro è un forte ottimismo, è una speranza di miglioramento.
Non ci resta altro da fare se non auspicare che tante aspettative siano ben riposte in Emmanuel Macron, che il liberalismo sia davvero la soluzione all'immobilismo economico non solo francese, ma anche nostrano.

Ilaria Pocaforza 


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