martedì 20 giugno 2017

#CriticaNera - I clan di camorra - Genesi della camorra napoletana

I clan di camorra - Genesi e storia
di Luciano Brancaccio
Donzelli Editore

pp. 146

€ 24 (cartaceo)

I clan di camorra - Genesi e storia è il titolo dell'ultimo libro del sociologo Luciano Brancaccio, ed è proprio mediante un approccio sociologico che in quest'opera si è voluta analizzare la criminalità di tipo camorristico
"(...)per lungo tempo considerata una sorella minore della mafia siciliana, perché meno netta nelle sue forme, meno riconducibile a un unico modello interpretativo(...)".  
Per sua stessa ammissione Brancaccio si discosta dalle ricostruzioni giudiziarie delle vicende di camorra colpevoli, a suo dire, di acquisire i dati con ingenuità.

Ed è qui che mi sento di muovere una critica a quest'opera: è indubbio che troppo spesso la camorra sia stata erroneamente paragonata alla mafia, e che su questa definizione si sia appiattito il lavoro dei tanti tecnici che, per un motivo o per un altro, hanno cercato di sradicare questo fenomeno criminale. 
È parimenti indubbio, tuttavia, che non si può pensare che, dalle opere di Saviano in poi, la camorra sia stata messa al centro di una ricostruzione "mafiocentrica" (sono parole dello stesso Brancaccio), che la si sia data per scontata e che ci si sia semplicemente limitati a combatterne gli effetti senza agire sulle cause: assumere un atteggiamento del genere vorrebbe dire sminuire l'operato di centinaia, di migliaia di persone che non hanno mai smesso di indagare i meccanismi originari della criminalità organizzata per meglio combatterla, primi tra tutti i magistrati e gli uomini del diritto.

Proseguendo nell'analisi dell'opera del sociologo, questa si divide in quattro macrocapitoli che studiano altrettanti elementi propri dei vincoli familiari che hanno portato, tramite matrimoni e alleanze, alla formazione dei passati e degli attuali clan di camorra.

All'interno del capitolo Contrabbandieri pare di scorgere le vicende del film di Vittorio De Sica Ieri, oggi e domani, nel quale una giovane e bravissima Sophia Loren interpreta una venditrice abusiva di sigarette nella Napoli degli anni '60, ma nel  libro le connotazioni assunte da personaggi come i membri del gruppo Zaza-Mazzarella sono certamente meno comiche, e si colorano di sfumature assai più tragiche nella loro drammatica realtà.

Pregevole è lo studio fatto da Brancaccio nella ricostruzione (anche per mezzo di tabelle) della fitta rete parentale che lega le più potenti famiglie di camorra napoletana, famiglie che sono tanto più numerose quanto più c'è bisogno di una ingente quantità di manodopera illegale, e molto interessante si rivela anche la considerazione in base alla quale il fondamento economico, culturale e sociale di questa associazione criminale si radica nella profonda tolleranza che la città intera ha dimostrato (ed ancora dimostra) per i commerci illeciti.

Indubbiamente I clan di camorra costituisce un valido strumento di comprensione del fenomeno camorristico, meno edulcorato rispetto alle varie serie tv nostrane, che si discosta dal filone intrapreso da Roberto Saviano con l'opera Gomorra, ponendo in primo piano la criminalità napoletana, allontanandosi dal paragone con la mafia siciliana.

Ilaria Pocaforza

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