martedì 13 giugno 2017

#CritiMusica - La Bohème: un'opera senza tempo

Alcuni degli interpreti dell'opera de La Bohème
La Bohème di Giacomo Puccini


Sulla meravigliosa opera La Bohème di Giacomo Puccini sono stati scritti fiumi, oceani di parole, e pare davvero superfluo aggiungerne altre, ma ogni volta che questo spettacolo così suggestivo torna in scena l'amore per l'arte si rinnova, e si ricade inevitabilmente in quel vortice di sentimenti e sensazioni mai paghe. 

Sabato 10 giugno ho assistito insieme a Intesa Sanpaolo Giovani alla rappresentazione de La Bohème per la regia di Franco Zeffirelli e la direzione del maestro Evelino Pidò, che hanno magicamente riportato sul palco del teatro alla Scala di Milano la storia di Rodolfo e Mimì. 
Quest'opera in quattro quadri è ispirata al romanzo di Henri Murger Scene della vita di Bohème, mentre le splendide musiche sono di Giacomo Puccini ed il libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica.

Rappresentata per la prima volta nel 1896 presso il Teatro Regio di Torino, venne diretta da un giovanissimo Arturo Toscanini.

Sonya Yoncheva e Fabio Sartori nei panni di Mimì e Rodolfo
La storia è nota: nella Parigi del 1830 si incrociano le vite di artisti bohèmiennes come Marcello (Simone Piazzola), Schaunard (Mattia Olivieri) e Coline (Carlo Colombara), ma al centro dell'intera vicenda vi è la storia d'amore tra il poeta Rodolfo (Fabio Sartori) e la bella Mimì (Sonya Yoncheva), vittima di un male che accomuna molte delle eroine letterarie dell'800, la tubercolosi.

Tra la passione ritrovata di Marcello per la bella Musetta, le schermaglie di quest'ultima e l'allegria dei quattro amici, si consumerà il dramma della povera ricamatrice Mimì, che ben presto morirà precipitando Rodolfo nella più profonda disperazione.

Quando si assiste ad un'opera come La Bohème non ci si aspettano grandi sorprese: la storia è famosissima, i brani altrettanto (su tutti spicca Che gelida manina), ma i costumi di Pietro Tosi e la regia del grande Franco Zeffirelli (che ha portato in scena questo allestimento per la prima volta nel 1963) hanno aggiunto un tocco davvero magico alle vicende di Mimì e Rodolfo.

Un'altra scena dello spettacolo
I colori del Cafè Momus all'interno del quale si incontrano gli amici, i fiocchi di neve che cadono lievi sulla coppia di innamorati, la gioiosa entrata di un carretto trainato da un asinello e di una carrozza trascinata da un cavallo, le voci dei bambini che si rincorrono sul palco, tutto ha contribuito a rendere indimenticabile la serata.

A completare il quadro la bravissima soprano bulgara Sonya Yoncheva al suo debutto alla Scala, il tenore Fabio Sartori, veterano del ruolo ancora capace di commuoversi per gli applausi e le ovazioni finali del pubblico, e la meravigliosa orchestra diretta dal maestro Evelino Pidò.

Sono queste le manifestazioni di cui noi italiani dovremmo andare fieri, queste le atmosfere in grado di suscitare apprezzamenti e ammirazione tra gli spettatori di tutto il mondo, dimostrando che anche un'opera scritta da oltre un secolo riesce ad emozionare ancora con la medesima intensità con la quale venne portata in scena per la prima volta.

Ilaria Pocaforza

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